Sabato 13 aprile

Settimana della 2 domenica di Pasqua – sabato

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo la settimana lasciandoci ancora ispirare dalla lettura degli Atti degli Apostoli.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 5, 12-16
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.

SALMO Sal 47 (48)

Gerusalemme, dimora divina,
è la gioia di tutta la terra.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re. R

Come avevamo udito, così abbiamo visto
nella città del Signore degli eserciti,
nella città del nostro Dio;
Dio l’ha fondata per sempre.
O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio. R

Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra.
Gioisca il monte Sion,
esultino i villaggi di Giuda.
Questo è Dio, il nostro Dio in eterno e per sempre. R

EPISTOLA 1Cor 12, 12-20
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, come il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. E infatti il corpo non è formato da un membro solo, ma da molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe parte del corpo. Se tutto il corpo fosse occhio, dove sarebbe l’udito? Se tutto fosse udito, dove sarebbe l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra del corpo in modo distinto, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo.

VANGELO Gv 3, 31-36
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Giovanni diceva: «Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui».

Atti

Un’immagine bellissima di Chiesa.

Anzitutto un’immagine di comunione. Gli apostoli riuniscono quanti amano stare con loro, quanti amano leggere e custodire la Parola, quanti amano essere radunati nel nome del Signore risorto. È un’immagine molto bella di unione, di concordia, di comunità che si sa radunare attorno al Signore.

In secondo luogo, l’immagine è splendida perché ci dice che questo raduno avviene nel portico di Salomone, ovvero dentro il tempio di Gerusalemme. Nei primi momenti di vita della Chiesa, la comunità non aveva edifici propri. La lode di Dio, pertanto, avveniva nello stesso luogo dove i fratelli ebrei elevavano la loro preghiera a Dio. Non c’è divisione, non c’è discordia, non c’è nessuna lotta, o ripicca per qualcosa. È chiaro che il nome di Dio adorato dal popolo ebraico è il medesimo Dio adorato anche dai cristiani. È in questo luogo che c’è perfetta unità di preghiera e di intento.

Infine è una bellissima immagine di vicinanza alla gente, perché tutti coloro che sono malati o tormentati da qualche spirito immondo, vengono ascoltati e sanati. La preghiera della comunità è efficace, il desiderio di comunione è reale. Una bellissima immagine di Chiesa che rimane punto di riferimento costante per ciascuno di noi.

Corinti

Come anche San Paolo insegna in questo brano della lettera ai Corinti che rimane un punto di riferimento anche per noi. Paolo capisce, più di altri, che la Chiesa è così: un corpo che ha molte membra. Nessuna in opposizione alle altre, nessuna in concorrenza con le altre, ma tutte in gara per costituire il bene di quel corpo che è il valore più grande da seguire. Se il corpo non fosse nella piena salute, tutte le membra soffrirebbero. Come si cura il membro malato perché tutte le membra godano della salute, così nella Chiesa si curano le parti più deboli o le parti più malate, perché tutti abbiamo un beneficio reale di salute spirituale. Un richiamo all’unità molto importante anche per noi.

Vangelo

Chi può comprendere tutto questo? La risposta è molto chiara e viene dal Vangelo: chi sa guardare a tutte queste cose non solamente con occhio umano, ma con quello sguardo di fede che è sempre necessario avere. Credo che sia la logica con la quale possiamo rileggere anche tutti i Vangeli di questa settimana. L’esempio di Nicodemo, l’esempio di Giovanni il Battista ci dicono esattamente questo: chi rinasce dall’alto giudica con fede tutte le cose e continua a guardare alle cose che vive, alle cose che capitano, alle cose del mondo, non con sguardo profano ma con quello sguardo di fede che rende comprensibile ogni cosa alla luce dello Spirito che governa ogni realtà.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Al termine di questa seconda settimana di Pasqua, credo che l’insegnamento chiave della settimana faccia chiedere a ciascuno di noi se stiamo camminando in questa direzione, ovvero se aver celebrato bene la festa di Pasqua, aver chiesto e rinnovato il dono dello Spirito faccia di noi un corpo nel quale sappiamo esprimere attenzione, interesse, affetto gli uni per gli altri, come le Scritture ci insegnano.

Credo che, se vogliamo che il nostro itinerario di fede sia davvero un itinerario positivo, forte e in crescita, abbiamo davvero bisogno di non mollare la presa e di camminare uniti verso quelle mete che il Signore stesso ci propone. Rileggere queste pagine nel 15° anno di fondazione della comunità pastorale ci aiuti e ci guidi a giungere a quel rinnovamento di fede che sempre deve essere al centro dei nostri cuori e dei nostri interessi.

Provocazioni dalla Parola

  • Sento di appartenere ad un corpo che è la Chiesa?
  • Come mi prendo cura di questa appartenenza?
2024-04-05T08:17:54+02:00