Giovedì 06 novembre

Settimana della 2 domenica dopo la dedicazione – Giovedì

La spiritualità di questo giorno

Lasciamo ancora che la Parola di Dio ci sproni e ci guidi a vivere secondo quello che lo Spirito stesso opera e custodisce in noi.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 15, 1-7
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l’ira di Dio. Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell’Agnello: «Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente; giuste e vere le tue vie, Re delle genti! O Signore, chi non temerà e non darà gloria al tuo nome? Poiché tu solo sei santo, e tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi furono manifestati». E vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la tenda della Testimonianza; dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli, vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto con fasce d’oro. Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro, colme dell’ira di Dio, che vive nei secoli dei secoli.

SALMO Sal 88 (89)

Tu solo sei santo, Signore.

Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi?
Dio è tremendo nel consiglio dei santi,
grande e terribile tra quanti lo circondano. R

Chi è come te, Signore, Dio degli eserciti?
Potente Signore, la tua fedeltà ti circonda.
Tu domini l’orgoglio del mare,
tu plachi le sue onde tempestose. R

Tuoi sono i cieli, tua è la terra,
tu hai fondato il mondo e quanto contiene.
Giustizia e diritto sono la base del tuo trono,
amore e fedeltà precedono il tuo volto. R

VANGELO Gv 8, 28-30
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

Apocalisse

La visione di cui ci parla oggi il testo è comprensibile se ricordiamo il valore dell’Esodo. Mosè ha condotto attraverso il mare il popolo di Israele che usciva dalla schiavitù dell’Egitto e che si incamminava verso la terra della promessa. Così la vita dell’uomo è un po’ tutta un esodo, ovvero una liberazione da ciò che la opprime per giungere alla Verità. Anche per quanto riguarda la fede, la vita è un po’ un esodo. Si tratta di conoscere sempre meglio e in modo sempre più approfondito il mistero di Dio per dare senso ai propri giorni. In questo modo ci sono persone che si sono comportate con onestà e rettitudine grandi e che hanno imitato il comportamento degli antichi ebrei, ovvero di quel popolo che, condotto da Mosè, arrivò alla terra della libertà. Ora, proprio per questo motivo, proprio perché sono vittoriosi sulle forze che vorrebbero tenere la vita schiava e lontano da Dio, camminano come su un mare di cristallo e sono pronti a prendere parte al grande canto di Mosè, quello finale. Se il canto di Mosè era un canto per la Pasqua, ecco che il nuovo canto di Mosè sarà il canto di tutti i redenti. Quel canto che tutti coloro che vivono di fedeltà a Dio canteranno nel momento del giudizio e dell’ultimo giorno.

Vangelo

Come ha fatto Mosè a continuare la sua opera non venendo meno nemmeno quando i giorni erano difficilissimi? Come ha fatto Gesù a sostenere le difficoltà della sua rivelazione? Il testo del Vangelo di oggi lo dice molto bene in riferimento a Gesù ma possiamo estenderlo anche a tutte le figure spirituali che hanno vissuto in fedeltà a Dio. Gesù ha vissuto il suo ministero avendo la chiara e netta consapevolezza che il Padre lo accompagnava. Il Padre era con lui, il Padre lo assisteva, il Padre lo sosteneva. È la convinzione che ha sostenuto il Signore tutti i giorni della sua vita e presenza sulla terra. Questa stessa consapevolezza ha sostenuto tutti i grandi uomini di fede. Anche Mosè ha fatto quello che ha fatto proprio perché era in lui questa grandissima certezza. Il Padre sostiene coloro che si affidano a Lui e che vogliono compiere la sua opera. Tutti costoro, nel giorno del giudizio, saranno pronti a cantare il canto dell’Agnello, in segno di vittoria del mistero di Dio su qualsiasi forza del male.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che proprio a noi si addicano queste parole. Anche noi, nel nostro piccolo, nelle piccole cose di cui è fatta la nostra vita, dovremmo poter avere la stessa certezza e dovremmo poter dire le stesse cose. Anche noi, infatti, dobbiamo sentirci sostenuti da Dio. Anche noi dobbiamo poter dire che il Signore ci accompagna. Effettivamente il Signore ci accompagna, perché è la sua promessa. Lui ha scelto di esserci vicino, Lui ha scelto di essere con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo e Gesù non viene mai meno alla promessa fatta. Non è dunque un modo di dire. Dio ci sostiene veramente, la presenza di Cristo è reale. Possiamo cercarla, viverla, percepirla, contare su questa presenza. Credo che oggi tutti dobbiamo chiedere al Signore questa grazia, la grazia di essere sempre pronti a comprendere i segni della sua presenza lì dove ci vuole portare. Così che, un giorno, anche noi, con la nostra piccola fedeltà espressa nelle piccole cose della nostra vita, potremo cantare il cantico dei redenti. Non avremo magari grandi opere da vantare, non avremo fatto cose importanti come quelle operate da Mosè, ma potremo utilizzare le stesse parole e cantare la stessa preghiera perché la fedeltà espressa a Dio ci renderà simili e veramente fratelli nella fede.

2025-11-01T18:26:50+01:00