giovedì 05 marzo

Settimana della seconda domenica di Quaresima – giovedì

Introduzione

Oggi a sorprenderci è Sara, la moglie di Abramo, ritratta in queste bellissime “scaramucce” tra donne che diventano richiamo di fede.

La Parola di Dio 

GENESI 16, 1-15
Lettura del libro della Genesi

In quei giorni. Sarài, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sarài disse ad Abram: «Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli». Abram ascoltò l’invito di Sarài. Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nella terra di Canaan, Sarài, moglie di Abram, prese Agar l’Egiziana, sua schiava, e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei. Allora Sarài disse ad Abram: «L’offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho messo in grembo la mia schiava, ma da quando si è accorta d’essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!». Abram disse a Sarài: «Ecco, la tua schiava è in mano tua: trattala come ti piace». Sarài allora la maltrattò, tanto che quella fuggì dalla sua presenza. La trovò l’angelo del Signore presso una sorgente d’acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur, e le disse: «Agar, schiava di Sarài, da dove vieni e dove vai?». Rispose: «Fuggo dalla presenza della mia padrona Sarài». Le disse l’angelo del Signore: «Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa». Le disse ancora l’angelo del Signore: «Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla, tanto sarà numerosa». Soggiunse poi l’angelo del Signore: «Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha udito il tuo lamento. Egli sarà come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui, e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli». Agar, al Signore che le aveva parlato, diede questo nome: «Tu sei il Dio della visione», perché diceva: «Non ho forse visto qui colui che mi vede?». Per questo il pozzo si chiamò pozzo di Lacai-Roì; è appunto quello che si trova tra Kadee Bered. Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito.

SALMO Sal 118 (119), 49-56

La tua parola, Signore, è verità e vita.

Ricòrdati della parola detta al tuo servo,
con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella mia miseria:
la tua promessa mi fa vivere. R

Gli orgogliosi mi insultano aspramente,
ma io non mi allontano dalla tua legge.
Ricordo i tuoi eterni giudizi, o Signore,
e ne sono consolato. R

Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
I tuoi decreti sono il mio canto
nella dimora del mio esilio. R

Nella notte ricordo il tuo nome, Signore,
e osservo la tua legge.
Tutto questo mi accade
perché ho custodito i tuoi precetti. R

PROVERBI 6, 20-29
Lettura del libro dei Proverbi

Figlio mio, osserva il comando di tuo padre e non disprezzare l’insegnamento di tua madre. Fissali sempre nel tuo cuore, appendili al collo. Quando cammini ti guideranno, quando riposi veglieranno su di te, quando ti desti ti parleranno, perché il comando è una lampada e l’insegnamento una luce e un sentiero di vita l’istruzione che ti ammonisce: ti proteggeranno dalla donna altrui, dalle parole seducenti della donna sconosciuta. Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza, non lasciarti adescare dai suoi sguardi, poiché, se la prostituta cerca il pane, la donna sposata ambisce una vita preziosa. Si può portare il fuoco sul petto senza bruciarsi i vestiti, o camminare sulle braci senza scottarsi i piedi? Così chi si accosta alla donna altrui: chi la tocca non resterà impunito.

VANGELO Mt 6, 1-6
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

La Parola di Dio

Tu sei il Dio della visione…

Il comando è una lampada e l’insegnamento una luce…

Non praticate la vostra giustizia davanti agli uomini…

Le scaramucce rischiano di diventare una guerra! Sara, di per sé, sta applicando il diritto del tempo. Non avendo figli, ecco che chiede alla schiava di entrare a far parte dell’arem del marito perché i figli che fossero eventualmente nati, sarebbero stati considerati figli della padrona e non della schiava. Non della madre naturale, diremmo noi oggi, con termini più precisi, ma della “madre di intenzione”, quella che desiderava avere prole, discendenza, dare seguito alla casata del marito. Strano per i nostri tempi, ma non certo per quei tempi, per quella società, per quel diritto.

La cosa che sfugge dal controllo di tutti è il comportamento della schiava che, quando si accorge di essere incinta, smette di osservare il rapporto di sudditanza rispetto alla padrona. Sapendo bene che ella sta dando ad Abramo ciò che Sara non ha potuto dare, fa della sua condizione una situazione di privilegio e, in fondo, un ricatto.

La cosa degenera. Ecco che la soluzione che avrebbe dovuto portare pace al cuore di Sara e unirla ancora di più ad Abramo, diventa occasione di divisione, di litigio, di incomprensione grande. Ed ecco che Sara, bellissima figura di donna, incolpa di tutto questo il marito! Abramo interviene con giustizia, ricordando a Sara che la schiava è sua. Tocca lei fare qualcosa, dal momento che è lei ad avere potestà piena su questa donna. Il diritto le concedeva perfino il poterla mettere a morte. Sara la allontana, come abbiamo sentito, e questa donna, affranta, sola, votata alla morte, incontra “il Dio della visione”, che è la visione che appare. Ma c’è di più: è la visione di futuro che egli rivela. Ella dovrà tornare, sopportare la padrona, perché il figlio che nascerà, Ismaele, sarà a tutti gli effetti figlio di Abramo e quindi erede della promessa. Anche lui diventerà popolo numeroso, perché erediterà la promessa di Dio. “Ismaele”, ovvero Dio ascolta. Dio ascolta il pianto di Agar, Dio ascolta la lamentela di Sara, Dio ascolta Abramo che è in mezzo ad una situazione difficile e scomoda. Dio interviene, nell’uno e nell’altro caso, per l’una e per l’altra donna. Sara, che appare come donna invidiosa, piena di risentimento, vendicativa, si convertirà. Agar, da parte sua, otterrà di vedere quel figlio colmato della promessa di Dio.

Così si adempie la Scrittura dei Proverbi: il comando di Dio, ovvero la sua parola, è sempre luce, è sempre sapienza.

Ma anche il Vangelo. Gesù insegna che la giustizia degli uomini è sempre limitata, circoscritta, soprattutto interessata, perché nasce da situazioni in cui uno cerca sempre il meglio per sé, a differenza della giustizia di Dio, che fa brillare il volto del Padre misericordioso. Questa storia ci fa vedere tutte queste sfumature. Ciò che accadrà sarà solo frutto della giustizia di Dio, che sa “scrivere diritto anche sulle righe storte degli uomini”.

Così anche le scaramucce tra donne possono insegnare che la custodia dei sentimenti e delle relazioni è sempre qualcosa che risulta difficile se non quasi impossibile. Impossibile se non si inizia a guardare alla realtà con gli occhi di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Invidie, gelosie, modi di interpretare le storie del tutto fuorvianti… sono tutte cose che appartengono al nostro mondo e forse, in fondo, anche a noi. Perché anche noi giudichiamo le cose per quello che interessa a noi e interveniamo nelle storie di cui siamo testimoni o che viviamo in prima persona, in base a quanti nostri interessi sono coinvolti. Inutile poi dire che anche noi curiamo molto bene i nostri affari, senza stare troppo a guardare quelli degli altri…

La Parola di Dio di oggi ci ricorda che, in questo modo, accettando questa logica, molto spesso noi roviniamo le relazioni. In fondo la storia si ripete sempre! Anche noi siamo vittime di queste cose e, talvolta, siamo anche coloro che creano i problemi descritti dal testo sacro o molto simili ad esso. Non c’è che dire: la storia non ci insegna poi molto!

La conversione che ci viene chiesta oggi riguarda proprio il nostro modo di pensare, di intervenire nelle cose di cui siamo testimoni, nelle storie che condividiamo con gli altri. Convertirsi per imparare a non giudicare secondo quello che appare, convertirsi per imparare ad ascoltare la voce degli altri. Soprattutto, convertirsi alla visione che Dio rivela delle cose. Se capitano ancora storie di questo genere è perché noi non cerchiamo il “Dio della visione”, ovvero il Dio che tiene nelle sue mani il futuro di tutti, il Dio che sa dove portare tutti gli uomini per dare alla loro vita un senso, pieno. Noi non sappiamo mai abbastanza stare con il Dio della visione e ci limitiamo alle nostre visioni, che sono sempre anguste, ristrette, spesso anche distorte.

A noi, che abbiamo perso la capacità di avere una visione reale delle cose, a noi che abbiamo perso la capacità di avere una visione del futuro, queste Scritture stanno insegnando che solo affidandoci al Dio che ha il nostro futuro nelle sue mani, capiremo cosa significa cercare e fare la volontà che realizza la nostra umanità e la nostra vocazione.

Chiediamo al Signore di donarci questo spirito di conversione. Sarà il nostro cuore ad attingere poi alla verità e alla profondità di tutti questi insegnamenti che allargano il cuore e illuminano la mente.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Che visione ho io della vita?
  • Cosa mi insegna Agar?
2026-02-27T09:26:36+01:00