Settimana della 1 domenica dopo il martirio – giovedì
Introduzione
Il giorno che celebriamo ci riporta anche alla memoria la cara e indimenticabile testimonianza di fede di Santa Teresa di Calcutta, donna infaticabile nel soccorrere i poveri e nelle opere della carità. È anche sulla scorta della sua spiritualità che leggiamo le due Scritture di oggi.
La Parola di Dio
LETTURA 1Pt 2, 4-12
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso». Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono «la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo». Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Un tempo voi eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio; un tempo eravate esclusi dalla misericordia, ora invece avete ottenuto misericordia. Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai cattivi desideri della carne, che fanno guerra all’anima. Tenete una condotta esemplare fra i pagani perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita.
SALMO Sal 117 (118)
Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R
Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza. R
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore
una meraviglia ai nostri occhi. R
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto. R
VANGELO Lc 16, 16-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».
1 Petri
Anche oggi ci lasciamo ispirare dalla prima lettera di San Pietro per cercare spunti di meditazione in ordine alla speranza. Dopo aver puntato sulle relazioni, come abbiamo meditato ieri, ecco un altro spunto per capire cosa può essere fonte di speranza per un cristiano: la comunità. La comunità cristiana è essa stessa fonte di speranza. Speranza grande, anzi unica, forte, piena. San Pietro ha in mente una comunità fatta di “pietre vive”, cioè una comunità dove ogni battezzato ha un suo posto, ha una sua collocazione, vive un suo impegno. Non esiste, per San Pietro, la possibilità di essere un “fruitore passivo” della comunità. È il Battesimo che porta ad essere sempre attivi, sempre pronti a fare qualcosa per gli altri, senza mai sentire né la comunità come un peso, ma anche senza mai essere di peso per una comunità. Sono due concetti molto forti che la Scrittura porta con sé e sui quali ci lascia meditare, perché tutte le comunità cristiane, nell’ottica di San Pietro, dovrebbero essere chiese di pietre vive, nelle quali si cerca il bene dell’altro come tesoro prezioso per il cammino di tutti. Pietro chiede anche di riflettere su un’altra realtà. Come l’antico popolo di Israele, al quale Dio si è legato per via della promessa fatta ad Abramo, così anche i cristiani sono un popolo nuovo. Un popolo che non è basato sull’appartenenza geografica o sulla discendenza, ma sulla fede. Per questo il popolo che è la Chiesa, il popolo dei cristiani, è universale e senza confini.
Vangelo
Possiamo rileggere anche in quest’ottica il Vangelo. Proprio perché il popolo dei battezzati è un popolo nuovo, occorre anche una mentalità nuova. Il Signore lo dice con assoluta chiarezza. Senza ripudiare ciò che è stato in passato, è però chiaro che ci sono tempi e tempi anche nella storia della salvezza. Così come c’è un tempo della legge e dei profeti, ora c’è il tempo di Cristo. Tempo che è segnato dalla forza rinnovatrice del Vangelo, forza che chiede anche di cambiare visuale sul matrimonio, cioè su quella relazione che è fondamentale per la società e per la Chiesa. Forza nuova perché se si è illuminati dalla Parola di Dio si vive la fedeltà non come un obbligo o come un peso o come una legge da rispettare, ma come una possibilità di bene, una possibilità che schiude il bene a tutti coloro che vogliono comprendere come il Signore parli anche attraverso questo segno grande. Segno che parla anche agli uomini: la fedeltà che gli uomini possono vivere è, infatti, riflesso, segno della ben più ampia fedeltà di Dio.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La Parola di oggi è estremamente provocatoria per noi, perché noi viviamo in un tempo nel quale la visione della comunità ecclesiale è, di fatto, molto diversa da quella proposta da San Pietro. Per noi è normale andare un po’ a carico della comunità, è normale che non tutti i battezzati abbiano un incarico all’interno della comunità stessa, è normale vivere la comunità solo per una partecipazione ai sacramenti. Direi che la maggior parte dei battezzati vive così la comunità, come un luogo di ritrovo per la celebrazione dei sacramenti e, primo tra tutti, il Sacramento dell’Eucarestia, come noi stiamo facendo. Questa visione è il frutto di una teologia che ha portato ad insistere moltissimo sull’importanza dei sacramenti, cosa ovviamente giusta, ma senza dimenticare quella dimensione umana che è comunque altrettanto importante: una comunità è fatta anche perché gli uomini e le donne che la compongono, che la frequentano, possano trovarsi insieme tra loro. In secondo luogo è anche vero che tutti siamo richiamati a fare qualcosa per la nostra comunità. Anche chi non potesse fare più niente di pratico per i limiti della salute o del tempo, si ricordi di pregare per la comunità in cui vive. È questa la forma di carità più grande e più efficace.
Provocazioni della Parola
- Come vedo la comunità cristiana?
- Cosa potrei fare per la mia comunità?
- Quanto prego per la mia Chiesa?