sabato 02 maggio

Settimana della 4 domenica di Pasqua – sabato

La spiritualità di questo giorno

Ancora siamo all’inizio del mese di maggio, ma vogliamo tutti continuare ad onorare, con profonda venerazione, il mistero di Maria che ci parla ogni giorno, sempre, in particolare ogni giorno di questo mese di maggio.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 11, 27-30
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiòchia. Uno di loro, di nome Àgabo, si alzò in piedi e annunciò, per impulso dello Spirito, che sarebbe scoppiata una grande carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l’impero di Claudio. Allora i discepoli stabilirono di mandare un soccorso ai fratelli abitanti nella Giudea, ciascuno secondo quello che possedeva; questo fecero, indirizzandolo agli anziani, per mezzo di Bàrnaba e Saulo.

SALMO Sal 132 (133)

Dove la carità è vera, abita il Signore.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme! R

È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste. R

È come la rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre. R

EPISTOLA 1Cor 12, 27-31; 14, 1a
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra. Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come maestri; poi ci sono i miracoli, quindi il dono delle guarigioni, di assistere, di governare, di parlare varie lingue. Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti fanno miracoli? Tutti possiedono il dono delle guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano? Desiderate invece intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Aspirate alla carità.

VANGELO Gv 7, 32-36
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. I farisei udirono che la gente andava dicendo sottovoce queste cose del Signore Gesù. Perciò i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. Gesù disse: «Ancora per poco tempo sono con voi; poi vado da colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove sono io, voi non potete venire». Dissero dunque tra loro i Giudei: «Dove sta per andare costui, che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e insegnerà ai Greci? Che discorso è quello che ha fatto: “Voi mi cercherete e non mi troverete”, e: “Dove sono io, voi non potete venire”?».

Vangelo

Per iniziare la nostra riflessione partirei dal Vangelo nel quale abbiamo sentito come il Signore abbia insegnato con parole molto chiare che sarebbero venuti giorni nei quali sarebbe stato tolto dal mondo. Sono i nostri giorni, sono i giorni che seguono la Pasqua, sono i giorni nei quali si va avanti senza la presenza fisica di Dio. Come si fa? Come si procede in questo tempo di assenza? Ci sono molte indicazioni nelle Scritture di oggi.

Corinzi

Anzitutto nella forza di una comunità nella quale ciascun credente ha il suo ruolo e il suo posto. San Paolo ce lo ha detto con la chiarezza che è tipica di questo apostolo. Una chiarezza logica, una chiarezza lampante. Nella Chiesa si va avanti perché c’è la presenza spirituale di Dio e perché ci sono uomini e donne che si lasciano guidare dallo Spirito e che diventano segno di questa presenza, richiamo alla vita in Dio che tutto accompagna e tutti aiuta. Una comunità è fatta di persone diverse, che hanno carismi diversi, che hanno ruoli diversi. È proprio nella differenza dei carismi ed anche nella loro complementarietà che si trova la forza per continuare ciascuno nel proprio cammino, nel proprio servizio, nella propria ricerca di Dio.

Atti

Un’ulteriore indicazione viene dalla pagina degli Atti. Si va avanti anche per la grande e sollecita carità di tutti. Si va avanti perché tutti si vive un cammino di carità grande e sollecita nei confronti di chi ne ha maggiormente bisogno. Si va avanti perché si decide di mettere in comune forze, risorse, preghiere, speranze… proprio come Agabo, il profeta, invita a fare. Il suo predire una carestia non è un segno di sventura, ma un richiamo a quella solidarietà concreta e fattiva grazie alla quale tutto diventa possibile.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Penso anche oggi a Maria. Lei ha sentito questa predicazione di suo Figlio. Probabilmente anche lei si sarà chiesta che cosa significassero quelle parole. Forse anche lei non ne ha compreso immediatamente il senso. Forse anche lei è rimasta stupita per quello che Gesù affermava. Poi è rimasta proprio sola, senza nemmeno più la compagnia e l’amore del “suo” Giuseppe, ed ha capito. Che cosa ha “salvato” Maria in quei giorni terribili? La fede, certamente, la preghiera fervida come solo lei sapeva e poteva fare. Però anche la compagnia degli apostoli, che si sono stretti attorno a lei accogliendola nei loro affetti, così come tutta la presenza della prima comunità cristiana, che, per qualche tratto e per qualche cosa, ha condiviso con la Madre qualcosa del suo stesso cammino. Ecco perché, in questo secondo giorno del mese di maggio, invito tutti a pregare la Vergine Maria perché possiamo anche noi sperimentare qualcosa del genere. Preghiamo perché possiamo sperimentare la sua presenza, la sua grazia, la sua benevolenza e, con queste grazie, cercare nella comunione tra credenti, nella carità fattiva ed operosa, segni della presenza di Dio che, ancora oggi, cammina sulle nostre strade, diviene nostro sostegno, guida i passi di ciascuno… Chiediamo al Signore questa forza e questa grazia, per essere davvero tutti pronti a sostenere il cammino di chi rimane un poco più indietro o vacilla nell’attesa del ritorno del Signore

2026-04-23T10:29:16+02:00