Settimana della 2 domenica dopo la dedicazione – martedì
La spiritualità di questa settimana
Dopo la solennità di San Carlo stanno davanti a noi giorni più feriali nei quali torniamo alla lettura del libro dell’Apocalisse e delle pagine del Vangelo di Luca.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 17, 7-14
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
In quel giorno. L’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, quella che ha sette teste e dieci corna. La bestia che hai visto era, ma non è più; salirà dall’abisso, ma per andare verso la rovina. E gli abitanti della terra il cui nome non è scritto nel libro della vita fino dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era, e non è più; ma riapparirà. Qui è necessaria una mente saggia. Le sette teste sono i sette monti sui quali è seduta la donna. E i re sono sette: i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco. La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina. Le dieci corna che hai visto sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale per un’ora soltanto, insieme con la bestia. Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re; quelli che stanno con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli».
SALMO Sal 75 (76)
Dio salva tutti i poveri della terra.
Dio si è fatto conoscere in Giuda,
in Israele è grande il suo nome.
È in Salem la sua tenda, in Sion la sua dimora.
Splendido tu sei, magnifico su montagne di preda. R
Furono spogliati i valorosi,
furono colti dal sonno.
Tu sei davvero terribile;
chi ti resiste quando si scatena la tua ira? R
Dal cielo hai fatto udire la sentenza:
sbigottita tace la terra,
quando Dio si alza per giudicare,
per salvare tutti i poveri della terra. R
Persino la collera dell’uomo ti dà gloria;
gli scampati dalla collera ti fanno festa.
Fate voti al Signore, vostro Dio, e adempiteli,
quanti lo circondano portino doni al Terribile,
a lui che toglie il respiro ai potenti,
che è terribile per i re della terra. R
VANGELO Gv 12, 44-50
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
Apocalisse
La visione di San Giovanni presenta molti elementi di riflessione. Giovanni ci sta aiutando a capire che il male è multiforme, ha diverse teste, ha diverse espressioni. Soprattutto il male trova abitazione nei cuori di chi, invece di aprirsi a Dio e di compiere il bene, si rivolge alla “bestia” cioè coltiva il male pur di avere potere, anche per un’ora soltanto. Il riferimento è a tutte quelle persone che cercano visibilità, prestigio, onore mondano, fama, gloria, ma a prezzo di compromessi fortissimi o anche a scapito di altri. San Giovanni, con il suo testo, ci sta dicendo che c’è e ci sarà sempre qualche uomo che, invece di capire a quale bene è chiamato, si piegherà al male e farà di tutto per coltivare il male dentro di sé, rinnovando il potere della bestia e continuando a fare in modo che il mistero del male dilaghi nel mondo. L’avvertimento è per tutti i fedeli. Chi crede in Cristo, chi spera nel suo nome, chi ha come criterio guida della propria vita la vita in Cristo, non si piega a queste cose, ma cerca unicamente di sostenere il proprio cammino alimentandosi a quella fonte che è la Parola di Dio e la testimonianza dei santi.
Vangelo
Il Vangelo ci aiuta a capire quali sono i due punti di riferimento di coloro che non vogliono soccombere sotto il potere del male, qualunque esso sia, per continuare il proprio cammino di santificazione. Il riferimento costante deve essere, anzitutto, alla Parola di Dio, quella Parola che Cristo rivela, quella Parola eterna che si incarna in Cristo e che è luce e riferimento sicuro per chi si affida a Dio. Questa parola che Gesù rivela, ci dice lo stesso Signore, è parola del Padre. Ecco perché essa è luce per tutti, punto di riferimento per tutti. Tutti possono attingere ad essa perché essa è mandata proprio per illuminare il cammino di ogni uomo.
In secondo luogo il costante riferimento alla vita eterna. Cosa sostiene il credente nel suo cammino che è anche lotta contro il male? Cosa dà forza al cammino dell’uomo anche quando tutto sembra andare di male in peggio? Solo il riferimento all’eternità, alla quale ciascuno si deve sentire chiamato. Se si ha come punto di arrivo della vita, se si ha come scopo della vita l’approdo alla vita eterna, ecco che si apre davanti a noi lo spazio della testimonianza e dell’impegno. La meta da raggiungere diventa faro per tutti coloro che non vogliono perdersi e non vogliono soccombere tra le diverse cose del mondo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La Parola di oggi ci sprona e ci consola. Sempre l’uomo è chiamato ad una lotta contro lo spirito del male. Non ci sarà tempo in cui non ci sarà questa lotta. Ma l’uomo non si perde d’animo. Il credente sa che, anche per lui, il riferimento alla Parola e il costante richiamo all’eternità, sono punti di riferimento sicuri verso i quali guardare animati dalla speranza.
Penso che se facessimo davvero nostre queste parole, smetteremmo di lamentarci per le molte cose difficili o che non vanno della nostra vita e cercheremmo sempre più di essere attenti a cosa Dio rivela al nostro tempo per permetterci un cammino che conduca a Lui, ma che realizzi anche noi stessi in questi giorni che ci vengono dati.
Non dobbiamo spaventarci perché vediamo il mistero del male emergere in molte forme. Non dobbiamo lamentarci e dubitare perfino dell’azione di Dio perché vediamo tanto male presente nel mondo, lontano e vicino a noi. Dobbiamo, invece, cercare di sostenere il bene che è alla nostra portata. Il cristiano fa questo e, di buon animo, accetta le sfide del suo tempo. Egli sa che la “bestia” è sempre attiva, ma sa anche che Cristo “ha vinto il mondo”. Animato da questa speranza, il cristiano va avanti senza perdersi d’animo.
Qualche provocazione
- Mi spaventa il male che c’è nel mondo?
- Come posso reagire cercando di dare una testimonianza diversa?