Venerdì 10 gennaio

Quarta feria dopo l’Epifania

La spiritualità di questa settimana

Come ho già precisato, stiamo vivendo i giorni particolari del tempo di Natale che ci stanno conducendo alla festa del Battesimo del Signore. Accogliamo le pagine difficili del Cantico e traiamone un’indicazione per rileggere il Vangelo, ma poi soprattutto per nutrire la nostra spiritualità.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 2, 1; 4, 1a. 3b. 4a; 7, 6; 8, 11a. 12a. 7a-b
Lettura del Cantico dei Cantici

Io sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli. Quanto sei bella, amata mia, la tua bocca è piena di fascino. Il tuo collo è come la torre di Davide. Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo e la chioma del tuo capo è come porpora; un re è tutto preso dalle tue trecce. Salomone aveva una vigna a Baal-Amon. La mia vigna, proprio la mia, mi sta davanti. Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.

SALMO Sal 79 (80)

Guarda dal cielo, o Dio, e visita questa vigna.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci. R

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici
ed essa ha riempito la terra. R

La sua ombra copriva le montagne
e i suoi rami i cedri più alti.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli. R

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. R

VANGELO Mt 22, 1-14
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Cantico

Anche oggi le immagini del Cantico sono molto lontane da noi, però ci aiuta il finale della pagina che abbiamo letto, lì dove si diceva che i grandi fiumi non possono spegnere l’amore. È una parola bellissima, che ci ricorda la bellezza dell’amore e la sua perennità. Un amore, quando è vero, cambia con il tempo, ma non viene meno, non si spegne, non muta. Cambiano i modi per viverlo, cambiano i modi per dimostrarlo, ma rimane sempre lo stesso. Un amore, quando è vero, è “per sempre”. Parola che, oggi, sembra quasi impronunciabile. Il testo ci aiuta a capire che un amore così, un amore che non conosce defezioni, un amore che non conosce limiti, un amore che rimane per sempre, è tipico di Dio. È l’amore di Dio che rimane sempre attivo, senza conoscere defezioni o diminuzioni. Anche noi, ci dice ancora il Cantico, se vogliamo vivere una fedeltà di riflesso, abbiamo bisogno di sprofondarci nell’amore di Dio.

Vangelo

Il Vangelo ci dice qualcosa del genere. Il re che invita tutti al banchetto e che non si arrende nemmeno di fronte al rifiuto e alla defezione di molti, è Dio che rimane costante nel suo amore per gli uomini e che non viene meno alla sua decisione di amare. Dio non si arresta davanti a nulla, continua a chiamare e ad invitare in modi diversi, addirittura vorrebbe quasi “costringere” qualcuno ad accettare il suo invito. Termini paradossali della parabola che ci sta dicendo che Dio arde di desiderio. Dio, che è fuoco di amore, arde dal desiderio di arrivare a tutti e vorrebbe davvero che ciascuno facesse tesoro della grazia battesimale ricevuta in dono. Grazia che deve essere portata a compimento e che dovrebbe essere ciò che spinge ciascuno a rivalutare sempre il suo incontro con Dio, così da accogliere il dono di un invito, il dono a gustare una presenza, il dono di far risplendere quella veste battesimale che ci è stata data proprio perché noi potessimo partecipare alla vita di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Siamo ormai nell’imminenza della festa del Battesimo del Signore, giorno nel quale anche noi tutti siamo chiamati a fare memoria del nostro Battesimo. Ecco perché il pensiero della veste battesimale, che anche noi abbiamo ricevuto, dovrebbe accompagnarci oggi più che mai. Al Battesimo l’abbiamo ricevuta come segno; oggi dovremmo tutti chiederci: che cosa ha espresso la nostra coscienza in questi anni? Come abbiamo vissuto il Battesimo e la sua grazia? Credo che avvicinarsi alla festa del Battesimo del Signore debba proprio farci capire che la grazia che abbiamo ricevuto un giorno è davvero “per sempre”. Il Signore non è venuto meno al suo amore anche se noi possiamo essere venuti meno ad esso, possiamo averlo addirittura rinnegato o dimenticato. Prepararci alla festa del Battesimo del Signore ci chiede questa grande capacità di avere attenzione a come possiamo recuperare la consapevolezza dell’amore di Dio. Se faremo questo potremo poi anche rileggere come noi, nella vita, abbiamo vissuto, in diversi modi nelle diverse relazioni, il nostro amore fedele. Anche noi tutti dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto per essere fedeli per sempre, certo nelle relazioni, certamente nella fede, se abbiamo la vocazione matrimoniale anche nel matrimonio. Approfittiamo della spiritualità propria di questo giorno per rileggere il nostro rapporto di amore con Dio, alla luce della sua fedeltà e rimettendo, con fiducia, nelle sue mani la nostra infedeltà e la nostra limitatezza.

Provocazioni

Che cosa ha espresso la nostra coscienza in questi anni?

Come abbiamo vissuto il Battesimo e la sua grazia?

Quale proponimento per recuperare la grazia battesimale?

2025-01-17T21:03:15+01:00