Martedì 03 ottobre

Settimana della 5° domenica dopo il martirio – martedì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Gd 1, 17-25
Lettura della lettera di san Giuda apostolo

Carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Essi vi dicevano: «Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni». Tali sono quelli che provocano divisioni, gente che vive di istinti, ma non ha lo Spirito. Voi invece, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo. A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen.

SALMO Sal 124 (125)

L’amore del Signore circonda il suo popolo.

Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti circondano Gerusalemme:
il Signore circonda il suo popolo,
da ora e per sempre. R

Non resterà lo scettro dei malvagi
sull’eredità dei giusti,
perché i giusti non tendano le mani
a compiere il male. R

Sii buono, Signore, con i buoni
e con i retti di cuore.
Ma quelli che deviano per sentieri tortuosi
il Signore li associ ai malfattori.
Pace su Israele! R

VANGELO Lc 20, 20-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.

Giuda

Cosa c’è al centro della vita di una comunità cristiana? È questa la seconda domanda che mi sono posto nel preparare gli esercizi spirituali, perché credo che i fedeli debbano sempre sapere cosa ci deve essere al centro della vita della Chiesa e possano cercare, con l’aiuto degli angeli, di costruire tutto attorno al centro della vita di una comunità. Per questo credo che sia utile rileggere bene il finale della lettura di oggi, che è una di quelle “dossologie” che normalmente prendiamo un po’ come testi liturgici ai quali non badare più di tanto. “A Colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua Gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen!”. Cosa significano queste parole? San Giuda, l’apostolo autore della lettera, era presente il giovedì santo quando il Signore Gesù ha istituito l’Eucarestia. Ha conosciuto questo centro della vita spirituale di ogni cristiano, ha fatto in modo, nella sua missione, di far vivere anche ad altri questa verità di fede. San Giuda ci sta dicendo che il cuore della vita spirituale personale così come il cuore della vita spirituale di una comunità è e deve sempre essere la Santa Eucarestia, presenza reale del Signore, sostegno per il popolo in cammino ma, soprattutto, difesa contro gli assalti del demonio. San Giuda ci ha detto con chiarezza che il cammino è difficile. L’unico in grado di farci comparire davanti a Dio Padre in modo da essere completamente purificati, in modo da essere senza difetti e senza macchia, è il Signore Gesù, al quale occorre affidare tutta la propria esistenza. Ecco il cuore, ecco il centro di ogni cammino spirituale personale e comunitario.

Vangelo

Anche il Vangelo era molto esplicito su questo tema. Credo che tutti sappiamo che la predicazione del Signore ha preso spesso spunto dalle cose che accadevano, dalle cose a cui il Signore ha potuto partecipare, da eventi normali della vita. Così come, per tutti, è normale avere in mano i soldi. Servono per ogni cosa, ieri come allora. È proprio dal maneggiare i soldi che prende ispirazione la predicazione di Gesù. Egli è interrogato in modo molto maldestro da un tale, che gli chiede se è lecito pagare le tasse ad un invasore. Ovvio che ci si aspetti che dica no, così da essere giustificati da un autorevole maestro per non pagare le tasse. Gesù non prende direttamente parte a questa domanda, anche se la sua risposta è comunque precisa in merito. Sostenendo, mentre maneggia il soldo che gli viene posto, che occorre “dare a Cesare quello che è di Cesare”, egli risponde al suo interlocutore. Il vivere comune chiede il rispetto delle regole, anche di quelle imposte, anche di quelle che possono essere non giuste. Il rispetto per la legge è sempre dovuto! Ma non è questa la questione che conta. “Date a Dio quello che è di Dio”, e cioè l’anima. Come si fa a dare l’anima a Dio? Cosa sostiene il fedele che vuole dare l’anima a Dio? L’Eucarestia. L’Eucarestia nutrimento dell’anima, è forza che ispira i comportamenti corretti di ogni giorno, è forza di fedeltà ai grandi principi che la fede ispira, compresa l’onestà. Gesù, nel generale invito a ridare a Dio la propria anima, sta dicendo che ci dona anche la forza per farlo. Se vogliamo che l’anima torni alla sua casa originaria, abbiamo bisogno di nutrirci tutti di quel pane di vita che, solo, permette all’anima di sprofondarsi in Dio e di essere beata in Lui. Il testo, dunque, anche se non tratta materialmente dell’Eucarestia, rimanda ad essa, perché il pane della vita è l’unico sostegno e l’unico alimento per mettere la propria anima al sicuro nelle mani di Dio.

Provocazioni di fede per il cammino

Credo che le due Scritture, nel loro insieme, ci provochino da vicino e ci facciano sempre più consapevoli che il cammino di fede di ciascuno di noi non si regge altro che sulla forza di quel pane del cielo che è non solo alimento per i nostri giorni, ma sostegno spirituale per le nostre anime. Che cosa ha sostenuto il cammino di questi 15 anni di comunità pastorale? Qual è la realtà alla quale cerchiamo di essere più attenti in ogni programmazione pastorale? Cosa collochiamo sempre al centro di ogni proposta annuale? L’Eucarestia che, insieme alla Parola che anche oggi stiamo ricevendo e commentando, è il sostegno del cammino di fede. Tutto il resto viene dopo e si colloca su un altro piano. Vanno bene le devozioni come i grandi pellegrinaggi, vanno bene le esperienze forti che tentiamo di fare e di far fare a chi è più giovane come tutti i riferimenti movimentistici e di gruppi spirituali ai quali apparteniamo e ai quali siamo legati. Ma cosa è comune a tutti? Qual è l’ingrediente fondamentale del cammino di ciascuno? La Parola e l’Eucarestia e, soprattutto, quest’ultima. Se non ci fosse l’attenzione alla celebrazione della Messa, noi potremmo illuderci di avere un cammino spirituale. Cammino che, tra l’altro, si baserebbe sulle nostre forze, sulle nostre capacità, sulla nostra volontà. Chi mette al centro di tutto l’Eucarestia, mette al centro il Signore e proclama di non volersi basare sulle sue forze, ma soprattutto sulla presenza di Dio, sulla sua forza, sul suo sostegno ed aiuto. Mettere al centro l’Eucarestia significa anche essere certo affezionati alle proprie tradizioni, al bene che si vede fiorire in una comunità, all’impegno che ci si può mettere in molte cose. Ma, al di là di queste e sopra di esse, chi mette al centro il Signore, sa che tutto viene da Lui e tutto a lui torna. Il fedele che mette sempre al centro il Signore si spoglia anche delle cose che non servono, perché sa che tutto è nelle mani di Dio e non gli spiace lasciare ciò che lo trattiene lontano da Lui. Anche noi facciamo così, consci del primato di Dio e della centralità dell’Eucarestia. Ecco perché vi invito, ancora una volta, ad avere almeno una celebrazione della S. Messa infrasettimanale alla quale fare riferimento. Senza questo nutrimento ricevuto con frequenza e con amore e dedizione, comprometteremmo tutto il nostro itinerario spirituale.

Invito alla preghiera

  • Che posto ha l’Eucarestia nella mia vita personale?
  • Che posto ha l’Eucarestia nella mia vita di partecipazione alla comunità?
  • Cosa posso fare in questo anno pastorale per mettere sempre più al centro di tutto la Santa Eucarestia?
2023-09-29T14:13:22+02:00