Settimana della 6 domenica dopo il martirio – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Concludiamo la settimana e attendiamo la festa di domani, la festa solenne della Madonna del Rosario nella quale cerchiamo di vivere e proponiamo a tutti di trovare il centro della nostra vita comunitaria. Lasciamo che anche oggi, giorno in cui non sono previste altre predicazioni, possiamo entrare nel segreto di chi vuole vivere la festa con vivo senso cristiano ed anche di appartenenza a questa chiesa.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 18, 1-8
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il Signore e della sua eredità. Non avrà alcuna eredità tra i suoi fratelli: il Signore è la sua eredità, come gli ha promesso. Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio, e le primizie della tosatura del tuo bestiame minuto, perché il Signore, tuo Dio, l’ha scelto fra tutte le tue tribù, affinché attenda al servizio del nome del Signore, lui e i suoi figli per sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città dove dimora in Israele, verrà, seguendo pienamente il suo desiderio, al luogo che il Signore avrà scelto e farà il servizio nel nome del Signore, tuo Dio, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al Signore, egli riceverà per il suo mantenimento una parte uguale a quella degli altri, senza contare il ricavo dalla vendita della sua casa paterna».
SALMO Sal 94 (95)
Venite, acclamiamo al Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
EPISTOLA Eb 10, 11-14
Lettera agli Ebrei
Fratelli, ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e a offrire molte volte gli stessi sacrifici, che non possono mai eliminare i peccati. Cristo, invece, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati, si è assiso per sempre alla destra di Dio, aspettando ormai che i suoi nemici vengano posti a sgabello dei suoi piedi. Infatti, con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
VANGELO Lc 22, 24-30a
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Nacque tra gli apostoli una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Il Signore Gesù disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno».
Vangelo
Al termine di una settimana così ricca, mi piace porre una domanda a questo Vangelo per tutti noi che abbiamo cercato di camminare, anche con Maria, in questi giorni così belli e così santi del nostro inizio di anno pastorale. Vorrei chiedere dunque al Vangelo: chi è il cristiano che spera? Chi è il cristiano che prega? Chi è il cristiano che cerca di vivere con Maria un rapporto unico, denso, bello, ricco, coinvolgente? Il Vangelo ci risponde con l’ultima frase che abbiamo ascoltato:
“Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno come il Padre mio lo ha preparato per me, perché mangiate e beviate alle mensa del mio regno”.
Il cristiano è uno che persevera nelle prove. Lo abbiamo detto in molte delle serate che abbiamo vissuto insieme e anche commentando la Parola di Dio del giorno. Noi siamo qui perché vogliamo essere tra coloro che perseverano nelle prove. Le prove della vita che sono molte e diverse per ciascuno di noi.
Le prove della fede, che non mancano mai, perché credere è, da sempre, difficile e non è un atto che possa essere compiuto una volta per tutte, ma è un atto che si deve sempre innovare e che sempre deve essere sentito come atto fondamentale dell’esistenza. Ci sono poi le prove della speranza, che in questo anno giubilare abbiamo cercato più volte di mettere a tema. Ci sono le prove delle relazioni, infine, sulle quali abbiamo cercato di riflettere in questi ultimi giorni, nei quali abbiamo voluto mettere a tema quello che è un po’ il cuore della lettera pastorale del nostro vescovo. La serie delle prove si potrebbe anche estendere a lungo e ciascuno di noi, in fondo, potrebbe parlare un poco delle sue prove.
Il cristiano è l’uomo che persevera in esse, è l’uomo che non si lascia cadere le braccia, è l’uomo che non si scoraggia, è l’uomo che non si lascia abbattere.
Il Vangelo ci dice anche perché deve essere così, perché deve accadere tutto questo. Tutto questo accade perché il cristiano è l’uomo della speranza, è l’uomo che non si sente mai abbandonato, è l’uomo che sa che la sua vita si dirige verso un “regno” che non verrà mai meno. Il cristiano sa che la sua vita non si perderà nel nulla, sa bene che la sua esistenza avrà una meta e questa meta è fissata in Dio. Ecco perché il cristiano attraversa il tempo, tutti i tempi, sorretto dalla speranza. Quella speranza sulla quale abbiamo riflettuto molte volte nel corso di questo Giubileo, quella speranza che è il cuore della vita cristiana, quella speranza che è il dono che Dio fa a coloro che si rimettono nelle sue mani. Quella speranza che è stata incarnata dalla Beata Vergine Maria, quella speranza che viene data al cristiano ogni volta che, con la preghiera, egli si avvicina a Dio.
Questa speranza terminerà con il banchetto nel regno dei cieli, però anche ora noi possiamo essere felicemente seduti al banchetto dell’Eucarestia, che è il Sacramento che ci porta la presenza di Cristo. Non solo. Nel portarci questa presenza, l’Eucarestia alimenta la nostra speranza anche per questo tempo, anche per le cose della vita, anche per le necessità che tutti abbiamo per via delle cose a cui occorre provvedere. Se il cristiano è colui che si vede come commensale del banchetto eterno, è altrettanto vero che, ora, il cristiano si vede commensale al banchetto della Santa Eucarestia, che è anche il luogo dove alimenta le sue relazioni fraterne, che è anche il luogo dove cresce quella stima per l’altro che ci viene dato come compagno di viaggio, sostegno della speranza, aiuto per il presente. Il cristiano vive così le relazioni, alimentandosi a quel banchetto eucaristico che è presenza di Dio nel tempo e segno e rimando a quello dell’eternità.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Come vivere questa ultima preparazione alla festa di domani?
Credo che tutti dobbiamo, anzitutto, riconoscere che la settimana che ci prepara alla festa della Madonna del Rosario è una settimana di grazia. Una settimana nella quale tutti possiamo vivere in compagnia di Dio, in fedele ascolto della sua parola, attratti dal mistero di Maria. Questa è già una grazia per la nostra comunità, una grazia che mettiamo a tema proprio mentre inizia l’anno pastorale.
In secondo luogo credo che il tema di quest’anno, il tema delle relazioni che si è unito, per molti versi, a quello della speranza che ci ha fatto da guida nell’anno giubilare, ci abbia indicato una via, abbia tracciato un percorso. Percorso, via che, per molti aspetti, devono ancora essere esplorati e vissuti. Ecco perché è bene che tutti cerchiamo di iniziare a farci carico del tema in un primo nodo dell’anno pastorale, ma dovremo tornarci, poi, in tanti momenti del nostro vivere insieme la fede in questo anno che sta ancora quasi tutto davanti a noi. Vorrei che, da un primo approccio del tema, fosse nato il desiderio di capire che non è facile impostare il tema delle relazioni nella nostra vita. Vorrei che tutti capissimo che qui c’è qualcosa che riguarda ogni uomo ed è di vitale importanza per il nostro tempo.
Infine spero che la preghiera con la Parola di Dio dinanzi alla Madre di Gesù abbia nuovamente acceso in noi la fede, l’affetto e la devozione per lei, continuando a farci scoprire la preghiera del santo Rosario come preghiera importante per la nostra esistenza e per i nostri giorni. Vi invito a tenere sempre in grandissima considerazione questa preghiera e a viverla ogni giorno, possibilmente, facendo in modo che sia un po’ una preghiera che accompagna i giorni. È una preghiera che guiderà meglio la nostra vigilanza, è una preghiera che aiuterà tutti noi ad essere più attenti alle relazioni, è una preghiera che metterà dentro di noi sempre più vivo il seme della vita eterna.
Ringraziamo il Signore per quello che abbiamo vissuto e ci aiuti Maria a vivere bene questa festa della Madonna del Rosario come momento utile, bello, vero per le nostre relazioni parrocchiali, comunitarie, cristiane.