Settimana della 11° domenica dopo Pentecoste – martedì – Trasfigurazione del Signore
La spiritualità di questa settimana
Nel segreto di una nube luminosa che risplende e rivela. Ecco il cuore di questa dolcissima festa estiva che noi tutti vogliamo celebrare con viva fede e con intenso amore.
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Pt 1, 16-19
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole artificiosamente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, quando giunse a lui questa voce dalla maestosa gloria: «Questi è il Figlio mio, l’amato, nel quale ho posto il mio compiacimento». Questa voce noi l’abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. E abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.
SALMO Sal 96 (97)
Splende sul suo volto la gloria del Padre.
Il Signore regna: esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sostengono il suo trono. R
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.
Annunciano i cieli la sua giustizia,
e tutti i popoli vedono la sua gloria. R
Tu, Signore, sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Una luce è spuntata per il giusto,
della sua santità celebrate il ricordo. R
EPISTOLA Eb 1, 2b-9
Lettera agli Ebrei
Fratelli, Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo. Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato»? E ancora: «Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio»? Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio». Mentre degli angeli dice: «Egli fa i suoi angeli simili al vento, e i suoi ministri come fiamma di fuoco», al Figlio invece dice: «Il tuo trono, Dio, sta nei secoli dei secoli»; e: «Lo scettro del tuo regno è scettro di equità; hai amato la giustizia e odiato l’iniquità, perciò Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di esultanza, a preferenza dei tuoi compagni».
VANGELO Mc 9, 2-10
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
Nella nube della scelta
Forse anche Pietro, Giacomo, Giovanni, si saranno chiesti il motivo di quella scelta, di quella “elezione” che il Signore fece proprio di loro. Forse sarà sembrata una cosa normale: di tanto in tanto il Signore non viveva alcune cose del suo ministero con tutti i discepoli, ma solo con alcuni di loro. Forse si saranno chiesti: cosa accadrà questa volta? Non sappiamo, ma credo che nel cuore dei discepoli ci fu la domanda circa il perché di quella elezione singolare. È un mistero, o, per stare all’immagine del Vangelo, una nube luminosa: la nube della elezione. Nube perché non si capisce cosa accadrà, luminosa perché dal Signore ci si attende solo questo: un aiuto, una luce per il proprio cammino di fede. Forse saranno stati questi i pensieri mentre si saliva sul monte.
Nella nube della rivelazione
Un secondo mistero, una seconda nube: quella della rivelazione. Cosa avranno pensato i tre discepoli quando videro apparire Mosè ed Elia? Un conto è conoscere questi grandi della fede attraverso lo studio, la lettura dei testi sacri, l’approfondimento che nasce dalla fede, ma altra cosa è vederseli di fronte, vederli accanto al Signore Gesù mentre discorrono di cose che essi hanno prima intuito, nella loro vita, e, ora, nell’eternità conoscono perfettamente. Per il discepolo quel dialogo rimane un mistero. Cosa mai vorrà dire tutto ciò di cui parlano? Poco dopo si domanderanno: cosa significa risorgere dai morti? I discepoli non capirono il senso di quella rivelazione sul momento, dovettero attendere prima di capire. L’attesa fu lunga e, soprattutto, fu dolorosa. Essi dovettero scontrarsi con tutto ciò che accadde nella vita del Signore, nella sua Pasqua. Solo allora capirono ciò che in quell’occasione il Signore aveva detto.
Nella nube della comunione
In tutto questo non capire, in mezzo a questi segni una certezza: i discepoli furono certi del loro stare bene, del loro non avere domande di fronte a tutte quelle cose che non capivano. La comunione tra Gesù, Elia, Mosè, è qualcosa che li ha lasciati profondamente tranquilli e sereni, tanto da non desiderare altro che quell’esperienza potesse dilatarsi nel tempo e, quasi, non finire mai. È l’esperienza dell’eternità, è l’esperienza di Dio, è l’esperienza della pace interiore che nasce quando si è con Dio. I discepoli, abituati alle cose della vita e alle lotte tipiche di ogni tempo, vorrebbero solo fermare l’istante: non sarà possibile, non è ancora tempo. Altra sarà l’ora per tutto questo. Ma il discepolo intuisce, capisce, intende che tutto ciò che Dio promette sarà un dono. Il dono della fede, il dono di una promessa che si realizzerà.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Certo a noi non sarà possibile un’esperienza del genere che, come uomini, fecero solo quei tre discepoli in quel preciso giorno del ministero di Gesù. Però a noi è possibile qualche altra esperienza del genere. Esperienza di comunione, esperienza di immersione nel mistero di Dio che dà pace, esperienza di fede intensa che appaga rispetto a tante cose della vita. Forse anche noi abbiamo avuto già un momento di questo genere, o speriamo di averlo. Se lo abbiamo già avuto, ricordiamo che il mistero di pace provato è qualcosa di irrinunciabile, qualcosa che si vorrebbe sentire sempre dentro di sé. La pace profonda del cuore non è esperienza quotidiana, ma il Signore ci sta dicendo che Dio è disposto a far provare questa esperienza a tutti coloro che la chiedono, a tutti coloro che la desiderano. Per arrivare a questa esperienza, è doveroso che noi tutti impariamo a sostare nella nube. La nube della fede, che viviamo, celebriamo, sperimentiamo, ma anche la nube dei misteri. Anche noi non capiamo tutto né del mistero di Dio né del mistero della nostra vita. Anche noi abbiamo, per moltissime cose, poche certezze e pochissimi punti fermi. Ebbene, il Signore chiede a ciascuno di noi di lasciarlo fare perché sia Lui a trasformare queste esperienze di limite in gloriosa contemplazione del suo mistero.
Da parte nostra occorre solo la disponibilità. La disponibilità a lasciarsi coinvolgere, la disponibilità a lasciarsi guidare, la disponibilità a lasciare che sia proprio Lui, il Signore, a dirci cosa fare. Forse è solo quando cesseremo di voler tenere tutto nelle nostre mani saldamente che potremo fare esperienze di questo genere. Esperienze di piccole trasfigurazioni, nelle quali capire a cosa ci chiama e verso dove ci porta il Signore. Preghiamo oggi perché la nube luminosa della trasfigurazione si irradi su ciascuno di noi e ci guidi alla perfetta comunione con Dio.
Qualche provocazione
- Quale piccola esperienza di trasfigurazione ho fatto?
- A cosa mi sta chiamando il Signore?
- Cosa mi permette di provare quella pace di cui hanno parlato i testi sacri?