Domenica 11 agosto

12° Domenica dopo Pentecoste

Introduzione

Può essere che in queste calde domeniche di piena estate abbiamo poca voglia di riflettere. Può anche essere che, proprio in queste domeniche, ci stiamo domandando perché ci siano letture così complesse. Magari, dopo aver sentito le letture di oggi, pensiamo di potercela cavare con un piccolo fervorino spirituale su una delle frasi classiche del Vangelo: “gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date”, così da impegnarci poco e avere la coscienza a posto! Può certamente essere che anche si faccia così, ma se vogliamo essere più coerenti con la fede, abbiamo da impegnarci e non poco. Le domande impegnative vengono anche dopo una prima frettolosa lettura:

  • Perché la parola di Dio sembra cadere nel vuoto?
  • Perché la preghiera della pace sembra inefficace?
  • Perché dal medio oriente vengono sempre problemi e perché in mezzo c’è sempre Israele?

La Parola di Dio 

LETTURA Ger 25, 1-13
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Questa parola fu rivolta a Geremia per tutto il popolo di Giuda nel quarto anno del regno di Ioiakìm, figlio di Giosia, re di Giuda, cioè nel primo anno del regno di Nabucodònosor, re di Babilonia. Il profeta Geremia l’annunciò a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme dicendo: «Dall’anno tredicesimo del regno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, fino ad oggi sono ventitré anni che mi è stata rivolta la parola del Signore e io ho parlato a voi con premura e insistenza, ma voi non avete ascoltato. Il Signore vi ha inviato con assidua premura tutti i suoi servi, i profeti, ma voi non avete ascoltato e non avete prestato orecchio per ascoltare quando vi diceva: “Ognuno abbandoni la sua condotta perversa e le sue opere malvagie; allora potrete abitare nella terra che il Signore ha dato a voi e ai vostri padri dai tempi antichi e per sempre. Non seguite altri dèi per servirli e adorarli e non provocatemi con le opere delle vostre mani e io non vi farò del male. Ma voi non mi avete ascoltato – oracolo del Signore – e mi avete provocato con l’opera delle vostre mani per vostra disgrazia”. Per questo dice il Signore degli eserciti: Poiché non avete ascoltato le mie parole, ecco, manderò a prendere tutte le tribù del settentrione – oracolo del Signore – e Nabucodònosor re di Babilonia, mio servo, e li farò venire contro questo paese, contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni confinanti, voterò costoro allo sterminio e li ridurrò a oggetto di orrore, a scherno e a obbrobrio perenne. Farò cessare in mezzo a loro i canti di gioia e di allegria, il canto dello sposo e della sposa, il rumore della mola e il lume della lampada. Tutta questa regione sarà distrutta e desolata e queste genti serviranno il re di Babilonia per settanta anni. Quando saranno compiuti i settanta anni, punirò per i loro delitti il re di Babilonia e quel popolo – oracolo del Signore –, punirò il paese dei Caldei e lo ridurrò a una desolazione perenne. Manderò dunque a effetto su questo paese tutte le parole che ho pronunciato a suo riguardo, tutto quanto è scritto in questo libro, ciò che Geremia aveva profetizzato contro tutte le nazioni».

SALMO Sal 136 (137)

Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre. R

Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!». R

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra. R

EPISTOLA Rm 11, 25-32
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: «Da Sion uscirà il liberatore, egli toglierà l’empietà da Giacobbe. Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati». Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

VANGELO Mt 10, 5b-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù inviò i Dodici, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

Le situazioni storiche difficili

La prima risposta viene certamente dal profeta Geremia che ricordava la sua personale vicenda. Dopo 23 anni di ministero tutto rivolto ad annunciare la parola del Signore, egli capisce che ogni sforzo è stato vano! Israele non ha ascoltato! Per questo dice ciò che avverrà: all’orizzonte si prospetta un’invasione terribile e una sciagura grande per Israele: l’esilio. Noi possiamo rileggere nella Parola di Dio le situazioni dei nostri giorni, quelle che ci interpellano più da vicino, quelle legate al medio oriente, quelle legate all’Ucraina, ma anche tutte quelle vicende che conosciamo molto meno, che sono molto più lontane, che non hanno interesse per il nostro occidente, per esempio quelle africane, o del sud America… Vicende che poi lasciano spazio alle cose difficili, alle polemiche di casa nostra, sia quelle nazionali che quelle locali. E ci domandiamo: perché non c’è pace? Perché non siamo capaci di vivere insieme bene? Perché non siamo capaci di rispetto? La risposta è molto chiara e comune ai tre testi sacri: perché non c’è rispetto per Dio, non c’è ricerca di Dio e dove non c’è ricerca di Dio, dove non c’è attenzione per il creatore, non ci può essere attenzione al creato, in nessuna sua forma, uomo compreso. Ecco perché anche il profeta lamentava già che le cose nel suo tempo andavano così, perché non c’era ascolto per una parola che egli stesso aveva annunciato per 23 anni! Oppure ecco San Paolo, che soffriva per la ribellione di Israele, per il suo non voler riconoscere la messianicità di Cristo. Oppure ecco la sofferenza di Gesù, implicita nelle parole che abbiamo ascoltato, perché egli è erede di tutte le difficoltà dei profeti.

Eppure

Eppure, ci dice il profeta e soprattutto San Paolo, nemmeno questa ribellione dell’uomo piò fermare l’azione di Dio, nemmeno questa mancanza di ascolto, nemmeno questa mancanza di attenzione per la Parola può, in qualche modo, distogliere Dio dalla sua azione di salvezza. Anzi, apertamente San Paolo diceva che è stata proprio la ribellione di Israele a provocare il mistero dell’incarnazione del Signore, ma anche quello della sua Pasqua. Così come è la ribellione in atto nel cuore di ogni uomo, a provocare la misericordia di Dio. Quella ribellione che contagia tutti e che è il peccato, non fa certo desistere Dio dalla sua missione, dal suo desiderio di portare ogni uomo a salvezza. Anzi, la ribellione in atto nel cuore di ogni uomo fa sì che Dio continui ad alimentare, con la pioggia delle sue grazie, il cammino dell’uomo perché il ritorno a Lui sia davvero sentito, cercato, atteso. Anzi, maggiore è la ribellione, maggiore è la lontananza dell’uomo, maggiore è la dimensione della grazia che Dio rivela e che Dio dona agli uomini. Potremmo dire che nemmeno Dio sta tranquillo! Dio non è tranquillo fino a quando l’uomo non incontra la sua misericordia.

L’azione di Dio

Così si capisce l’azione di Dio che è sempre quella di rivolgersi “alle pecore perdute della casa di Israele”, ovvero ad ogni uomo che si perde nei suoi percorsi, nei meandri della sua mente e del suo cuore. Azione che Dio svolge in doversi modi: prima con i profeti, ed ecco Geremia, poi nella stessa umanità di Cristo, poi nel ministero della Chiesa, ovvero con l’azione degli apostoli. Dio non viene mai meno alla sua missione di richiamare l’uomo alla bellezza, alla forza, all’attualità della grazia. Grazia che riguarda anche ciascuno di noi. Dunque nessuna “punizione” di Dio, anche per l’uomo più sordo. Gli eventi negativi che capitano nella storia sono ciò che l’uomo stesso si sceglie, ciò che l’uomo stesso crea con il suo modo di vivere, di comportarsi, di vedere le cose.

L’azione dell’uomo credente

La medesima azione che Gesù compie, è comandata anche ai discepoli, ovvero a quegli uomini che hanno creduto. Per questo la loro azione diventa anche programma di vita di ogni credente che vuole seguire la via di Dio e comportarsi, nella storia, come Dio comanda di fare. Per questo, ancora uan volta, il vangelo raccomanda tutta quella serie di atteggiamenti che rende possibile vivere come Dio interpreta la vita, cioè come un cammino fatto di sobrietà, di vicinanza, di impegno, che riporti l’uomo alla chiara consapevolezza di ciò che Dio vuole donare all’uomo perché la sua vita sia piena e vera.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi siamo istruiti.

C’è chi di noi, guardando alle rovine della storia, che sempre ci sono, minaccia il castigo di Dio! La parola di Dio ci ha ricordato che Dio è perdono ed è, soprattutto, colui che accompagna anche l’ uomo quando si fa sempre più sordo. Dio è Colui che non smette mai di cercare. Per questo, ogni volta che noi ci imbattiamo in qualche evento storico complesso o negativo per l’umanità dovremmo dire che è quello che ci stiamo scegliendo andando lontano da Dio, ma dovremmo anche dirci che Dio non ci lascia in balia di queste cose e si fa sempre più vicino a noi.

Anche noi dovremmo ripetere a noi stessi che nemmeno la nostra ostinazione, che si chiama peccato, ferma la mano di Dio. Essa è sempre protesa per benedire l’uomo e per sostenerlo.

A noi, che vogliamo cercare di avere fede, a noi che cerchiamo di ascoltare la Parola di salvezza, è proposto di fare come i profeti, oppure come gli apostoli, e cioè diventare capaci di vivere in verità quella Parola che rinnova, sostiene, sprona, guida, benedice…

Vivendo, poi, quella fedeltà di cui la parola di Dio ci ha parlato anche la settimana scorsa. Fedeltà che sostiene la gratuità dell’agire del cristiano che non si ferma davanti a nulla, nemmeno quando ha l’impressione di non essere ascoltato, nemmeno quando ha l’impressione che le sue preghiere cadano nel vuoto, nemmeno quando ha l’impressione che tutto il suo agire venga frainteso.

Così possiamo davvero concludere  ricordando la parola centrale del Vangelo: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Ma non per consolare la coscienza, non per cavarcela a poco prezzo. Piuttosto per ricordare che nello stile della vera gratuità è già compresa quella benedizione che Dio dona a coloro che vogliono seguirlo e vogliono partecipare della sua azione di benedizione e di rinnovamento di tutta l’umanità.

2024-08-10T12:21:05+02:00