lunedì 13 aprile

Settimana della 2 domenica di Pasqua – lunedì

La spiritualità di questo giorno

Siamo nella settimana della seconda domenica di Pasqua e non sono previste celebrazioni di santi particolari. Ecco perché avremo la possibilità di leggere il lezionario previsto per questi giorni senza interruzioni.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 2, 41-47
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Coloro che accolsero la parola di Pietro furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone. Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

SALMO Sal 26 (27)

Nella casa del Signore contempleremo il suo volto.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R

Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. R

VANGELO Gv 1, 35-42
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Giovanni stava là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Vangelo

Credo che ormai siamo tutti consapevoli che, all’inizio di ogni tempo liturgico, leggiamo una storia di vocazione. Oggi ne leggiamo ben due nel senso che, come vedremo, anche gli Atti degli Apostoli hanno lo stesso tema. Il Vangelo propone una questione fondamentale della vita dei primi discepoli. Essi scelsero il Signore come maestro a cui affidare la propria vita. Le vocazioni sono tutte diverse, i tempi e i modi della chiamata degli apostoli sono diversi perché diverse erano le loro vite. C’è però una sostanza comune: tutti loro hanno desiderato e voluto mettere la propria vita nelle mani di Cristo. Ed è per questo che hanno trovato la pienezza dei loro giorni ed anche della loro gioia. I grandi casi di chiamata proposti dal Vangelo ci dicono questo: quando uno affida la vita al Signore trova la pace per ogni momento della vita e la realizzazione della propria esistenza. Questa chiamata chiede a tutti di seguire l’“Agnello di Dio”, quel medesimo Agnello che noi contempliamo nella presenza eucaristica, in ogni celebrazione.

Atti

Questo desiderio di sequela, questo desiderio di conoscenza di Cristo, questo desiderio di ascolto della sua parola è quello che hanno avuto anche i primi cristiani, ovvero quegli uomini e quelle donne che, ascoltando la predicazione degli apostoli, hanno deciso di fare la medesima scelta ormai mediata dall’appartenenza alla Chiesa e dalla celebrazione dei Sacramenti. Nella vita della prima Chiesa risulta chiaro che è attraverso il sacramento del Battesimo che si vive la propria chiamata. È attraverso il sacramento dell’Eucarestia che si vive la propria decisione di rendersi sempre e nuovamente discepoli del Signore. Quello che i primi discepoli hanno sperimentato personalmente con Cristo, ora viene mediato dalla grazia dei Sacramenti, ma a tutti è possibile la medesima esperienza di vita, a tutti è possibile la medesima sequela del Signore. A tutti è possibile avere la grazia di cui il Vangelo parla. La Chiesa porta nel mondo, nei diversi tempi, la medesima realtà.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi, oggi, dobbiamo sentirci dentro questa dinamica. Anche noi, oggi, dobbiamo rinnovare il nostro desiderio di sequela del Signore. Le due letture di oggi ci stanno dicendo che anche noi siamo compresi in questa dinamica di chiamata e scelta di sequela. Anche a noi è stata data questa grazia fin dal giorno del Battesimo e anche noi continuiamo a rinnovare questa scelta di sequela attraverso la grazia che viene dai Sacramenti e in particolare dalla Santa Eucarestia. Il cuore della nostra decisione di fede passa attraverso questa grazia dei Sacramenti. La grazia di una chiamata che si sperimenta una volta nella vita: è la grazia del Battesimo. La grazia di una sequela continua che si rinnova nel tempo: è la grazia della Santa Eucarestia che noi rinnoviamo tutte le volte che celebriamo il Sacramento, tutte le volte che riceviamo nel nostro cuore l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo. Noi tutti abbiamo necessariamente bisogno di questa grazia, noi tutti abbiamo necessariamente bisogno di sentirci sempre chiamati ad una sequela che si rinnova. Il tempo della Pasqua, che è anche il tempo nel quale meditiamo sulla grazia del Battesimo e dell’appartenenza alla Chiesa, diventi per noi tutti occasione di rinnovare la sequela del Signore e il desiderio di vivere con fede la nostra chiamata. Il Risorto, presente in mezzo a noi nei Sacramenti che celebriamo, ci aiuti a vivere con fede questa grazia che si rinnova.

2026-04-14T23:44:57+02:00