Battesimo del Signore
Introduzione
La festa del Battesimo del Signore è l’ultima legata alle feste natalizie e ci chiede di fare memoria del Battesimo. Non certo memoria fisica, quanto, piuttosto, memoria spirituale. Ecco che i tre testi biblici che abbiamo ascoltato, ci aiutano ad entrare nel vivo di questa proposta spirituale.
La Parola di Dio
LETTURA I55, 4-7
Lettura del profeta Isaia
Così dice il Signore Dio: «Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d’Israele, che ti onora. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona».
SALMO Sal 28 (29)
Gloria e lode al tuo nome, Signore.
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R
La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R
Tuona il Dio della gloria.
Nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R
EPISTOLA Ef 2, 13-22
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
VANGELO Lc 3, 15-16. 21-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Isaia
Cercate il Signore mentre si fa trovare, invocatelo mentre è vicino. La parola del profeta ci ricorda che Dio, in molti modi, in tempi diversi, si rende presente non solo nella storia dell’uomo in generale, ma nella storia di ciascuno. Per tutti, per ogni singola anima, vale quello che il profeta diceva: c’è un tempo in cui il Signore si fa trovare con più facilità, c’è per tutti un tempo nel quale Dio si fa vicino. In senso generale questa vicinanza, questo ascolto è quello che si è realizzato in Gesù Cristo. Ricordare il Battesimo del Signore significa ricordare che Dio effettivamente si è fatto vicino all’uomo. Nella carne di Gesù, nel suo ministero, nel suo incontrare alcuni uomini concreti, Dio si è fatto vicino all’uomo in generale e può essere incontrato da ogni uomo che lo cerca, che lo desidera.
In particolare la lettura ci ricorda che il Battesimo, se diventa impegno di fede, diventa richiamo a questa verità e chiede a ciascuno di noi di fare della propria vita un tempo di incontro con Dio, un tempo di ricerca del suo volto, un tempo nel quale diventa possibile e realizzabile quel misterioso incontro tra Dio e gli uomini.
Efesini
voi che un tempo eravate i lontani siete diventati vicini grazie al sangue di Cristo. La seconda parola che sostiene la nostra riflessione è quella di Paolo agli Efesini. Parlando ad un gruppo di battezzati, Paolo sottolinea con forza che è stato il Battesimo, ricevuto nella fede, a togliere i loro peccati. Essi, dunque, sono stati inseriti in Cristo e nella Chiesa, come figli di Dio ma anche come figli della Chiesa e, in essa, fratelli. Il Battesimo è lavacro di ogni peccato, compreso il peccato originale. Questa grazia del perdono è quella che, poi, nel contesto della vita, può essere rivissuta o recuperata grazie al Sacramento della Riconciliazione. Dunque, ulteriore effetto del Battesimo è la rigenerazione di grazia, la remissione dei peccati.
Egli, Cristo, è la nostra pace. Cosa significa che Cristo è nostra pace? Come avete sentito anche più sotto, Paolo tornava sul tema della pace, sempre in riferimento a Cristo. L’Apostolo intende dire che il Battesimo immette in Cristo, immette nella sua vita, nel suo mistero e, per questo, ci fa sperimentare, come anticipo rispetto alla vita eterna, qualcosa di sé. La pace è la dimensione di vita di Dio. Chi vive seguendo il Vangelo, chi vive seguendo le orme di Cristo, inizia a sperimentare quella pace che viene dal sentirsi immersi nel mistero di Dio, dal sentire che il suo accompagnamento è vero, reale, quasi tangibile. La pace è questa dimensione: la tranquillità dell’anima che non si lascia turbare dalle cose che avvengono, perché conta sempre sulla presenza di Cristo e sul suo accompagnamento. La pace che Paolo augura a tutti è quella che viene dal sentirsi immersi nella stessa dimensione di vita di Dio.
per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito. La consapevolezza di Paolo è anche quella che tutti i battezzati sono figli di Dio, uniti nel suo nome, perdonati dalla stessa azione pasquale di Cristo, immersi nella sua pace. Ne viene che tutti i battezzati sono, tra loro, fratelli. È la dimensione ecclesiale del Battesimo. Il Battesimo rende gli uomini non solo figli di Dio, perché redenti da Cristo, ma anche membri di un’unica Chiesa. Non si decide se e come far parte della Chiesa: la decisione del Battesimo è già anche la decisione di entrare a far parte della Chiesa, senza bisogno di altro. Questa condizione rimane per sempre, per tutta la vita.
voi siete concittadini dei santi e familiari di dio. La riflessione si apre alla speranza. Con il Battesimo un’anima viene resa concittadina di quella dei santi. È un respiro ampio quello di San Paolo che comprende che il Battesimo è realmente chiamata alla santità. Così il battezzato diventa capace di sperare il dono della santità. Il Battesimo è in vista, è in ordine alla santità. Se si chiede il Battesimo, non è solo per avere una benedizione da parte di Dio, così, genericamente. Il Battesimo inserisce in Cristo, nella Chiesa, dona il perdono dei peccati, perché un’anima si senta realmente chiamata alla santità. Anzi, propriamente il Battesimo unisce così tanto a Dio, da permetterci di essere chiamati “figli”, cioè di appartenere alla sua famiglia.
Vangelo
in te ho posto il mio compiacimento. Infine, la parola del Vangelo, che ci ha riportato alle scene di vita di Giovanni il Battista. Quando Giovanni battezza il Signore Gesù nel fiume Giordano, ecco la voce che indica Gesù come il Figlio prediletto, quello nel quale Dio pone il suo compiacimento. È una frase del Vangelo che vuole richiamare a tutti l’importanza del Battesimo nella vita stessa del Signore. Anche Gesù, come moltissima gente del suo tempo, pone un atto pubblico all’inizio della sua vita attiva, ministeriale. Il Battesimo diventa il momento nel quale Gesù viene investito dalla grazia di Dio ed inizia il suo ministero di predicatore e di taumaturgo. Il tutto in atteggiamento di lode al Padre, così che il Padre dica che Lui è il benedetto, colui sopra il quale rimane il compiacimento di Dio. Verità unica, singolare, eppure trasportabile, in qualche modo, anche a noi. Anche noi siamo figli prediletti, perché unici! Anche se non si compie in noi quel mistero che il Padre ha voluto realizzare in Cristo, si realizza comunque qualcosa di quell’essere unici, amati, attesi, persone nelle quali Dio pone il suo compiacimento.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Come si vede bene, anche per noi il Battesimo deve avere un ruolo speciale, singolare e deve essere un evento al quale ritorniamo sempre per attingere nuova luce e nuova forza per il cammino di fede e in ordine alla speranza.
Dal rito alla vita. Credo che, a tutti noi, sia chiesto anzitutto questo passaggio: dal rito alla vita. Oggi vediamo che sempre meno il linguaggio dei riti è attraente. Anzi, propriamente vediamo che il rito stesso non ha più quella forza di comunicare qualcosa all’uomo, sebbene il rito sia studiato apposta per dire, con parole, con simboli, con segni, che il Signore vuole plasmare il nostro modo di pensare, credere, parlare, agire, in una parola, il nostro modo di vivere. Il vero problema del tempo presente, il nostro problema, è che facciamo di qualsiasi realtà spirituale una celebrazione, un rito, non un invito a pensare la vita e a vivere la vita in modo del tutto diverso da quello che fanno gli altri. Celebrare la festa del Battesimo del Signore significa ricordare che il nostro compito è quello di uniformare a Cristo la nostra esistenza. Noi siamo chiamati ad amare come ama Cristo, noi siamo chiamati a perdonare come Lui perdona, se ci sentiamo destinati al Padre. Noi siamo chiamati ad essere esempio di accoglienza, di vicinanza, di solidarietà nel nome di Cristo. Noi dovremmo avere un comportamento pratico, etico, che ci avvicini sempre più a Cristo e dovremmo giungere alla fine della vita ad essere trasparenza di Cristo, nonostante gli errori, nonostante gli sbagli. Anzi, dovremmo propriamente appartenere a Cristo, sentire di essere suoi. Perché il Battesimo ha fatto questo! Vi suggerisco un’opera giubilare. Intanto, se non la sapete, andate a verificare di nuovo la data del vostro Battesimo. Ma, se potete, andate anche al battistero nel quale siete stati immersi. Ringraziate il Signore per il dono della fede che avete. Bagnatevi ancora con l’acqua di quel fonte, come fecero un giorno, e ringraziate chi vi ha trasmesso la fede come realtà di primaria importanza. Impariamo davvero che il rito, da solo, non è sufficiente alla salvezza dell’anima. Quando il rito plasma la vita, allora si realizza questa enorme possibilità.
nel segno della speranza. Vi suggerisco poi, in questa annuale memoria del Battesimo del Signore, di ravvivare la speranza nella vita eterna, la speranza in Dio che ci guida, ci accompagna, ci segue dovunque andiamo, senza abbandonarci mai. Per vivere bene questa seconda piccola riflessione, penso che si potrebbe fare un pellegrinaggio personale giubilare, a una delle tante porte sante che ci sono nella nostra Diocesi.
Cercare Dio mentre è vicino. Infine vi inviterei a prendere molto sul serio la proposta di richiamo di Isaia. Se fare memoria del Battesimo significa rimetterci in sintonia con esso, provate a verificare come state procedendo nel cammino di fede. Vi lascio il terzo impegno della domenica che stiamo celebrando: imparate davvero ad iniziare e a terminare ogni giornata con un piccolo momento di preghiera. Credo che molti lo facciano già, specialmente i più anziani. Mi pare che i giovani abbiano difficoltà a pregare con le preghiere della tradizione ripetute migliaia di volte. Eppure c’è una vera e propria sapienza in chi apre la giornata con il ricordo di Dio e chiude la giornata ancora tornando a Lui. Lasciamo che sia la moltitudine di questi testimoni ad ispirarci e a chiamarci a fare grata memoria del Battesimo, riscoprendo i cambiamenti di vita che dobbiamo mettere in atto, personalmente e come comunità.