Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – sabato – Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
La spiritualità di questo giorno
Dopo la festa solenne del Sacro Cuore, la Chiesa ci chiede di contemplare oggi il cuore immacolato della Vergine.
La Parola di questo giorno
Lettura del libro del Siracide
Ascoltatemi, figli santi, e crescete come una rosa che germoglia presso un torrente. Come incenso spargete buon profumo, fate sbocciare fiori come il giglio, alzate la voce e cantate insieme, benedite il Signore per tutte le sue opere. Magnificate il suo nome e proclamate la sua lode, con i canti delle labbra e con le cetre, e nella vostra acclamazione dite così: Quanto sono belle tutte le opere del Signore! Ogni suo ordine si compirà a suo tempo!
SALMO Sal 66 (67)
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R
La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R
EPISTOLA 2Cor 6, 11-16
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi; il nostro cuore si è tutto aperto per voi. In noi certo non siete allo stretto; è nei vostri cuori che siete allo stretto. Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, apritevi anche voi! Non lasciatevi legare al giogo estraneo dei non credenti. Quale rapporto infatti può esservi fra giustizia e iniquità, o quale comunione fra luce e tenebre? Quale intesa fra Cristo e Bèliar, o quale collaborazione fra credente e non credente? Quale accordo fra tempio di Dio e idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: «Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo».
VANGELO Lc 2, 8-20
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Nel cuore di Maria
Se stiamo alla Scrittura, come anche abbiamo sentito nel Vangelo di oggi, Maria ha nel cuore quello che riguarda la vita di Gesù. Fin dal giorno dell’annunciazione, ella si è abituata a tenere nel cuore tutto quello che riguarda la vita del Figlio. Per questo tutto quello che accade, tutto quello che condivide con Giuseppe e con altri nell’attesa e nei primi anni di vita di Gesù, diventa oggetto della sua attenta meditazione. Maria trattiene nel cuore quello che accade, per capire cosa Dio chiede a lei e alla sua famiglia.
Anche durante il ministero di Gesù e, poi, in occasione della sua passione, della sua morte e della sua risurrezione, Maria continua a trattenere tutto quello che accade nel suo cuore, così pure come nei primi tempi di vita della Chiesa ella tratterrà tutto quello che gli apostoli raccontano, sempre pronta ad intercedere per tutti coloro che iniziano a credere nel suo Figlio. Maria, dunque, trattiene nel cuore tutto quello che riguarda la storia della salvezza, prima nel suo tendere a Cristo, compimento di ogni promessa e, poi, tutto quello che da Lui nasce.
Le rivelazioni
Oggi, però, non dobbiamo basarci solo sul Vangelo, ma anche sulle molte apparizioni di Maria nel mondo. Sono, appunto, molte e molto diverse, ma, in tutte, Maria dimostra di voler partecipare alla sorte dell’uomo, alla sua vita concreta, a quello che lo turba, ai suoi mali… Maria, nelle apparizioni e nelle rivelazioni, dimostra di soffrire con gli uomini che soffrono, di gioire con gli uomini che gioiscono, di essere vicino agli uomini in qualsiasi situazione essi si trovino a vivere. Dunque c’è una particolare vicinanza del cuore di Maria a tutto quello che accade. Ci sono poi rivelazioni, come quella di Fatima, in cui Maria prende parte ad eventi mondiali e si unisce alla sorte di popoli interi. Dunque nel cuore di Maria non c’è spazio solo per le cose che hanno riguardato la sua vita e la vita di Gesù. Nel suo cuore trova posto l’umanità tutta intera, con le sue cose belle e le sue difficoltà, con i suoi doni e i suoi difetti, con le attese che danno senso ai giorni dell’uomo e con le lentezze che appesantiscono il cammino. Nel cuore di Maria c’è spazio per ciascuna di queste realtà.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Proprio per questi motivi, noi possiamo oggi capire che nel cuore di Maria c’è uno spazio anche per noi, per i nostri problemi e per le nostre gioie, per le nostre difficoltà e per i nostri ringraziamenti. Nel cuore di Maria viene accolta qualsiasi richiesta e qualsiasi preghiera che noi sapremo depositare. Ecco perché ha senso, in un giorno come questo, che noi ci uniamo in spirito di preghiera a lei, che condivide la storia di tutti.
Non dobbiamo tuttavia vivere questa festa solamente come un giorno nel quale deporre la nostra preghiera e la nostra intercessione nel cuore della Vergine. Noi dobbiamo anche imparare da lei. Guardando al suo cuore noi tutti dobbiamo imparare ad accogliere l’uomo e tutte le sue istanze di preghiera. Così che, oggi, possiamo dilatare il nostro sguardo e non pensare solo ai nostri problemi, alle nostre difficoltà, alle nostre richieste personali. Possiamo ed anzi dobbiamo accogliere le richieste degli uomini, le difficoltà degli uomini, le attese degli uomini. Anche noi oggi possiamo aprire il nostro cuore a quello che accade nel mondo e aggiungerci alla preghiera che tante persone stanno facendo. La festa del Cuore Immacolato intende insegnare anche a noi ad avere un cuore “immacolato” cioè un cuore capace di commuoversi per i tanti bisogni e i tanti problemi dell’uomo. Non potremo avere un cuore senza peccato, come quello della Vergine. Cerchiamo, almeno, di avere un cuore che si sa commuovere, come il suo, per le tante cose che l’umanità vive, soffre, sopporta nel suo insieme.
Più che riflettere sul cuore della Vergine e su cosa contiene, riflettiamo sul nostro cuore. Guardiamo cosa contiene il nostro cuore. Lasciamo che il Signore purifichi il nostro modo di amare. Chiediamo al Signore di avere un cuore che assomigli sempre più al suo e a quello di sua madre. Allora potremo dire di aver vissuto bene. Allora potremo dire di avere vissuto imitando da vicino la Vergine e il suo cuore immacolato.
Così sia.