lunedì 07 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

In questa seconda settimana avremo la festa della Natività della Vergine Maria che, come sappiamo, segna un po’ l’inizio dell’anno pastorale dell’intera diocesi. Poi, a fine settimana, avremo la festa del nome di Maria, festa di devozione ma di grande rilievo ed importanza. Queste feste ci aiutano anche a prepararci alla riapertura della chiesa di San Pietro e quindi ad un recupero della nostra dimensione pastorale normale! Chiediamo a Maria di assisterci anche in questo!

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Pt 3, 1-7
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti, perché, anche se alcuni non credono alla Parola, vengano riguadagnati dal comportamento delle mogli senza bisogno di discorsi, avendo davanti agli occhi la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, sfoggio di vestiti – ma piuttosto, nel profondo del vostro cuore, un’anima incorruttibile, piena di mitezza e di pace: ecco ciò che è prezioso davanti a Dio. Così un tempo si ornavano le sante donne che speravano in Dio; esse stavano sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abramo, chiamandolo signore. Di lei siete diventate figlie, se operate il bene e non vi lasciate sgomentare da alcuna minaccia. Così pure voi, mariti, trattate con riguardo le vostre mogli, perché il loro corpo è più debole, e rendete loro onore perché partecipano con voi della grazia della vita: così le vostre preghiere non troveranno ostacolo.

SALMO Sal 23 (24)

Ecco la generazione che cerca il volto del Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno. R

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R

VANGELO Lc 17, 1-3a
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!».

Vangelo

Il tema degli scandali è un tema molto complesso. “Scandalo”, nella Bibbia, è un comportamento tenuto da un credente che, però, non si addice a chi crede. Scandalo è, dunque, non un univoco riferimento a qualcosa di male, ma un riferimento complesso a tutto ciò che, in qualche modo, è difforme dalla fede e dalla morale che nasce dalla fede. Se è inevitabile che avvengano scandali, come Gesù dice e riconosce, è male che gli scandali avvengano per responsabilità dei credenti. Questo rovina una comunità e lede la bellezza della Chiesa. Gesù, dunque, attribuisce un grande peso di responsabilità a coloro che entrano in questa dimensione possibile ma pericolosa.

1 Petri

Questa introduzione ci fa rileggere, come anche la scorsa settimana, il testo bellissimo della prima lettera di Pietro che il Vescovo ci ha indicato come punto di riferimento per questo anno pastorale. San Pietro vive in un clima nel quale la realtà della famiglia ha un peso diverso da quello che riveste nella nostra società. Ovviamente, nemmeno a doverlo ricordare, il ruolo della donna è diversissimo da quello che oggi le donne hanno nella nostra società. Sentiamo, per molti aspetti, la distanza dal testo che abbiamo letto. Come sempre, però, il testo che ha una sua implicazione rispetto al tempo in cui è scritto, trascende i limiti temporali del tempo ed è dato per sempre. San Pietro sta dunque affermando che la donna ha un ruolo fondamentale per la stabilità del matrimonio. È alla donna, alla sua mitezza, alla sua intelligenza, alla sua resistenza nei casi difficili della vita che si deve tanto. Tanto in riferimento ad esempio di santità, ad apertura di vie nelle quali camminare perché non solo il proprio bene e il proprio interesse siano tutelati, ma quelli di tutta una famiglia. Alla donna si deve quella tenerezza esemplare che ha saputo commuovere anche i cuori più ostinati. San Pietro ci sta dicendo tutto questo. Come ci sta dicendo anche che c’è un preciso dovere degli uomini che è fatto di rispetto, di accompagnamento, di cura, di sostegno al quale non si può e non si deve venire meno. Non è un quadro ideale quello che San Pietro sta descrivendo. Solamente sta dicendo quali sono le implicazioni della teologia del matrimonio e della spiritualità del matrimonio per tutti coloro che credono. Chi “si sposa nel Signore” ha il dovere di amare il coniuge, ha il dovere di sentire che la vita con l’altro non è solo un affiancamento momentaneo ma un camminare, insieme, verso la santità. Ha il dovere di capire che i due non sono altro che una cosa sola. Una realtà unita e benedetta da Dio che cammina e fa camminare verso la santità.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Sempre all’inizio di un nuovo anno pastorale che vuole mettere a tema anche la gioia del credere e del professare la fede, credo che sia giusto chiedersi:

  • Cosa diciamo noi credenti del matrimonio?
  • La nostra Chiesa come si colloca nel panorama attuale?

Credo che sia un po’ uno scandalo aver accettato la mentalità corrente. Credo che sia un po’ uno scandalo lasciare che le cose vadano un po’ così come devono andare! Abbiamo perso la forza di dire che il cammino matrimoniale del cristiano è una vocazione precisa, ha un percorso spirituale preciso, richiede un atteggiamento costante di attenzione, vicinanza, condivisione, sviluppo di umanità che è sempre da illuminare alla luce del Vangelo. Lo scandalo dei tempi moderni, forse, è un po’ il dire che va bene tutto, l’accettare che il matrimonio in chiesa sia, di fatto, la grande festa che due sposi vivono quando possono permetterselo economicamente. Perché questo è quello che accade! Non vedo brillare la spiritualità del matrimonio, non vedo, non percepisco la bellezza di cammini comuni che cercano certo la felicità per i giorni della vita, ma anche la santità per l’eternità. Non vedo lo spirito di attenzione all’altro, di sacrificio nell’interesse della famiglia, il desiderio di mettere al mondo dei figli e continuare un cammino comune di educazione di fede nel quale ciascuno ha la sua parte. Forse il vero scandalo a proposito del matrimonio è questo! Ecco, allora, un primo motivo per il quale pregare questa settimana. Preghiamo perché, davvero, ci sia attenzione da parte nostra nel verificare il nostro atteggiamento comune verso il matrimonio. Preghiamo perché ci sia desiderio di proporlo come via alternativa a quello che accade per lo più. Preghiamo per proporlo come modo di realizzare la propria santificazione personale e, insieme, la santificazione dell’altro. Preghiamo perché, nell’anno pastorale che inizia, ci sia la capacità, per la nostra Chiesa, di proporre il matrimonio come vero momento di fede e non solo come festa di famiglia.

2026-09-05T08:32:37+02:00