Lunedì 09 giugno

Settimana dopo Pentecoste – Lunedì

La spiritualità di questo giorno

Viviamo una settimana particolare che inizia oggi con la memoria di Maria, Madre della Chiesa. San Barnaba e Sant’Antonio da Padova ci aiuteranno, poi, a vivere bene il restante cammino.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gen 3, 9-15. 20
Lettura del libro della Genesi

In quel tempo. Il Signore Dio chiamò Adamo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Oppure:

LETTURA At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quel tempo. Dopo che il Signore Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

SALMO Sal 86 (87)

Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!

Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe. R

Di te si dicono cose gloriose, città di Dio!
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R

Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R

EPISTOLA Rm 5, 12-15. 19-21
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato. Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. La Legge poi sopravvenne perché abbondasse la caduta; ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia, mediante la giustizia, per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

VANGELO Gv 19, 25-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui.
Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Un’immagine di Chiesa

Vorrei partire per la nostra riflessione, rimandandovi ad alcune immagini di Chiesa di quest’anno. Che immagine di Chiesa stiamo vivendo?

Anzitutto una Chiesa che sta vivendo con fede e con gioia l’anno giubilare. Credo sia molto bello e molto significativo ricordarci che siamo in un anno del tutto singolare e speciale. Siamo ormai a circa metà dell’anno, abbiamo vissuto molti eventi legati al Giubileo e già molti di noi sono stati pellegrini a Roma in forma privata o con i pellegrinaggi della comunità pastorale. Credo che, poi, tutti ricordiamo l’evento che abbiamo vissuto ad aprile nella chiesa giubilare della nostra zona e penso che anche questo sia un evento da non dimenticare. Dunque vediamo l’immagine di una Chiesa che fa tesoro della misericordia, che annuncia la misericordia di Dio e la gioia per gli uomini. Credo che sia un’immagine molto bella e molto significativa di Chiesa.

Abbiamo vissuto da poco i giorni del lutto per la morte di papa Francesco e credo che anche questa sia stata un’immagine molto bella di Chiesa che sa unirsi nella lode a Dio per quanto ricevuto dal pastore e per ricordare chi non solo ci ha guidato, ma anche ci ha voluto bene.

Contestualmente anche l’immagine della Chiesa riunita in conclave per eleggere un nuovo vescovo di Roma che presiede all’universale carità. Al di là delle speculazioni e dei commenti inutili, credo che anche questa sia stata un’immagine di Chiesa molto bella e molto significativa per noi che viviamo nel tempo della Chiesa l’attesa del ritorno del Signore. Vedere che la barca di Pietro continua ad essere guidata da un successore dell’Apostolo, credo sia un grande conforto per tutti noi e un grandissimo richiamo all’unità, alla preghiera comune, alla condivisione dei cammini.

Quest’anno abbiamo quindi immagini di Chiesa davvero belle da poter condividere, oltre alle immagini “solite” della Chiesa, del suo impegno, del suo tenere duro in momenti non certo facili. Penso poi che quest’anno noi in particolare stiamo ricordando anche anniversari significativi di alcuni nostri sacerdoti. Tutti segni che ci fanno dire che la Chiesa è viva, è attiva, magari impolverata, ma anche capace di rialzarsi, di togliersi la polvere di dosso, di continuare un cammino unico perché sostenuto dallo Spirito Santo.

Maria Madre della Chiesa

Così possiamo poi proseguire la nostra meditazione pensando a Lei, a Maria, chiamata con il titolo dolce di Madre della Chiesa. Quale immagine di Maria deve guidare la Chiesa?

L’immagine dell’ascolto. Lo diciamo in ogni festa mariana che Maria è la Vergine dell’ascolto. Così anche la Chiesa deve essere sempre una Chiesa dell’ascolto. Ascolto dell’uomo, dei suoi bisogni, delle sue esigenze, delle sue fatiche. Non meno, però, che ascolto di Dio. In un momento in cui tutto rischia di andare a folle velocità ma quasi senza senso, credo che il primo richiamo che ci viene dalla Vergine Santa sia proprio quello di guardare a lei che sa fermarsi per ascoltare. La Chiesa deve fare questo. Ma la Chiesa siamo noi, i battezzati. Dunque, ciascuno di noi è chiamato ad essere uomo, donna dell’ascolto. Ecco perché insisto sempre in modo molto forte sull’ascolto almeno del Vangelo, che dovrebbe essere tendenzialmente quotidiano. Credo che anche questo richiamo che ci viene dalla Parola di Dio sia davvero molto bello e molto forte per ciascuno di noi.

In secondo luogo, credo che la Vergine Maria ci sia modello di comunione. Nella Pentecoste, la contempliamo proprio così, come la donna che sta nel cenacolo, che riceve lo Spirito di Dio insieme agli apostoli. È un’immagine di comunione fortissima, che non possiamo ignorare. Anche noi tutti siamo chiamati ad essere uomini e donne di comunione. Con quello spirito di accoglienza e di intesa che papa Francesco ci ha insegnato nel corso di tutto il suo magistero.

Ancora contempliamo la Vergine Maria come donna del silenzio. Lei, che fu punto di riferimento per gli apostoli, non parla mai nel corso dell’opera degli Atti, che pure ci narrano di lei. Il che significa che anche noi dobbiamo saper essere Chiesa del silenzio, Chiesa che custodisce le realtà della vita, che sono certo le gioie che vengono dal cammino che facciamo, ma anche i problemi che abbiamo, le difficoltà che incontriamo, i pesi che ci portiamo addosso. Essere Chiesa del silenzio non significa non avere un proprio pensiero, ma affidare il proprio pensiero a Dio. Chi sta in silenzio come Maria, non rinuncia a pensare, ma sottopone tutto al giusto giudizio di Dio e rimanda a Lui per ogni cosa. Questo è davvero il cammino “bello” che siamo chiamati a fare insieme.

Ecco tre immagini mariane che vorrei che tutti condividessimo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Credo in queste immagini di Chiesa?
  • Come vivo la mia appartenenza alla Chiesa?

Iniziando questo nuovo tempo liturgico, il tempo dopo Pentecoste, credo che sia bello ricordarci che siamo figli della Chiesa, che siamo discepoli in cammino, che siamo tutti chiamati a vivere con attenzione, con fedeltà, il nostro essere membra vive di un unico corpo. Forse anche noi abbiamo i nostri pensieri, forse anche noi abbiamo le nostre difficoltà, forse anche noi abbiamo le nostre perplessità, ma credo che sia bello e importantissimo cercare di superare ogni cosa alla luce della presenza del Signore, che guida i nostri cammini e che ci porta sempre a confidare nella sua grande misericordia.

Suggerirei a tutti non solo di meditare sulla realtà della Chiesa, ma di saper vivere bene la propria appartenenza al corpo di Cristo. Vi invito anche a vivere bene il proseguimento di questo anno giubilare, pronti a seguire ciò che il nuovo Papa ci sta dicendo, disponendoci sempre a pregare per la Chiesa e a dare il nostro contributo, per piccolo che sia, per il suo bene, il suo rinnovamento, la sua vitalità.

2025-06-17T09:25:26+02:00