Venerdì 09 gennaio

Venerdì dopo l’EPifania

La spiritualità di questo giorno

Oggi celebriamo la terza feria dopo l’Epifania dove è determinante il richiamo alla “voce” che pervade le due letture.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 1, 2-3b. 4b. 15; 2, 2-3b. 16a; 8, 6a-c
Lettura del Cantico dei Cantici

Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, migliore del vino è il tuo amore. Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza, aroma che si spande è il tuo nome. M’introduca il re nelle sue stanze. Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella! Gli occhi tuoi sono colombe. Come un giglio fra i rovi, così l’amica mia tra le ragazze. Come un melo tra gli alberi del bosco, così l’amato mio tra i giovani. Il mio amato è mio e io sono sua. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore.

SALMO Sal 44 (45)

Al re piacerà la tua bellezza.

Figlie di re fra le tue predilette;
alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
Gli abitanti di Tiro portano doni,
i più ricchi del popolo cercano il tuo favore. R

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
Di mirra, àloe e cassia profumano tutte le tue vesti;
da palazzi d’avorio ti rallegri
il suono di strumenti a corda. R

VANGELO Gv 3, 28-29
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Giovanni rispose: «Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena».

Cantico

L’esperienza descritta dal Cantico, in fondo, è molto facile da capire. Quando un amato sente la voce della sua amata, è già nella gioia per la sua presenza. Molto spesso sentire la voce di una persona che è attesa è già una sperimentazione di gioia, perché si sa che si potrà godere della sua vicinanza, della sua presenza, della sua amicizia. Lo sposo e la sposa nel Cantico sanno gioire per la presenza l’uno dell’altro. La sposa gioisce per la voce dello sposo e viceversa, in una relazione di intimità e di unione senza pari.

Vangelo

Anche nel Vangelo troviamo lo stesso concetto. Quando ci si sposava, il corteo partiva dalla casa dello sposo e, ovviamente, era accompagnato da voci, da risate, da parole e forse anche canti di gioia. Come è facile capire ed immaginare era un corteo assai gioioso. Così che quando, nella casa della sposa, si sentiva il progressivo avvicinarsi del corteo, ci si preparava per l’incontro. Ad essere attento alle voci era “l’amico dello sposo”, diremmo quasi una figura di “testimone” del matrimonio che aveva proprio il compito di stare all’erta, di rimanere attento per avvisare tutti del momento in cui il corteo si avvicinava e avrebbe potuto iniziare la festa di nozze. Dunque anche il Vangelo è incentrato sulla voce. “Voce” è anche il titolo che Giovanni Battista stesso si attribuisce. Il suo compito è questo: tenere desti, avvertire della presenza stessa del Messia. Compito che Giovanni ha vissuto fino all’ultimo giorno del suo prezioso ministero.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Forse anche noi viviamo qualche esperienza del genere, quando ci viene chiesto, per qualche occasione, per qualche motivo, di essere coloro che introducono ad una festa o ad un incontro. La Chiesa stessa vuole vivere questo compito. Nel mondo, la Chiesa vuole essere la voce che richiama gli uomini, che istruisce le coscienze, che richiama tutti a scoprire la presenza del Signore nella propria vita. Credo che questo compito che ha tutta la Chiesa, in realtà, sia il compito che ha ogni cristiano. Tutti dobbiamo cercare di viverlo, perché tutti dobbiamo cercare di essere come delle “sentinelle”. Vivere bene la vocazione battesimale comporta anche questo. Noi siamo sentinelle che devono vedere i segni della presenza di Dio e che devono richiamare altri alla sua presenza, all’ascolto attento della sua voce, alla scoperta dei segni del suo camminare in mezzo agli uomini.

Questo compito prezioso che noi possiamo vivere per gli altri, dobbiamo prima sentirlo vivo dentro di noi. È la voce della nostra coscienza che ci richiama alla presenza del Signore, è la voce della nostra coscienza che ci richiama all’alleanza con Lui, è la nostra coscienza che deve renderci inquieti fino a che non troviamo il volto di Dio. Il compito della voce è proprio questo: non lasciare tranquilli, non lasciare che i segni vadano perduti o che cadano inosservati. Auguriamoci di avere sempre una coscienza così attiva. Auguriamoci di essere sempre noi, gli uni per gli altri, sentinelle che svegliano le coscienze.

2026-01-09T09:57:54+01:00