Venerdì 06 giugno

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Venerdì dopo l’Ascensione

La spiritualità di questo giorno

Il desiderio di Dio, il desiderio della ricerca, il desiderio di ritrovare qualcuno, il desiderio di guarire le ferite, il desiderio di amare e il desiderio di speranza hanno guidato il cammino dei giorni scorsi. Oggi stiamo per concludere questa serie di riflessioni dal momento che domani sarà già la vigilia di Pentecoste e ci sarà un ordinamento diverso della celebrazione. Oggi vi invito a riflettere sul desiderio di pace.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 7, 13a-d. 14; 8, 10c-d
Lettura del Cantico dei Cantici

Di buon mattino andremo nelle vigne; vedremo se germoglia la vite, se le gemme si schiudono, se fioriscono i melograni. Le mandragore mandano profumo; alle nostre porte c’è ogni specie di frutti squisiti, freschi e secchi: amato mio, li ho conservati per te. Così io sono ai suoi occhi come colei che procura pace!

SALMO Sal 44 (45)

La figlia del re è tutta splendore.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate. R

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra.
Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R

EPISTOLA Rm 8, 24-27
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nella speranza siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

VANGELO Gv 16, 5-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Il desiderio di…

Il desiderio di pace ha certamente molte accezioni e molte interpretazioni diverse. Dipende molto dall’approccio con cui l’uomo affronta questo tema. Noi ci mettiamo da uomini credenti ad affrontarlo e quindi seguiamo le Scritture.

Come sempre partendo dal Cantico dei Cantici che citava, proprio alla fine della lettura, questo desiderio, il desiderio di pace. È il desiderio dell’amato, che vuole stare con la sua amata, con la sua sposa. È il desiderio dell’amata, che cerca di fare in modo che ci sia anche uno spazio fisico nel quale stare in pace. È lo spazio del giardino, come abbiamo sentito, curato in ogni dettaglio e vivo, pieno di fiori di ogni specie. Un posto delizioso, un posto nel quale recarsi per lasciare che lo spirito possa essere pienamente avvolto dalla pace. Un luogo di ricarica, per caricarsi di cose vere, ma anche di riposo, di amore, da spendere poi nelle cose della vita. Non solo l’uomo ma anche il credente conosce bene questa verità e, per questo, crea delle vere e proprie oasi dello spirito, nelle quali sperimentare quello che il Cantico è stato in grado di dire con una bellissima poesia e con la forza di immagini evocative.

Il brano di San Paolo è ancora un brano sulla speranza. Credo che lo conosciamo ormai molto bene perché lo abbiamo ritrovato più volte nelle diverse celebrazioni che stiamo vivendo in questo anno straordinario che è il Giubileo. Con forza San Paolo ci diceva che la vera speranza consiste, di fatto, nella vita eterna, ovvero quel bene ultimo, quella realtà ultima alla quale ci sentiamo chiamati, verso la quale ci sentiamo in cammino, per la quale siamo chiamati a vivere. Vita eterna che è, per eccellenza, pace. Non per altro la chiamiamo anche pace eterna.

Della dimensione dell’eternità parlava anche il Signore Gesù, in questo brano che ci riporta le parole dette poco prima della sua morte. Gesù attende il ritorno al Padre, desidera il ritorno al Padre, prospetta per tutti l’incontro con il Padre come incontro ultimo e vero della vita, incontro liberatorio, che permetterà a ciascuna anima di gustare quella pace che viene da Dio e che sarà al centro di ogni contemplazione. L’invito sia di San Paolo che del Signore Gesù è un invito ad anticipare nel desiderio questo incontro con Dio Padre nell’eternità e nella pace.

Pace eterna. Un altro dei desideri che lo Spirito accende dentro di noi e che rende sempre più forti nei cuori.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Vivo questo desiderio di pace?

Credo che tutti diciamo di averlo! Ma poi non tutti lo viviamo! Dipende moltissimo dalle cose che facciamo, dal modo in cui viviamo. Parliamo della pace ai massimi sistemi, ma poi non siamo in grado di stare in pace nella nostra famiglia, con le persone con cui condividiamo l’esistenza, con le persone con cui lavoriamo. La pace comincia da qui, comincia dallo stare in pace con chi abbiamo vicino, con coloro con i quali viviamo le relazioni di ogni giorno. Se cercheremo questa pace, allora potremo essere pronti per parlare della pace ai massimi livelli. Ma se manca questo primo dato, sarà difficile perseverare davvero in un cammino di pace.

Cosa fare? Credo che una risposta ci venga proprio dalle letture di oggi. Noi siamo nella pace e perseveriamo nella pace quando siamo in pace con Dio. Ecco l’importanza di avere anche noi il nostro luogo di pace per quanto attiene la fede. Sarà la chiesa, sarà un santuario, sarà un luogo dove possiamo vivere qualche momento di riflessione e di ritiro particolare. Ognuno avrà il suo modo per stare in pace e per essere nella pace spirituale che accende poi il desiderio di pace con gli altri e lo stare in pace fisico con coloro con cui condividiamo la vita. Per la Pentecoste di questo anno giubilare potremmo davvero cercare di vivere bene un piccolo momento di ritiro e di preghiera straordinaria. Così da continuare a vivere bene il Giubileo, anzitutto e, poi, cercare di vivere al meglio la nostra vita spirituale per ottenere quei doni dello Spirito che sono tanto necessari a noi tutti e alla nostra Chiesa.

Lo Spirito che invocheremo domenica, in una rinnovata effusione su di noi e sulla nostra comunità, ci doni il desiderio della pace.

2025-05-30T12:24:55+02:00