mercoledì 10 giugno

Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – mercoledì

La spiritualità di questo giorno

La forza misteriosa della preghiera e del digiuno. Le due letture di oggi ci parlano di questa realtà.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 17, 8-15
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada. Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalèk sotto il cielo!». Allora Mosè costruì un altare, lo chiamò: «Il Signore è il mio vessillo».

SALMO Sal 120 (121)

Il nostro aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R

VANGELO Lc 5, 33-35
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. I farisei e gli scribi dissero al Signore Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».

Esodo

Partiamo dal testo dell’Esodo che ricorda un episodio molto noto della vita di Mosè. Mosè sa bene che Israele ha avuto e avrà sempre dei nemici. È così la storia di ogni popolo. Mosè sa bene che al suo popolo serve anche qualcuno che combatta, pur detestando la guerra e ogni forma di violenza. Dopo l’uccisione dell’Egiziano Mosè ha capito che la violenza non serve. È la sua grande conversione. Ben sapendo questo, si affida all’unica forza alla quale bisogna sempre credere: la forza della preghiera. Mosè prega con le mani alzate. Duplice simbolo. Da un lato le mani alzate ricordano che la sua preghiera si eleva a Dio, dall’altro le mani tese su Israele diventano una benedizione per tutto il suo popolo. Poiché la battaglia si fa lunga, ecco la stanchezza di Mosè, che deve essere aiutato dai suoi primi collaboratori per non abbassare le mani. La battaglia va a sfavore dei suoi quando egli sente il peso della preghiera. Come dire: Israele non vince per la sua bravura, per la sua tattica o per la sua forza, ma solo affidandosi a Dio. Il testo, dunque, insegna che la preghiera è sempre una forza misteriosa ed efficacissima.

Vangelo

Anche il Vangelo ci presenta un testo molto noto che torna più volte nella liturgia. I discepoli del Signore non sono inclini ad osservare tutte le prescrizioni per le grandi feste ebraiche, alcune delle quali chiedevano un periodo di digiuno come preparazione. Ovvia la critica di chi vede dall’esterno. Gesù si serve anche di questa critica per spiegare. È la sua presenza, la presenza di Dio che non consiglia di vivere un digiuno purificatore. Altro sarà il tempo in cui dovrà essere osservato questo genere di digiuno! Così il Signore, al tempo stesso, ribadisce l’opportunità della pratica e il suo valore, ricordando però che ci sono tempi che si addicono al digiuno e, invece, tempi che sono e devono essere sempre visti come tempi di festa, dai quali devono anche essere tolti i segni della mortificazione e dell’ascesi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Due segni di fede che abbiamo in condivisione un po’ con tutte le esperienze religiose. In ogni esperienza religiosa, infatti, trovano un posto peculiare il digiuno, l’ascesi e la preghiera. In tutte le religioni trova posto un richiamo alla cura del corpo, per lodare Dio in modo singolare e per dire, anche con segni esteriori, l’adesione della propria anima al mistero che si celebra. Le due letture, nel loro insieme, dicono quale misteriosa forza abbia la preghiera, specie quando si accompagna a gesti che dicono di una maggiore decisione a Dio.

Crediamo, forse, un po’ poco alla straordinaria forza della preghiera. Tante volte preghiamo senza troppa convinzione. Tante volte non mettiamo, nelle nostre intenzioni, realtà che, invece, meriterebbero di trovare un posto assolutamente maggiore. Qualche volta, è il caso di dirlo, preghiamo un po’ per tradizione e non troppo per convinzione.

Così come crediamo un po’ poco alla forza dei segni, tanto che non sappiamo offrire segni di penitenza e di digiuno se non negli stretti periodi in cui ci è richiesto. Sono davvero pochi i cristiani che utilizzano anche questa possibilità per avvalorare la loro preghiera.

Le due Scritture, in questo giorno d’estate, ci ricordano che è la preghiera che si unisce anche a segni forti ed importanti, possiede una sua misteriosa forza, un suo misterioso valore. Noi non sappiamo mai quanto questo valore sia grande, perché solo Dio vede la bellezza, la purezza, l’intensità della preghiera e degli sforzi che la accompagnano. Tutti insieme, oggi, chiediamo al Signore di farci sempre percepire la forza della preghiera o, almeno, qualcosa di essa. E, se non siamo in grado di offrire segni di ascesi, chiediamo al Signore almeno di saper offrire qualche piccolo fioretto! La validità di queste cose è tutt’altro che superata! Infatti, quando anche il corpo partecipa delle lodi, dei ringraziamenti, delle richieste, delle intercessioni o delle suppliche che chiediamo a Dio, tutto il nostro spirito, tutto il nostro “uomo interiore” si rafforza.

La forza della preghiera e del digiuno accompagni momenti particolari della nostra storia di fede. Ne scopriremo gli effetti e loderemo ancor più il Signore.

2026-06-05T14:31:19+02:00