lunedì 04 maggio

Settimana della 5 domenica di Pasqua – lunedì

La spiritualità di questo giorno

A parte la festa di San Vittore e il ricordo di Santa Maddalena di Canossa, che vivremo nel fine settimana, non ci sono altre feste da ricordare in questi giorni. Così seguiremo sempre il lezionario previsto e continueremo ad addentrarci nel mese mariano in onore di Maria.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 21, 17-34
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Arrivati a Gerusalemme, i fratelli ci accolsero festosamente. Il giorno dopo Paolo fece visita a Giacomo insieme con noi; c’erano anche tutti gli anziani. Dopo aver rivolto loro il saluto, si mise a raccontare nei particolari quello che Dio aveva fatto tra i pagani per mezzo del suo ministero. Come ebbero ascoltato, davano gloria a Dio; poi dissero a Paolo: «Tu vedi, fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e sono tutti osservanti della Legge. Ora, hanno sentito dire di te che insegni a tutti i Giudei sparsi tra i pagani di abbandonare Mosè, dicendo di non circoncidere più i loro figli e di non seguire più le usanze tradizionali. Che facciamo? Senza dubbio verranno a sapere che sei arrivato. Fa’ dunque quanto ti diciamo. Vi sono fra noi quattro uomini che hanno fatto un voto. Prendili con te, compi la purificazione insieme a loro e paga tu per loro perché si facciano radere il capo. Così tutti verranno a sapere che non c’è nulla di vero in quello che hanno sentito dire, ma che invece anche tu ti comporti bene, osservando la Legge. Quanto ai pagani che sono venuti alla fede, noi abbiamo deciso e abbiamo loro scritto che si tengano lontani dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, da ogni animale soffocato e dalle unioni illegittime». Allora Paolo prese con sé quegli uomini e, il giorno seguente, fatta insieme a loro la purificazione, entrò nel tempio per comunicare il compimento dei giorni della purificazione, quando sarebbe stata presentata l’offerta per ciascuno di loro. Stavano ormai per finire i sette giorni, quando i Giudei della provincia d’Asia, come lo videro nel tempio, aizzarono tutta la folla e misero le mani su di lui gridando: «Uomini d’Israele, aiuto! Questo è l’uomo che va insegnando a tutti e dovunque contro il popolo, contro la Legge e contro questo luogo; ora ha perfino introdotto dei Greci nel tempio e ha profanato questo luogo santo!». Avevano infatti veduto poco prima Tròfimo di Èfeso in sua compagnia per la città, e pensavano che Paolo lo avesse fatto entrare nel tempio. Allora tutta la città fu in subbuglio e il popolo accorse. Afferrarono Paolo, lo trascinarono fuori dal tempio e subito furono chiuse le porte. Stavano già cercando di ucciderlo, quando fu riferito al comandante della coorte che tutta Gerusalemme era in agitazione. Immediatamente egli prese con sé dei soldati e dei centurioni e si precipitò verso di loro. Costoro, alla vista del comandante e dei soldati, cessarono di percuotere Paolo. Allora il comandante si avvicinò, lo arrestò e ordinò che fosse legato con due catene; intanto si informava chi fosse e che cosa avesse fatto. Tra la folla però chi gridava una cosa, chi un’altra. Non riuscendo ad accertare la realtà dei fatti a causa della confusione, ordinò di condurlo nella fortezza.

SALMO Sal 121 (122)

Vivano sicuri quelli che ti amano, Signore.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme! R

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi. R

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: «Su te sia pace!».
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene. R

VANGELO Gv 8, 21-30
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù disse ai Giudei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Atti

La pagina degli Atti che leggiamo oggi è molto viva e ci fa capire che, all’inizio della storia della Chiesa, le cose non furono molto lineari, anzi piuttosto complesse nel loro insieme e si chiarificarono pian piano. La lettura è stimolante perché ci ricorda che la prima Chiesa si mise in atteggiamento di discernimento costante e seppe leggere le cose che avvenivano per capire dove Dio la stava conducendo. In mezzo a questo spazio c’è tutta la libertà degli uomini, il che significa anche i loro errori, le loro resistenze, le loro difficoltà, le loro sofferenze. La Chiesa inizia la sua storia nel mondo e, pian piano, con discernimento costante, cerca di leggere il tempo in cui si trova per capire a cosa è chiamata. Non c’è qualcosa di preordinato, di precostituito, solo il desiderio di capire bene cosa Dio stia chiedendo in un determinato momento. I grandi temi sono due: cosa fare nei confronti dei Giudei che provengono dal mondo e cosa fare nei confronti dei pagani che iniziano ad aprirsi alla fede. Temi per noi scontati, perché viviamo di quelle decisioni che lo Spirito ha illuminato a suo tempo ma che, al tempo in cui vennero scritti gli Atti, erano tutt’altro che prassi sedimentata. La bellezza degli Atti diventa insegnamento: in ogni epoca, in ogni luogo la Chiesa non agisce secondo uno schema predeterminato, ma legge i segni dei tempi e cerca di camminare alla luce dello Spirito di Dio, discernendo i segni dei tempi e mettendosi in ascolto di quella Parola che, unica, salva.

Vangelo

Il criterio da seguire è ben precisato dal Vangelo e rimane lo stesso sempre, nei secoli. L’unico modo per capire cosa Dio chieda e come occorre comportarsi, viene dalla Croce del Signore. Il mistero pasquale, che anche noi da poco abbiamo celebrato, rimane il punto di riferimento che orienta, il punto stabile al quale occorre rivolgersi, il punto di riferimento unico per la vita di tutti. Ecco che gli apostoli hanno imparato dal Signore a credere nella forza della sua Croce. Quando ci sono grandi problemi da risolvere o quando si vivono momenti di tensione o di difficoltà grandi, lo sguardo di tutti deve essere sempre e solo sulla Croce del Signore. Senza questo sguardo si rischia di allontanarsi pericolosamente da quella visione delle cose che la fede apre per tutti coloro che si affidano a Dio e per tutti coloro che vogliono seguirlo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Spesso anche noi siamo in una situazione di questo genere. Spesso anche noi ci chiediamo cosa dobbiamo fare, non sappiamo leggere bene i segni dei tempi nei quali abitiamo; risulta difficile, per noi, capire dove andare, cosa fare, dove dirigerci nelle nostre vite personali ma anche nella vita della Chiesa. Vale anche per noi l’insegnamento del Vangelo: tutti siamo chiamati a capire cosa Dio ci dice attraverso un discernimento costante che deve essere illuminato solo dal desiderio, dalla passione di stare presso il Signore, di vivere un poco sotto la sua Croce, di essere sempre in contemplazione del suo mistero pasquale per capire a cosa siamo chiamati, a cosa è chiamata la Chiesa, come dobbiamo vivere il nostro essere credenti dentro una società, un tempo, una storia. Se volete queste due Scritture assegnano un compito che, come si vede, è tutt’altro che una ricetta preconfezionata da seguire passo per passo, ma è un invito a capire, a leggere dentro le proprie storie e a capire cosa occorre fare caso per caso, contando su una sola cosa: la presenza costante del Signore che attira a sé tutto e tutti. È un itinerario quello che abbiamo di fronte, non una risposta facile da mettere in pratica in modo asettico. Questo è anche il cuore della storia della Vergine Maria, che onoriamo in questi giorni del mese di maggio. Anche Maria ha capito passo per passo cosa doveva fare, ha guardato al suo cuore ma anche alla Parola che conosceva e al Figlio di Dio che in lei si era fatto carne. Anche Maria ha capito, dopo il Venerdì Santo, cosa significasse guardare alla Croce di suo Figlio ed è stata la prima e la più fedele discepola di quell’insegnamento. Maria ci aiuti, oggi e sempre, a guardare alla Croce del Signore. Lei che era là, sotto la Croce, ci aiuti ad incrociare lo sguardo di suo Figlio, perché tutti possiamo sentirci sostenuti dalla speranza e dalla luce che vengono dal Signore trafitto. Maria ci aiuti a fare discernimento ogni giorno sulle nostre vite, per capire come dobbiamo vivere e dove dobbiamo dirigere i nostri passi, come persone singole e anche come insieme di credenti, come Chiesa.

2026-05-02T14:08:16+02:00