Lunedì 06 ottobre

Settimana della 6 domenica dopo il martirio – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

Iniziamo una settimana del tutto speciale: la settimana della festa della Madonna del Rosario che, liturgicamente, ricorre domani. Una settimana del tutto speciale, perché è la settimana degli esercizi spirituali che, quest’anno, sono dedicati al tema delle relazioni. Anche nelle S. Messe di orario vorrei rileggere i testi sacri tenendo comunque in considerazione qualcosa di quello che, poi, con più calma e più serenità, diremo nelle serate di preghiera che ci stanno davanti.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA 1Tm 1, 12-17
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù. Questa parola è degna di fede e di essere accolta da tutti: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Cristo Gesù ha voluto in me, per primo, dimostrare tutta quanta la sua magnanimità, e io fossi di esempio a quelli che avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli, incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.

SALMO Sal 138 (139)

La tua mano è su di me, o Signore.

Intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile. R

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia. R

Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi;
erano tutti scritti nel tuo libro
i giorni che furono fissati
quando ancora non ne esisteva uno. R

VANGELO Lc 21, 5-9
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Timoteo

Inizierei proprio dalla lettera a Timoteo. San Paolo è conscio che, per quanto attiene alle relazioni, tutto cambiò nella sua vita proprio quando egli pervenne alla fede cristiana. Se, prima della conversione, la relazione fondamentale era quella con i compagni di fede, in senso restrittivo e anche elitario, dopo la sua conversione San Paolo comprende che il suo cuore è destinato al mondo. La sua relazione non dovrà essere più solo con gli ebrei, ma con tutti gli uomini, visti, e anche questa è una novità nella vita di Paolo, non più come nemici ostili ma come fratelli in Cristo. Nelle lettere di Paolo e anche nel brano che ascoltiamo oggi, brilla questa visione dell’umanità. Paolo sa di avere molti “fratelli in Cristo” ed è per questo che visita molte comunità cristiane o scrive ad esse o anche a un solo membro di esse, per continuare a coltivare quella relazione che, in Cristo, trova la sua origine, il suo scopo e il suo compimento. Paolo mette bene in luce questo passaggio fondamentale che ha vissuto nella conversione. Se prima era un “bestemmiatore, un violento e un persecutore”, ora, proprio in forza della grazia che gli è stata usata, comprende che c’è un gusto da ritrovare e da vivere nella comunità cristiana con coloro che sono fratelli nuovi da accogliere, amare, accompagnare e ai quali donare la fede. È per questo che San Paolo loda il Signore. Senza questo evento, senza una sua conversione, non sarebbe mai arrivato a vivere questa dimensione né mai avrebbe scoperto la bellezza della fraternità cristiana. Paolo loda Dio per un dono inaspettato e nuovo, una forma per ricevere già ora quel “centuplo” che Dio promette a coloro che gli stanno vicino, lo seguono e lo amano, come gli apostoli o come Paolo stesso.

Vangelo

Nel Vangelo inizia una parte difficile della predicazione del Signore che riguarda l’escatologia, le cose ultime, il fine ultimo. Quando sentiamo queste parole, quando la liturgia ci fa approcciare discorsi come questo, tutti rimaniamo molto perplessi e molto affaticati nella lettura stessa o nella meditazione. Possiamo rileggere anche il Vangelo dal punto di vista delle relazioni. Sapendo che nulla è eterno e che tutto dovrà finire, cosa rimane, invece, per sempre? Cosa rimane davanti a Dio per l’eternità?

Anzitutto l’amore con il quale si ama Lui stesso. È la relazione con Dio a dire il senso della vita e a donare senso all’esistenza di ogni uomo. Senza questa relazione tutto diventa arido, senza senso, complesso, impossibile in alcuni casi, addirittura, da vivere. Impossibile perché se non si vivono le cose nell’ottica dell’eternità e dell’esistenza beata in Dio, molte cose non hanno davvero alcun senso.

In seconda analisi contano le relazioni con gli uomini. Sapendo che ogni cosa avrà la sua fine, sapendo che conta solo l’amore che si mette a disposizione degli altri, ecco che contano molto le relazioni con gli uomini, conta molto come si è vissuto con gli altri, conta molto come ci si è disposti a vivere quel dono fondamentale che è il sentirsi dentro un gruppo di fratelli, di sorelle che, condividendo la medesima fede, condividono anche la visione sulle cose della vita e sullo stesso scopo dell’esistenza.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come viviamo le relazioni?
  • In questa settimana così particolare, come decidiamo di vivere quella relazione fondamentale che è la relazione con Dio?
  • Alla luce della lettera pastorale del Vescovo e alla luce del cammino giubilare che stiamo compiendo, cosa possiamo dire sulle nostre relazioni?

Ecco che la Parola di Dio provoca tutti noi. Anzitutto dovremmo tutti chiederci se le relazioni con gli altri sono un dono. La Scrittura, come vedremo meglio anche questa sera iniziando gli esercizi, ci dice che è proprio così: le relazioni sono un dono, un dono grande, un dono da condividere e da coltivare, un dono di cui non si può fare assolutamente a meno. Non so se tutti, oggi, pensiamo ancora così e viviamo così. Certo dipende molto dalle età della vita, dal carattere, dalla formazione, da come viviamo la stessa appartenenza alla Chiesa. Sono tutte cose che, nella nostra vita, possono già avere influito molto ma possono anche influire ora. Tenuto conto che le età della vita mutano il desiderio, il senso e il modo di vivere le relazioni, potremmo davvero chiederci se siamo capaci di vivere le relazioni in modo serio, costruttivo, come di chi sa di avere ricevuto un dono del quale è responsabile. Il tempo che dedichiamo alle relazioni, il modo con cui affrontiamo le questioni che si aprono, il senso di attesa che coltiviamo nel vivere le relazioni stesse, sono tutte modalità che ci dicono quanto stimiamo e quanto abbiamo a cuore le relazioni. Vi suggerirei di vivere così questa settimana, cercando proprio di vedere quale dono viene dato a tutti noi nelle relazioni che abbiamo e nel modo di viverle che possiamo avere.

Ovviamente, essendo la settimana degli esercizi spirituali parrocchiali, raccomando a ciascuno di noi di vivere la relazione con Dio in modo intenso e serio, sempre ma specialmente in questi giorni. Anche la relazione con Maria, che vuol dire come concretamente viviamo la fede mariana, può essere occasione di riflessione e di approfondimento della nostra stessa relazione con Dio. Ecco perché vi lascio anche riflettere su questa seconda relazione sulla quale sempre occorre vigilare.

Chiediamo a Maria, in questo primo giorno della settimana, di essere aiutati a lodare Dio per il dono delle relazioni. Lodiamo Dio perché non siamo soli, nella vita e nella fede e, se avvertissimo per qualche motivo, qualche forma di solitudine, cerchiamo di puntare tutto sulla relazione con Dio che non ci lascia mai soli e che sempre è disposto a far sentire la sua presenza, il suo aiuto, la sua vicinanza e a far brillare la sua misericordia su ciascuno di noi. La Madonna del Rosario ci tenga legati a sé e la preghiera della Santa Corona diventi occasione per stringere relazioni sempre più forti e sempre più intense con Colei che ci porta il Figlio suo e che ci conduce a Dio.

2025-10-02T09:33:31+02:00