Lunedì 03 febbraio

Settimana della 4 domenica dopo l’Epifania – Lunedì

La spiritualità della settimana

La memoria di San Biagio, poi quella di Sant’Agata, di San Paolo Miki, delle sante Perpetua e Felicita e di San Girolamo Emiliani contraddistingueranno i giorni feriali di questa settimana che ci farà anche aprire i dialoghi sul bene comune, ci farà accogliere l’Arcivescovo, ci farà pregare per la pace. Credo che sarà una settimana molto ricca nella quale cercheremo, come sempre, di vivere un’attenzione particolare alla Parola di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sir 24, 23-29
Lettura del libro del Siracide

Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio Altissimo, la legge che Mosè ci ha prescritto, eredità per le assemblee di Giacobbe. Non cessate di rafforzarvi nel Signore, aderite a lui perché vi dia vigore. Il Signore onnipotente è l’unico Dio e non c’è altro salvatore al di fuori di lui. Essa trabocca di sapienza come il Pison e come il Tigri nella stagione delle primizie, effonde intelligenza come l’Eufrate e come il Giordano nei giorni della mietitura, come luce irradia la dottrina, come il Ghicon nei giorni della vendemmia. Il primo uomo non ne ha esaurito la conoscenza e così l’ultimo non l’ha mai pienamente indagata. Il suo pensiero infatti è più vasto del mare e il suo consiglio è più profondo del grande abisso.

SALMO Sal 102 (103)

Benedici il Signore, anima mia.

L’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli. R

Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
e il suo regno domina l’universo.
Benedite il Signore, angeli suoi,
potenti esecutori dei suoi comandi,
attenti alla voce della sua parola. R

Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
suoi ministri, che eseguite la sua volontà.
Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in tutti i luoghi del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia. R

VANGELO Mc 5, 24b-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Molta folla seguiva il Signore Gesù e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Siracide

Oggi diventa bello rileggere le due Scritture lasciando che si illuminino a vicenda. Il Siracide ci ha detto che della sapienza di Dio è pieno l’universo. Così che, dal primo uomo all’ultimo uomo che sorgerà sulla terra, ci sarà sempre uno spazio di approfondimento della fede, ci sarà sempre una possibilità di approfondire la sapienza anche della fede stessa e, tuttavia, sempre senza mai averla esaudita. Il cammino che i sapienti proporranno sarà infinito, durerà fino a che il Signore vorrà. La fede, d’altronde, viene paragonata a fiumi gonfi di acque. Un simbolo di prosperità, un simbolo di vita. Dove c’è la fede, la vita prosegue colma di speranza, come in questo anno giubilare non cessiamo di dire. Il Siracide ci sta dicendo che vale sempre la pena di avere fede. Sono infiniti i doni che Dio prospetta per tutti coloro che credono.

Vangelo

Il Vangelo illumina ulteriormente questa riflessione. Che conoscenza della fede avrà avuto l’emorroissa? Certamente era una donna semplice, non aveva studiato, non sapeva quasi nulla delle grandi discussioni dottrinali del suo tempo. Come donna, poi, era già relegata in un regime di secondo ordine. Come malata, tanto più con perdite di sangue, era poi messa ai margini a causa della sua stessa impurità. Eppure questa donna ha una fede grandissima. Una fede che non ha paragoni. Una fede semplice, forse, se volete anche scaramantica, una fede che si aggrappa alle cose. A lei basta toccare anche solo il mantello del Signore. Eppure questa fede è piena di amore. Ecco perché appena riesce a compiere il gesto di fede e di devozione che intende fare, si sente sanata. È Gesù che la fa uscire dalla folla in cui è immersa perché sia di esempio. La fede semplice, la fede che sa vivere gesti piccoli ma significativi, diventa sempre aiuto alla fede degli altri, esempio per la fede di altre persone piccole, umili, desiderose però di aderire al Signore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Vedete, dunque, le due letture si illuminano a vicenda. La fede che richiede sempre un approfondimento, la fede che richiede sempre una sua intelligenza, non è fatta solo di grandi cose, come il Siracide lasciava intendere. La fede è fatta anche di piccole cose, di piccoli gesti, di piccole realtà che però dicono cosa uno ha nel cuore. La donna emorroissa, nella sua semplicità, nella sua pochezza compie un gesto di amore. Questa è la sua sapienza. La sapienza di una donna povera ed umile che sa amare. Ecco il cuore della fede. Ecco la vera sapienza della fede. Ecco ciò che mantiene viva la fede. Ed è proprio a questo che alludeva il Siracide. La vera sapienza della fede non viene solo dall’approfondimento intellettuale, non viene solo dalle cose che si sanno su Dio o che si intuiscono. La vera sapienza della fede nasce dal cuore, nasce da gesti di amore, nasce da gesti che, addirittura, possono sembrare scaramantici ma che possono dire tutto l’amore per Dio che si prova nel cuore.

L’invito di oggi è, dunque, quello di cercare gesti di amore, gesti di vicinanza a Dio, gesti di vicinanza al Padre che, pur nella loro piccolezza, sappiano dire cosa si ha nel cuore. Questo è ciò di cui anche noi abbiamo bisogno. Accanto alla riflessione, accanto a quell’approfondimento della fede che pure è necessario, occorrono sempre gesti di amore, gesti di vicinanza semplici ma efficaci. Credo che sia giusto domandarci se anche noi facciamo cose di questo genere, se anche noi abbiamo gesti di questa entità. La nostra fede si misura anche da questo. Mentre ci apprestiamo a vivere una settimana così ricca, cerchiamo di mettere grande attenzione ai gesti che viviamo. Essi possono davvero dire la fede che abbiamo. Beati noi se, come la donna semplice del Vangelo, sapremo vivere gesti di prossimità, di vicinanza, di amore che ci immettono nell’amicizia e nella conoscenza sempre più profonda di Dio.

Provocazioni dalla Parola

  • Che gesti di amore verso Dio so esprimere?
  • Vivo qualcosa della piccolezza della donna del Vangelo?
  • Mi sento partecipe di un cammino di sapienza della fede che mi porterà verso la vita eterna?
2025-01-31T11:47:00+01:00