Mercoledì 10 settembre

Settimana della 2 domenica dopo il martirio – Mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi continuerei a raccogliere dalla Parola di Dio spunti e provocazioni per vivere bene il tema delle relazioni.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Gv 3, 17-24
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, se uno ha ricchezze di questo mondo e, vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

SALMO Sal 111 (112)

Dio ama chi dona con gioia.

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto. R

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R

Sicuro è il suo cuore, non teme,
finché non vedrà la rovina dei suoi nemici.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R

VANGELO Lc 17, 7-10
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

1 Giovanni

Dalla prima lettura raccoglierei la parola condivisone. Cosa serve per vivere la relazione in modo cristiano? Occorre condivisione. Condivisione che significa capacità di abbracciare tutto e tutti, anche vivendo un’autentica carità quando questo è richiesto. La relazione cristiana deve essere vista come quel motore che permette anche di vivere le relazioni in modo che il bisogno dell’altro diventi il mio bisogno. Se provate a pensare moltissimi santi “amici degli uomini” hanno fatto questo: hanno messo in comunione quello che avevano perché sentivano che c’era una responsabilità grande nel sovvenire fratelli meno fortunati o sprofondati in una situazione di bisogno. La condivisione che porta alla carità sa far nascere un atteggiamento nuovo e sa far vedere bene e con occhi nuovi quello che c’è da vedere perché tutti si sentano sorretti dall’aiuto degli altri.

La seconda parola è comandamento. Può sembrare in forte contrasto con la prima parola o con il tema delle relazioni che abbiamo iniziato a seguire e, invece, rappresenta proprio una bussola. Cosa permette al cristiano di vivere bene le sue relazioni? Il richiamo costante ai comandamenti di Dio che, appunto, non sono altro che una indicazione perché la libertà possa giocarsi bene nella direzione di chi si rimette tutto nelle mani di Dio per vivere una vita degna di questo nome. Condivisione e comandamento sono le altre due parole che riceviamo e che ci devono invitare a vivere bene il nostro mondo di relazioni

Vangelo

Il richiamo più bello e più forte delle due Scritture di oggi è, però, quello del Vangelo. Il richiamo alla spiritualità del servo inutile, credo, abbia molto da dire a ciascuno di noi. Come un cristiano entra in relazione con gli altri? Cosa fa un cristiano per entrare in relazione con gli altri secondo i valori del Vangelo? Si dispone a vivere come un servo inutile, cioè uno di quelli che sa cosa deve fare e lo fa senza tante storie. Uno di quelli che non si domanda solo cosa ci guadagna, ma agisce per carità. Uno di quelli che sa bene che occorre forza interiore per essere vigili, sempre, ma anche pronti a donare tutto quello che si può essere o avere: tempo, attenzione, ascolto, intervento concreto nelle situazioni. Il servo inutile vive le relazioni così: sapendo sempre cosa donare in maniera gratuita in ogni circostanza.

Il cristiano che ha la spiritualità del servo inutile sa che le relazioni sono il cuore anche del suo servizio. Per questo non si fa tante domande, ma si cimenta con qualsiasi difficoltà pur di arrivare a vivere relazioni gratificanti e vere con tutti. Quando non è possibile, il cristiano che è anche un servo inutile non si dispera. Fa quello che può fare e affida tutto a Dio, perché il servo inutile sa che una cosa sola non è mai inutile: rimettere tutto nelle mani di Dio. Questo non solo non è mai inutile ma sempre producente. Così fa e così vive.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche le parole di oggi mi sembrano molto provocatorie ed utili. Anzitutto perché ci fanno capire che è davvero complesso vivere in relazione con gli altri. Non per questo, però, occorre chiudere il capitolo! Uno investe anche quando non vede il senso del suo investimento. Un cristiano che vuole vivere bene la sua chiamata e il suo Battesimo, cerca sempre di vivere le relazioni in questo modo, sapendo che non c’è cosa migliore che continuare ad insistere sulle cose di sempre. Le raccomandazioni, infatti, non cambiano mai. Sono quelle di sempre! È il modo del cristiano che, in ogni tempo, trova il modo per viverle nel modo più giusto e più innovatore possibile. Il cristiano adatta al tempo che vive il richiamo della parola del Vangelo che rimane sempre quello. Per questo vive contento. Perché sa che tutto il suo impegno e tutta la sua attenzione non andranno perduti.

Credo che nelle nostre case ci sia sempre un gran bisogno di essere servi inutili per quanto attiene alle relazioni. Chissà quante volte tante donne hanno cercato di ravvicinare posizioni che sembravano inconciliabili. Chissà quante volte papà e mamme hanno preso in mano la situazione per recuperare rapporti che sembravano del tutto compromessi e difficili. Chissà quante volte nelle nostre case ci sono state scene simili a quelle descritte nel Vangelo, che ci hanno già permesso di essere servi inutili a difesa delle grandi cose. Chiediamo la grazia della perseveranza per chi già vive questo incarico. Per chi non lo vivesse chiediamo la grazia di una illuminazione. Non è da tutti essere servi inutili. Ma essere servo inutile è per tutti. Chiediamo al Signore di aprire il cuore di tutti per imparare ad essere sempre pronti a quella condivisione che genera ascolto e che diventa carità. È questa l’origine della missione cristiana e della alternativa che il cristiano, in ogni tempo, sa esprimere.

2025-09-06T14:27:31+02:00