mercoledì 09 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore – mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Dopo la sosta doverosa per la natività di Maria, riprendiamo insieme la lectio cursiva dei testi biblici previsti per questa settimana che non sarà più interrotta. Per noi tutti un’occasione per riprendere da vicino le indicazioni della prima lettera di San Pietro, il testo base per questo anno pastorale.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Pt 3, 18-22
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua. Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

SALMO Sal 83 (84)

Beato l’uomo che in te confida, Signore.

Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.
Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa. R

Stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi.
Perché sole e scudo è il Signore Dio. R

Il Signore concede grazia e gloria,
non rifiuta il bene a chi cammina nell’integrità.
Signore degli eserciti,
beato l’uomo che in te confida. R

VANGELO Lc 17, 7-10
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

1 Petri

Il testo di San Pietro, anche ad un primo ascolto, ci fa percepire che, al centro della predicazione, mette il Sacramento del Battesimo. Quel sacramento che era stato intravisto già nella pagina del diluvio universale, il racconto della Genesi che è sempre stato visto come un’immagine del Battesimo. San Pietro esplicita questo insegnamento. Il Battesimo è un lavacro di acqua che non toglie la sporcizia del corpo, ma ridona forza allo spirito, all’anima. È grazie alla fede che il Battesimo accende nell’anima, che si comprende la grazia che opera nella rivelazione di Cristo. Cristo è venuto per essere caricato del peccato di tutti. Confitto il peccato alla Croce, ora Cristo è principio di vita eterna per tutti coloro che credono. Poiché però la sua salvezza è universale, ecco che egli, come diciamo nel Credo, è “disceso agli inferi”, per liberare coloro che, non avendo conosciuto la rivelazione cristiana ma essendo giusti, meritano di entrare nella vita eterna. Al battezzato è proposta la via della fede come cammino per avvicinarsi alla salvezza eterna che rimane, comunque, dono di Dio. È nel mistero della Pasqua che Cristo ha già meritato la salvezza eterna per tutti coloro che credono.

Vangelo

Qual è questa via di salvezza per il battezzato? Qual è la spiritualità che il battezzato deve seguire se vuole incamminarsi verso questa salvezza eterna? Lo spiega molto bene il Vangelo: la spiritualità del servo inutile. Il servo inutile è colui che fa quello che deve fare senza pretendere niente. Il servo inutile è colui che si dedica con intelligenza, con passione al compito che gli è stato assegnato e che non pretende nulla in cambio. Il servo inutile è colui che non avanza pretese, non pensa a sé stesso, non ha di mira quello che più gli piace, ma, semplicemente, si accontenta di aver partecipato all’opera che Dio propone per quello che a lui è stato possibile. Il servo inutile è colui che sa che Dio ha nelle sue mani tutte le cose e, per questo, non pretende di sapere tutto, di capire tutto ma, semplicemente, si rimette a quella volontà di Dio che gli permette di partecipare alla salvezza operata da Dio. Il servo inutile fa di questo stile di vita che gli viene dalla fede il suo personale stile di vita. In tutto, senza nessuna esclusione, il cristiano cerca di essere servo inutile.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Faccio mia questa spiritualità?
  • Cosa si oppone in me alla spiritualità del servo inutile?

Credo che, nel mondo in cui viviamo, nella società di cui facciamo parte, ci sia davvero poco posto per la spiritualità del servo inutile. Credo che, invece, nella nostra Chiesa, nella nostra comunità, ci siano molte persone che vivono questo richiamo del Vangelo. Per lo più sono gli anziani che, forse per l’educazione ricevuta, forse per il tempo in cui sono vissuti, sono stati educati a non pretendere mai, a non chiedere mai, a non esigere nulla… c’è tutta una generazione che è stata abituata a servire, a fare per gli altri senza chiedere nulla in cambio. In casa, in comunità, nelle esigenze della vita di ogni giorno… Credo che è da questa gente che tutti dovremmo prendere esempio. È da queste persone anziane che dovremmo imparare a vivere. La vita cristianamente intesa, infatti, non è fatta di apparenze, di privilegi, di “cose”. La vita del cristiano è spesa, la vita del cristiano è profumo, la vita del cristiano è donazione.

Credo che il Vangelo di oggi, così come la lettera di Pietro che ci riporta alla spiritualità del Battesimo, offrano a ciascuno di noi una possibilità non solo di riflessione ma di cambiamento grande. Qualche volta ci sembra che il Vangelo non abbia molto a che fare con le nostre vite. Ecco qui un’occasione contraria, che ci fa dire che il Vangelo, se preso sul serio, può proprio cambiare le nostre esistenze. Con difficoltà, perché questo pensiero sul servo inutile, se preso sul serio, ci chiede un cambiamento realmente radicale dell’esistenza. Chiediamo al Signore e chiediamo a Maria, che onoriamo questa settimana nelle sue feste mariane, questa grazia: la grazia di comprendere e di riuscire a vivere la spiritualità del servo inutile. Saremo così tutti pronti per vivere meglio il richiamo ad una fede che sa trasformare nel profondo la nostra vita.

2026-09-05T08:38:57+02:00