Mercoledì 02 aprile

Settimana della quarta domenica di quaresima – Mercoledì 

Introduzione

In questa terza feria della settimana possiamo svolgere il nostro esercizio di meditazione quaresimale sul tema delle scelte.

La Parola di questo giorno

GENESI 28, 10-22
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. Ecco, il Signore gli stava davanti e disse: «Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre, e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale sei coricato. La tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E si diranno benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra. Ecco, io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho detto». Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: «Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo». Ebbe timore e disse: «Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo». La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz. Giacobbe fece questo voto: «Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi, se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. Questa pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai, io ti offrirò la decima».

SALMO Sal 118 (119), 105-112

A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di osservare i tuoi giusti giudizi. R

Sono tanto umiliato, Signore:
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi. R

La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.
I malvagi mi hanno teso un tranello,
ma io non ho deviato dai tuoi precetti. R

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
perché sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore a compiere i tuoi decreti,
in eterno, senza fine. R

PROVERBI 24, 11-12
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, libera quelli che sono condotti alla morte e salva quelli che sono trascinati al supplizio. Se tu dicessi: «Io non lo sapevo», credi che non l’intenda colui che pesa i cuori? Colui che veglia sulla tua vita lo sa; egli renderà a ciascuno secondo le sue opere.

VANGELO Mt 7, 13-20
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Meditazione

Io non lo sapevo…

Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere

Entrate per la porta stretta… dai loro frutti li riconoscerete

Il tema delle scelte, per quanto attiene alla storia di Giacobbe, ci è stato introdotto ieri. Giacobbe ha deciso di carpire la primogenitura, Giacobbe ha dato retta ai disegni della madre e ora sta pagando le decisioni che ha fatto. È stato costretto a fuggire, è stato costretto a mettersi, in qualche modo, al riparo dall’ira del fratello e di quelli della sua tribù, ma ora è stanco. È a un punto morto della sua storia, non sa bene cosa fare anche perché ormai ha costituito anche lui la sua famiglia e la sua tribù ed ha anche delle responsabilità. Potremmo dire che è in crisi, non sa bene cosa scegliere. È in questo momento che Giacobbe ha quel sogno che diventa famoso, quel sogno della scala che collega la terra al cielo e gli angeli salgono e scendono su di essa. Giacobbe si sveglia da quel sonno profondo che ha concesso questo sogno e dice questa parola bellissima: “Di certo il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo”. Parole intensissime che dicono che Dio è presente anche nei momenti difficili dell’esistenza, anche nelle scelte sbagliate, anche nelle difficoltà che accompagnano il vivere quotidiano. Giacobbe fa la sua confessione: io non lo sapevo. Come dire: tutto ciò che ho scelto, tutto ciò che ho fatto pensavo fosse solo frutto della mia volontà, delle mie decisioni, anche della mia ambizione. Non sapevo che il Signore potesse abitare anche contesti di questo genere. Giacobbe rimane stupito che, anche in quelle scelte, fosse realmente presente il Signore che accompagna l’esistenza dell’uomo, per cui accetta di servire il Signore lì dove Dio si fa vedere, lì dove Dio si è rivelato. In questo modo Giacobbe fa sì che il suo tempo, la sua vita, le sue scelte diventino uno dei luoghi dove si rivela l’amore di Dio.

La storia di Giacobbe ci aiuta a capire il Vangelo, dove Gesù invita a scegliere la via della “porta stretta”. Gesù, cioè, sta invitando a non avere paura delle scelte da fare secondo la fede, anche se sembrano difficili, controcorrente, complesse, poco promettenti. Gesù invita a scegliere queste vie, perché sono vie che portano alla verità, a Dio, promettendo, però, di essere sempre presente sulle vie dell’uomo, Lui che ha deciso di percorrere diverse vie degli uomini per mostrare a tutti la sua benevolenza, la sua vicinanza, il suo amore, la sua misericordia e il suo perdono.

Le scelte hanno sempre le loro conseguenze. Le scelte degli uomini non sono mai prive di conseguenze. Tuttavia il libro dei Proverbi ci invitava a non enfatizzare queste conseguenze, ma a farne opera di discernimento. Da ciò che consegue una decisione si può capire quanto questa decisione era buona, giusta, saggia, secondo la fede o, invece, quanto essa non veniva da Dio ed ha portato a cose sbagliate, negative, da scartare.

In sintesi la Scrittura ci sta dicendo che le scelte da compiere devono essere il campo reale nel quale si esercita tutto il compito dell’uomo di scegliere Dio. Ogni giorno occorre un vero e proprio atteggiamento di discernimento per vivere bene ciò che lo Spirito chiede.

Le scelte non sono e non devono mai lasciare indifferenti, ma sempre implicano un nostro discernimento. Sant’Ignazio di Loyola ci direbbe che ogni cosa della vita può avvicinarci a Dio o allontanarci da Lui. Per questo è necessario discernere ed eleggere le cose che ci avvicinano a Dio, rimanere indifferenti rispetto alle cose della vita che non hanno nessuna capacità di avvicinarci a Dio o allontanarci da Lui, guardarci molto bene da tutte quelle scelte che, invece, ci allontanano da Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Con quale criterio opero le mie scelte?
  • Scelgo la porta stretta?
  • Nelle vicende difficili della vita, potrei dire anch’io che il Signore è presente anche se non lo sapevo?

Scegliere la porta stretta è sempre difficile. Scegliere ciò che è coerente con la fede e va controcorrente rispetto al mondo, è impegnativo. Forse anche noi, molte volte, ci siamo sorpresi a dire che “fanno tutti così”…, “non tocca me salvare il mondo”…, “che male c’è se faccio anche io così…”. Parole che tutti abbiamo sentito o, forse, anche detto. Forse a noi cristiani è chiesto proprio un altro criterio di interpretazione delle cose della vita. Forse è chiesto a noi di non spaventarci nemmeno quando le cose si fanno difficili, forse ci è chiesto di non lasciar cadere richiami e avvertimenti. Forse ci è chiesto di credere a questa parola che ci ricorda e ci assicura che anche nelle scelte della via stretta è presente Dio che sostiene, infonde coraggio, accompagna, esorta, guida.

Quaresima è davvero il tempo opportuno e propizio per scegliere ciò che porta al Signore, lasciando perdere le altre cose, lasciando che altri richiami non abbiano attinenza con la nostra anima. Richiamo molto forte, perché anche noi assecondiamo il tempo presente. Non possiamo rimanere immuni rispetto a quello che viene proposto e nemmeno rispetto a quello che la gente, per lo più, sceglie.

Chiediamo oggi al Signore la grazia di saper scegliere in coerenza con la nostra fede. Cerchiamo di dire al Signore di mostrarsi a noi, anche quando ci sono cose che ci preoccupano, che ci affliggono, che non ci lasciano vivere come vorremmo. Chiediamo al Signore di poter fare la stessa esperienza di Giacobbe, di dire al Signore: “Tu sei qui, in questo luogo della mia esistenza, anche se io non lo sapevo”. Lasciamoci sorprendere da questa decisione di Dio di essere vicino a noi anche quando noi pensiamo diversamente. Chiediamo a Dio di saperci sempre stupire per il fatto che la porta stretta è davvero il luogo dove Dio si rivela, anche a noi, credenti di oggi.

Esercizio per questa settimana di quaresima giubilare

Nel silenzio invito a pregare davanti alla Croce per imparare a scegliere e a fare discernimento sulle realtà concrete della vita.

2025-03-27T22:03:00+01:00