Mercoledì 04 maggio

Settimana della 3 domenica di Pasqua – mercoledì 

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA At 8, 18-25
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Simone, vedendo che lo Spirito veniva dato con l’imposizione delle mani degli apostoli, offrì loro del denaro dicendo: «Date anche a me questo potere perché, a chiunque io imponga le mani, egli riceva lo Spirito Santo». Ma Pietro gli rispose: «Possa andare in rovina, tu e il tuo denaro, perché hai pensato di comprare con i soldi il dono di Dio! Non hai nulla da spartire né da guadagnare in questa cosa, perché il tuo cuore non è retto davanti a Dio. Convèrtiti dunque da questa tua iniquità e prega il Signore che ti sia perdonata l’intenzione del tuo cuore. Ti vedo infatti pieno di fiele amaro e preso nei lacci dell’iniquità». Rispose allora Simone: «Pregate voi per me il Signore, perché non mi accada nulla di ciò che avete detto». Essi poi, dopo aver testimoniato e annunciato la parola del Signore, ritornavano a Gerusalemme ed evangelizzavano molti villaggi dei Samaritani.

SALMO Sal 32 (33)

Beato chi dimora, Signore, nel tuo tempio santo.
Oppure Alleluia, alleluia, alleluia.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. R

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R

VANGELO Gv 6, 1-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Vangelo

Anche oggi il grande protagonista della pagina del Vangelo è Filippo, ritratto in un altro momento del suo cammino di fede. È un momento molto significativo non solo per il suo cammino personale, ma per il cammino di noi tutti e per il cammino di tutta la Chiesa. Filippo sta seguendo il Signore, insieme a molta folla e il Signore, preoccupandosi della salute di chi lo ascolta, domanda di prendere il cibo che si ha perché venga messo a disposizione di tutti. Il grande mediatore di questa operazione è San Filippo che, probabilmente, aveva già visto questo ragazzo con i cinque pani d’orzo e i due pesci. Non propriamente cinque panini! Il pane d’orzo era una forma grande di pane, dal peso di circa 1 kg! Questo ragazzo non aveva con sé il pane per il suo pranzo personale, ma molto di più. Probabilmente aveva qualcosa da vendere. La grande ricchezza di questo ragazzo è il mettere a disposizione di tutti quello che era destinato ad un altro scopo e la forza della mediazione di Filippo è quella che porta questo ragazzo a mettere ciò che ha davanti al Signore. Miracolo della moltiplicazione dei pani che rimanda all’Eucarestia. Cosa rende possibile la visione del volto di Dio di cui abbiamo parlato anche ieri? La condivisione, la carità. Cosa sostiene nel cammino che deve portare alla visione piena del volto di Dio? L’Eucarestia.

Atti

La pagina degli Atti ci fa riprendere la cosa dal punto di vista opposto. Cosa si oppone alla visione del volto di Dio? Cosa rende vana la vita di fede? L’egoismo, il tentativo di trattenere per sé, il tentativo di arricchirsi anche utilizzando le cose sacre, le cose della fede. È quello che ha tentato di fare Simone il Mago, che guardava ai miracoli degli Apostoli non con senso di fede e non come indicazione per arrivare al volto di Dio ma come mezzo per ottenere fama, prestigio personale, onore. Cosa per la quale era anche disposto a pagare. È l’inizio della “simonia”, cioè il tentativo di vendere le realtà della fede per denaro. Realtà dalla quale non ci siamo ancora liberati, nemmeno dopo 2000 anni! Per liberarsi da questo terribile tentativo di mettere le mani sulle cose sacre occorre solo la preghiera. La preghiera fatta con fede, e non solo la propria preghiera, la preghiera del singolo interessato. Occorre la preghiera degli apostoli, la preghiera di tutta la Chiesa che chiede al Padre di riaccendere anche nel figlio che si crede perduto, il desiderio della vita eterna, il desiderio di vedere il volto del Signore.

Per noi 

Credo che anche a noi dica moltissimo il forte contrasto tra le due Scritture. Il contrasto che vuole illuminare ciascuno di noi sul desiderio di vedere il Padre o su come trattiamo noi le realtà sacre che sono date alla nostra esistenza come dono e non come possesso.

  • Con quale rispetto trattiamo le cose sacre?
  • Come l’Eucarestia diventa invito a contemplare il volto di Dio?

Perché anche senza cadere nella simonia, potrebbe accadere a ciascuno di noi di non vivere con attenzione la fede e, quindi, di trattare senza rispetto le cose sacre. Potrebbe accadere anche a noi di non vivere l’Eucarestia come invito a vivere quel desiderio forte, intenso, giusto di vedere il volto del Signore. Le Scritture di oggi ci aprono la mente su quello che potrebbe essere un problema per la vita di fede di ciascuno di noi: il problema del tempo! Quando la vita, anche la vita di fede, si fa sempre più lunga, quando c’è un certo logorio dell’esistenza che riguarda anche le cose spirituali, è possibile perdere il desiderio di vedere il volto del Signore e lasciare che le cose sacre, ed in particolare i sacramenti, non siano più quel richiamo forte, intenso, prezioso che la vita di fede attende e merita. Il problema c’è anche per noi! Cosa ci toglie da questo problema? Cosa ci fa uscire dalla possibilità di sprecare perfino le cose sacre? Solo l’apertura agli altri, il desiderio di condivisione, la capacità di non trattenere per sé ma di rimettere tutto e sempre a disposizione degli altri. Solo una vita così diventa una vita che arricchisce di merito presso il Signore. Solo una vita così diventa una vita che acquista senso in Dio. Solo una vita così diventa occasione di continua conversione a Dio.

Maria ha vissuto anche lei un itinerario di fede simile. Rimettendo sempre tutto a disposizione degli altri, dopo la Pasqua del Signore, è stata lei stessa membro di quella Chiesa che, nel ricordo del Figlio, iniziava a celebrare la Pasqua e si è lasciata sostenere da quel cibo spirituale per continuare il suo pellegrinaggio nel tempo. A lei chiediamo la grazia di saper trovare, nella Santa Eucarestia, la forza per continuare il nostro itinerario spirituale fino a quando vedremo, faccia a faccia, il volto del Signore.

2022-04-28T15:30:32+02:00