martedì 07 luglio

Settimana della 6 domenica dopo Pentecoste – martedì

La spiritualità di questo giorno

Casi di risurrezione. In senso proprio e in senso lato. Ecco cosa ci presenta, oggi, la Scrittura.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gs 2, 1-15
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Giosuè, figlio di Nun, di nascosto inviò da Sittìm due spie, ingiungendo: «Andate, osservate il territorio e Gerico». Essi andarono ed entrarono in casa di una prostituta di nome Raab. Lì dormirono. Fu riferito al re di Gerico: «Guarda che alcuni degli Israeliti sono venuti qui, questa notte, per esplorare il territorio». Allora il re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa’ uscire gli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua, perché sono venuti a esplorare tutto il territorio». Allora la donna prese i due uomini e, dopo averli nascosti, rispose: «Sì, sono venuti da me quegli uomini, ma non sapevo di dove fossero. All’imbrunire, quando stava per chiudersi la porta della città, uscirono e non so dove siano andati. Inseguiteli, presto! Li raggiungerete di certo». Ella invece li aveva fatti salire sulla terrazza e li aveva nascosti fra gli steli di lino che teneva lì ammucchiati. Quelli li inseguirono sulla strada del Giordano, fino ai guadi, e si chiuse la porta della città, dopo che furono usciti gli inseguitori. Quegli uomini non si erano ancora coricati quando la donna salì da loro sulla terrazza, e disse loro: «So che il Signore vi ha consegnato la terra. Ci è piombato addosso il terrore di voi e davanti a voi tremano tutti gli abitanti della regione, poiché udimmo che il Signore ha prosciugato le acque del Mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall’Egitto, e quanto avete fatto ai due re amorrei oltre il Giordano, Sicon e Og, da voi votati allo sterminio. Quando l’udimmo, il nostro cuore venne meno e nessuno ha più coraggio dinanzi a voi, perché il Signore, vostro Dio, è Dio lassù in cielo e quaggiù sulla terra. Ora giuratemi per il Signore che, come io ho usato benevolenza con voi, così anche voi userete benevolenza con la casa di mio padre; datemi dunque un segno sicuro che lascerete in vita mio padre, mia madre, i miei fratelli, le mie sorelle e quanto loro appartiene e risparmierete le nostre vite dalla morte». Quegli uomini le dissero: «Siamo disposti a morire al vostro posto, purché voi non riveliate questo nostro accordo; quando poi il Signore ci consegnerà la terra, ti tratteremo con benevolenza e lealtà». Allora ella li fece scendere con una corda dalla finestra, dal momento che la sua casa era addossata alla parete delle mura, e là ella abitava.

SALMO Sal 135 (136)

Lodate il Dio del cielo, il suo amore è per sempre.

Divise il Mar Rosso in due parti,
perché il suo amore è per sempre.
In mezzo fece passare Israele,
perché il suo amore è per sempre.
Guidò il suo popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre. R

Uccise sovrani potenti,
perché il suo amore è per sempre.
Sicon, re degli Amorrei,
perché il suo amore è per sempre.
Og, re di Basan,
perché il suo amore è per sempre. R

Diede in eredità la loro terra,
perché il suo amore è per sempre.
In eredità a Israele suo servo,
perché il suo amore è per sempre.
Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi,
perché il suo amore è per sempre. R

VANGELO Lc 8, 40-42a. 49-56
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Al suo ritorno, il Signore Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire. Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù, avendo udito, rispose: «Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata». Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete. Non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: «Fanciulla, àlzati!». La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

Giosuè

Anzitutto risurrezione in senso lato. Come sarà stata giudicata Raab dai suoi concittadini? La Scrittura stessa lo dice. Era una prostituta, quindi sarà stata giudicata negativamente. Lo si capisce anche dal fatto che ella vive nelle mura di Gerico. Ovviamente gente del genere sta nelle periferie degradate, non nel centro delle città! Questa donna vive come può la sua “normalità”. Ammassa steli di lino sul terrazzo, cerca di avere le sue sicurezze economiche, insomma, si arrangia come può. Come si capisce bene è giudicata male da tutti ma il “lavoro” non le manca! Circostanza, però, che le viene in aiuto. In questo modo ella può dire facilmente che i due uomini che ora tutti cercano perché sono delle spie giunte in città, sono sì stati da lei, ma si capisce bene per che cosa! Così che quando ella dice che se ne sono andati, che sono usciti dalla città, che diventa possibile inseguirli, tutti ci credono. Mentre lei li ha nascosti proprio sul tetto della casa, in mezzo a quegli steli di lino che accumula per una ricerca di un lavoro normale. Come tante altre donne. Che cosa avrà spinto Raab ad agire così? La Scrittura ce lo dice in diverso modo, perché sono moltissime le prostitute citate dal testo biblico, in diversi libri, che, in qualche modo, hanno ricevuto una illuminazione particolare. In qualche modo, queste donne e anche Raab, hanno capito che il tempo stava cambiando, che Dio interveniva nella storia di cui facevano parte. Illuminazione interiore? Presagio? Dialogo con qualche uomo di Dio? Difficile dire, caso per caso, cosa sia avvenuto. Fatto sta che queste donne hanno avuto una illuminazione singolare ed hanno accolto il mistero di Dio in modo del tutto speciale. Raab si salverà, come sentiremo nei prossimi giorni, proprio grazie a questa accoglienza semplice ma sufficiente per avere salva la vita nella presa di Gerico. Potremmo dire che una donna viene risuscitata alla vita. Una donna emarginata, giudicata, in disparte, diventa la prima donna di Gerico che conoscerà la potenza di Dio.

Vangelo

Così anche il Vangelo. Qui la risurrezione è reale, è fisica. Abbiamo un uomo, Giairo, che è in pena perché sua figlia sta male, un uomo che, però, sente che Gesù può fare qualcosa. Un uomo che non si dà per vinto, nemmeno di fronte all’evidenza. Anche quando gli viene annunciato che sua figlia è morta, non si ferma, non si chiude in sé stesso, continua a sperare. Ed è proprio questa speranza che viene premiata. Proprio in base ad essa, Giairo vede rifiorire la vita in quel corpo di ragazza che, nonostante la sua giovanissima età, diventa il corpo di una morta. Così che si torna alla normalità. La normalità segnata dalla ragazza che, come è abituale per i giovani, mangia di gusto, come il Signore stesso ordina, peraltro, di fare. La risurrezione ha sempre il gusto di un ritorno alla normalità.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Spesso anche noi abbiamo bisogno di una risurrezione, di un sollevamento da una situazione divenuta difficile, di un’uscita da una situazione divenuta insopportabile, di una speranza data per una situazione dove non c’era più nulla da sperare. Può essere la situazione di una malattia, o di un lutto, o di una separazione, o di una perdita, o di altra natura ancora. Sono sempre tante le situazioni della vita nelle quali si rende necessaria una risurrezione! La domanda che i testi biblici ci pongono è molto forte: crediamo che il Signore possa risollevarci da questo genere di cose? In tanti casi, dobbiamo dirlo, no! Non crediamo che il Signore possa farci risorgere, non crediamo che la fede possa essere di aiuto e, quindi, siamo in una situazione molto diversa da quella di Giairo, che spera contro ogni speranza, o di Raab che intravede una salvezza anche per lei, che tutti deridevano, isolavano, giudicavano. La Scrittura di oggi ci ricorda che la fede è davvero un momento forte, bello nel quale anche noi tutti possiamo sperimentare i doni di Dio. Però occorre crederci! Occorre avere la percezione del futuro di Raab o occorre avere la speranza di Giairo. Viviamo anche noi, in qualche modo, questi sentimenti? Proviamo a domandarcelo, per fare in modo che la fede non sia solo un’abitudine o che la lettura di testi biblici conosciuti non sia solo un “ripasso” di cose accadute nel passato ma che non hanno attinenza con noi! Mettiamoci con il cuore e l’animo attento di chi sa, invece, che questi antichi prodigi possono nuovamente essere compiuti anche tra noi!

Ecco la grazia da chiedere in un giorno come questo!

2026-07-04T15:11:12+02:00