Martedì 01 luglio

Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – Martedì 

La spiritualità di questo giorno

È sempre il tempo di servire il Signore e di obbedire alla sua opera! Direi che possiamo riassumere così le due diversissime letture che la Chiesa ambrosiana ci propone.

La Parola di questo giorno

LETTURA Nm 9, 15-23
Lettura del libro dei Numeri

Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube coprì la Dimora, dalla parte della tenda della Testimonianza; alla sera ci fu sulla Dimora come un’apparizione di fuoco fino alla mattina. Così avveniva sempre: la nube la copriva e di notte aveva l’aspetto del fuoco. Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, subito gli Israeliti si mettevano in cammino, e nel luogo dove la nube si posava, là gli Israeliti si accampavano. Sull’ordine del Signore gli Israeliti si mettevano in cammino e sull’ordine del Signore si accampavano. Tutti i giorni in cui la nube restava sulla Dimora essi rimanevano accampati. Quando la nube rimaneva per molti giorni sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del Signore e non partivano. Avveniva che la nube rimanesse pochi giorni sulla Dimora: essi all’ordine del Signore rimanevano accampati e all’ordine del Signore levavano le tende. E avveniva che, se la nube si fermava dalla sera alla mattina e si alzava la mattina, subito riprendevano il cammino; o se dopo un giorno e una notte la nube si alzava, allora levavano le tende. O se la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano; ma quando si alzava, levavano le tende. All’ordine del Signore si accampavano e all’ordine del Signore levavano le tende, e osservavano le prescrizioni del Signore, secondo l’ordine dato dal Signore per mezzo di Mosè.

SALMO Sal 104 (105)

Guida e proteggi il tuo popolo, Signore.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore. R

Fece uscire il suo popolo con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava.
Quando uscirono, gioì l’Egitto,
che era stato colpito dal loro terrore.
Distese una nube per proteggerli
e un fuoco per illuminarli di notte. R

Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.
Ha dato loro le terre delle nazioni
e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli,
perché osservassero i suoi decreti
e custodissero le sue leggi. R

VANGELO Lc 6, 6-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

Un altro sabato il Signore Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Numeri

La prima lettura ci porta un po’ fuori dal tempo, ma non fuori dalla storia della salvezza, a cui si riferisce sempre la Scrittura. Così diventa paradigmatico ciò che potrebbe sembrare solo storico. La storia di Israele è fatta di obbedienza al Signore, obbedienza che si traduce in scelte concrete da parte del popolo: sostare o levare le tende, mettersi in cammino o riposare nel luogo nel quale il Signore vuole che ci si fermi. Israele fa questo. Se fa così è perché riconosce i segni della presenza di Dio e anche i segni della sua guida. Il Signore si rende presente con la nube, con la colonna di fuoco, che sono solo segni, ma segni che dicono la sua presenza e il suo concreto prendersi cura di tutti. Israele insegna così che quello che è avvenuto nella sua storia, diventa paradigma, cioè esempio per tutti. La prima lettura ci sta dicendo che Dio si rende presente nella vita di ciascuno e si prende cura della vita di ciascuno in modi diversi, con segni diversi, rispettando quello che è il cammino di ciascuno. Dio fa sempre così. Ce lo dice anche questa pagina austera del Primo Testamento.

Vangelo

Con tutt’altro genere di linguaggio e con altre immagini, il Vangelo ci propone lo stesso insegnamento. È sabato, quindi un giorno non solo significativo ma anche simbolico nella settimana ebraica. È il giorno di Dio, è il giorno del riposo, è il giorno nel quale capire come Dio agisce e come Dio si prende cura dell’uomo. Gesù è venuto per questo, per dire all’uomo, anche attraverso segni concreti, che Dio è Padre e che si prende cura di ciascuno. C’è un malato. Ecco il segno per lui: ritrovare la salute, perché Dio vuole fargli comprendere che gli è vicino. Gli era vicino nella malattia e, ora, gli è vicino anche in questa ritrovata salvezza. Gli era vicino nei giorni difficili da vivere e da affrontare e gli è vicino anche nei giorni della letizia e della gioia. Ecco il cuore di questo miracolo. Così, come già era nel Primo Testamento, il Signore insegna che Dio è sempre vicino a tutti, condivide le gioie di chi è nella gioia, sostiene le fatiche di chi è nella fatica, vuole sempre il bene per tutti. Il bene, cioè la salvezza eterna, che si realizza su sentirei che, per un lato sono comunitari, come quello del popolo di Israele, per altro verso sono personali, come quello di quest’uomo che ritrovando la salute comprende che Dio gli è vicino.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa mi dicono questi insegnamenti?
  • Quale sento più vicino a me?

Entrambi gli insegnamenti sono per noi. Anche per noi valgono le due sottolineature di questo unico tema. È vero che Dio si prende cura di noi tutti, nel nostro insieme, come popolo di Dio, come Chiesa che cammina nella storia, come Chiesa che ha la responsabilità e il compito di annunciare a tutti la salvezza. Ma è anche vero il secondo insegnamento: Dio si prende cura di ciascuno di noi, dei nostri cammini personali, delle nostre vite, delle nostre malattie, delle nostre gioie. I modi con cui Dio si prende cura di entrambi questi aspetti è unico, singolare, sempre diversificato. Così è il cammino della salvezza eterna. Per una parte il cammino verso l’eternità è questione di tutto un popolo. Per altro verso è personale. Dio dona a tutti quegli alimenti che servono per avvicinarsi a lui e che sono per tutto un popolo: è la grazia dei sacramenti, è l’insegnamento della Chiesa, è il servizio dell’autorità, come dicevamo ieri. Per altro verso ci sono delle considerazioni e dei passi personali. Quindi ciò che si addice ad uno non è detto che si addica anche ad un altro! Perché il cammino è sempre differente e, potremmo anche dire, sempre misterioso. Così ad alcuni è chiesto di salvarsi e di santificarsi sulla via della salute e ad altri in quella della malattia, portata magari fino alla fine per lunghi anni. In tutto questo Dio è misteriosamente presente. Chi può vederlo? Chi può scoprirlo? Chi si fida di Dio, chi si apre alla sua azione, chi ricerca la sua presenza. Non certo chi ha cura solo delle istituzioni, non certo chi ha cura solo delle cose esteriori, non certo chi non ricerca un rapporto personale, intimo, a tu per tu con il suo mistero. Le due pagine insieme ci stanno dicendo questo. Potremmo anche dire così: i mezzi per la salvezza eterna sono dati a tutti. Ma è differente il modo con cui ciascuno li realizza per sé. È differente il modo con cui ciascuno li sente propri. Per questo ci sono infiniti cammini di santità. I cammini di santità sono tanti quanti gli uomini. Ciascuno vive il suo. Oggi suggerirei di sostare su questo insegnamento per capire su quale via il Signore ci sta chiedendo di realizzare la nostra santificazione e per chiederci anche se noi stiamo attenti a che tutto questo avvenga. Potremmo anche essere distratti, potremmo anche non essere attenti né al cammino comune, né a quello personale. Chiediamo al Signore questa grazia, oggi, insieme la grazia che spinge ciascuno di noi a fidarsi del cammino comune che ci è chiesto e la grazia di capire cosa ciascuno di noi, nel suo piccolo e nel suo intimo deve fare. È solo così che il cammino di salvezza potrà essere per noi fonte di gioia oltre che di santità.

2025-06-27T08:14:31+02:00