lunedì 12 ottobre

Settimana della 7 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

Questa settimana ci porterà alla festa della dedicazione della chiesa cattedrale, che celebreremo domenica prossima. In questi giorni faremo memoria anche di Santa Teresa, poi del beato Contardo Ferrini e di Sant’Ignazio di Antiochia. In questa settimana, come lettura, leggeremo la lettera di Tito.

La Parola di questo giorno

EPISTOLA Tt 1, 1-9
Lettera di san Paolo apostolo a Tito

Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo per portare alla fede quelli che Dio ha scelto e per far conoscere la verità, che è conforme a un’autentica religiosità, nella speranza della vita eterna – promessa fin dai secoli eterni da Dio, il quale non mente, e manifestata al tempo stabilito nella sua parola mediante la predicazione, a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore –, a Tito, mio vero figlio nella medesima fede: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore. Per questo ti ho lasciato a Creta: perché tu metta ordine in quello che rimane da fare e stabilisca alcuni presbìteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato. Ognuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola donna e abbia figli credenti, non accusabili di vita dissoluta o indisciplinati. Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, deve essere irreprensibile: non arrogante, non collerico, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagni disonesti, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, fedele alla Parola, degna di fede, che gli è stata insegnata, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare i suoi oppositori.

SALMO Sal 23 (24)

I puri di cuore abiteranno la casa del Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
chi non giura con inganno. R

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R

VANGELO Lc 22, 35-37
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento».

Tito

Ci lasciamo subito coinvolgere dalla lettera a Tito, che è essenziale per ciascuno di noi in questo anno nel quale vogliamo riflettere sull’identità del cristiano. San Paolo sta raccomandando quali debbano essere le caratteristiche del Vescovo ma queste indicazioni, di per sé, possono essere adatte per qualsiasi cristiano. San Paolo raccomanda una condotta esemplare al Vescovo anzitutto in famiglia: egli deve essersi sposato una sola volta. Certo non ci preoccupa la cosa: sappiamo che, in quell’epoca, il sacerdozio non era ancora legato al celibato. Dunque nessuna sorpresa. Il Vescovo, come cristiano esemplare, deve essere modello di fedeltà. Ma, come dicevo, questa è una caratteristica che si addice ad ogni cristiano! Ancora si dice che il Vescovo non deve essere arrogante, o collerico, o dedito al vino. Deve cioè avere una vita equilibrata, stabile. Come potrebbe altrimenti richiamare queste virtù agli altri fedeli? Il cristiano è un uomo che vive queste virtù, per essere poi di esempio anche ad altri. Inoltre il Vescovo deve anche essere in grado di esortare e di testimoniare la “sana dottrina”, cioè la verità della fede, a tutti. Il Vescovo, dunque, deve essere prima un uomo maturo, poi un cristiano fedele ed esemplare. Senza la maturità umana non sarebbe nemmeno possibile giungere a questa maturità della fede. Senza questa maturità della persona sarebbe del tutto infondato anche cercare una maturità nel credere. Le due cose sono legate insieme.

Vangelo

Sappiamo bene che la parola dura del Vangelo è stata detta dal Signore nell’imminenza della sua morte. Una parola “da malfattore” come lui stesso dice, per indicare che la sua morte sarebbe stata questo: la morte dei malfattori. Un modo per dire che il Figlio di Dio non solo ha accettato la sofferenza e la morte, ma ha anche voluto che fosse la sofferenza e la morte più ignominiosa, per mostrare la sua condiscendenza verso ogni uomo, anche il più solo, abbandonato, reietto… anche con il malfattore. Il Signore è venuto per salvare anche queste persone!

Per noi e per il nostro cammino di fede

Mi sembra che sia soprattutto la lettera di Tito a darci spunti di riflessione per questo giorno. Penso che sia opportuno che tutti ci chiediamo:

  • Com’è la maturità umana che vivo?
  • Come la fede mi aiuta anche in questo?

Infatti non dobbiamo sottovalutare la richiesta di maturità umana che la fede ci propone. Il cristiano non è solo l’uomo dei grandi slanci, non è solo l’uomo dei grandi momenti di fede. È anche l’uomo che vive bene la sua maturità umana, l’uomo che sa mettere attenzione perché le virtù che egli vive siano davvero possedute fino in fondo. La grazia, come ci ha insegnato Sant’Agostino, porta a perfezione la natura, esalta le doti che l’uomo, naturalmente, ha in sé. Ecco perché siamo tutti invitati a non sottovalutare mai il percorso umano che siamo chiamati a fare. Anzi, anche in questo noi tutti dobbiamo essere di esempio. Esattamente come ha fatto il Signore che ha mostrato in che cosa consiste la perfezione dell’uomo. Chiediamo questa grazia, per iniziare bene questa settimana e per vivere fino in fondo tutte le doti e qualità che dobbiamo, poi, testimoniare a tutti.

2026-10-09T11:49:37+02:00