Mercoledì 04 giugno

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Mercoledì dopo l’Ascensione

La spiritualità di questo giorno

Il desiderio di Dio, il desiderio della ricerca, il desiderio di ritrovare qualcuno, il desiderio di guarire le ferite hanno guidato il cammino dei giorni scorsi. Oggi, per sintetizzare le Scritture, vi invito a riflettere sul desiderio di amare.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 1, 5-6b. 7-8b
Lettura del Cantico dei Cantici

Bruna sono ma bella, o figlie di Gerusalemme, come le tende di Kedar, come le cortine di Salomone. Non state a guardare se sono bruna, perché il sole mi ha abbronzato. Dimmi, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare le greggi, dove le fai riposare al meriggio, perché io non debba vagare dietro le greggi dei tuoi compagni? Se non lo sai tu, bellissima tra le donne, segui le orme del gregge.

SALMO Sal 22 (23)

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome. R

Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. R

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. R

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. R

EPISTOLA Ef 2, 1-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

VANGELO Gv 15, 12-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Il desiderio di…

Come sempre ci lasciamo anzitutto guidare dal Cantico dei Cantici. La donna del brano che abbiamo ascoltato oggi si diceva “bruna ma bella”. È una donna che ha lavorato sotto il sole a dire queste parole. È una donna che è stanca, che è sfiancata, che è cotta dal sole a dire queste parole. Perché ha lavorato così tanto e perché dice queste parole? Perché ama. È una donna piena di amore, che ha lavorato sodo per dare sollievo agli altri. È una donna che non si vergogna di quello che ha fatto, non si mette al riparo per uscire dagli scherni della gente per bene che critica il suo aspetto di donna sfigurata dal lavoro. È una donna che ama e per questo sopporta ogni cosa. È una donna che, nonostante il senso di fatica accumulato, si rimette a seguire le orme del gregge per andare a trovare il suo amato, dovunque egli sia. Questa è la sola cosa che conta.

Così anche San Paolo, che per la seconda volta ci aiuta a riflettere su temi che sconfinano nella morale. Può anche essere che una persona abbia vissuto affetti in modo sregolato. Può anche essere che ci si sia illusi o che ci si sia ingannati sullo stesso modo di amare. Può anche essere che uno sia caduto negli abissi di qualche peccato assai grave. Ma queste cose non contano più quando si incontra l’amore di Cristo che insegna ad amare e che infonde il desiderio di amare. Non è che queste cose non abbiano più peso: il passato sarà sempre alla portata della memoria e sarà sempre pronto, in qualche modo, a “torturare” la vita degli uomini. Dio è però oltre queste cose, Dio è più grande di ogni peccato e di ogni difficoltà che la vita può riservare; Dio è totalmente altro rispetto a queste esperienze. È per questo che Egli ci permette di superarle con la forza del perdono, con la forza del suo Spirito, grazie a questa medesima forza, Dio può infondere anche nella vita degli uomini peccatori nuovo desiderio di amare.

Infine anche il Vangelo insisteva su questo tema. Ricordandoci il comandamento dell’Amore, il Vangelo ha nuovamente infuso in noi la forza che viene proprio dall’amore. L’amore di Dio infuso nei cuori che permette di sostenere ogni fatica e che dona la grazia di guardare avanti nonostante tutto quello che può essere successo. È la forza dell’amore riversato nei cuori che si può riprendere ogni aspetto della vita. Si può sostenere la fatica del lavoro che viene fatto per gli altri, come la donna del Cantico; si può sostenere la forza di un ritorno ad una fede più intensa, più viva, più ardente. Quando il Signore è presente nei cuori con la sua forza, tutto diventa possibile. Non c’è cosa capitata che non possa essere sanata e che non sia degna di essere scacciata dal cuore dell’uomo, perché ogni uomo ritorni ad amare come Dio ama, come Cristo vuole, come lo Spirito rende possibile.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come posso riaccendere in me questa forza di amore?

Conosco anch’io molte persone che hanno dato tutto per amore. Persone che si sono consumate nel lavoro, persone che, per una vita intera, hanno cercato di sostenere situazioni difficili, gesti di donazione eroica, fatiche, anche fisiche, davvero grandi. Conosco persone che hanno sempre saputo avere una grande capacità di amare, anche al di là di quello che i limiti umani potrebbero permettere. Persone che hanno già sperimentato che il desiderio di amare è già depositato nel cuore dell’uomo.

Quando questo profondo desiderio dell’uomo incontra il mistero di Dio, quando questo desiderio di amore si fonde con il comandamento dell’amore, ecco, allora, che nascono i miracoli. Ecco che nascono le realtà più belle che l’esistenza di un uomo può produrre.

Vi inviterei a pregare lo Spirito di Dio, perché non venga mai meno in nessuno di noi il desiderio di amare, nemmeno quando saremo delusi dalle cose della vita o dalle cose che fanno gli uomini. Il Signore vegli sempre su di noi e ci doni di camminare in questa direzione.

2025-05-30T12:19:54+02:00