Settimana della 1 domenica di Avvento – mercoledì
La spiritualità di questa settimana
Ricordo che questa settimana è dedicata a riflettere sul tema dell’identità del cristiano che è chiamato ad essere uomo dell’attesa.
La Parola di questo giorno
EZECHIELE 2, 1-10
Lettura del profeta Ezechiele
In quei giorni. La figura dalle sembianze umane mi disse: «Figlio dell’uomo, àlzati, ti voglio parlare». A queste parole, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava. Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Ma tu, figlio dell’uomo, non li temere, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t’impressionino le loro facce: sono una genìa di ribelli. Ascoltino o no – dal momento che sono una genìa di ribelli –, tu riferirai loro le mie parole. Figlio dell’uomo, ascolta ciò che ti dico e non essere ribelle come questa genìa di ribelli: apri la bocca e mangia ciò che io ti do». Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto da una parte e dall’altra e conteneva lamenti, pianti e guai.
SALMO Sal 13 (14)
Venga da Sion la salvezza d’Israele.
Lo stolto pensa: «Dio non c’è».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
non c’è chi agisca bene.
Il Signore dal cielo si china sui figli dell’uomo
per vedere se c’è un uomo saggio,
uno che cerchi Dio. R
Sono tutti traviati, tutti corrotti;
non c’è chi agisca bene, neppure uno.
Non impareranno dunque tutti i malfattori,
che divorano il mio popolo come il pane
e non invocano il Signore? R
Ecco, hanno tremato di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.
Voi volete umiliare le speranze del povero,
ma il Signore è il suo rifugio. R
Chi manderà da Sion la salvezza d’Israele?
Quando il Signore ristabilirà
la sorte del suo popolo,
esulterà Giacobbe e gioirà Israele. R
PROFETI Gl 2, 10-17
Lettura del profeta Gioele
In quei giorni. Gioele disse: «Davanti a lui la terra trema, il cielo si scuote, il sole, la luna si oscurano e le stelle cessano di brillare. Il Signore fa udire la sua voce dinanzi alla sua schiera: molto grande è il suo esercito, potente nell’eseguire i suoi ordini! Grande è il giorno del Signore, davvero terribile: chi potrà sostenerlo? “Or dunque – oracolo del Signore –, ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male”. Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio. Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno, convocate una riunione sacra. Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa dal suo talamo. Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: “Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla derisione delle genti”. Perché si dovrebbe dire fra i popoli: “Dov’è il loro Dio?”».
VANGELO Mt 9, 9-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Andando via di là, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Ezechiele
La visione del profeta che continua rispetto a ciò che abbiamo letto nei giorni scorsi, ricorda al profeta il perché egli sia il destinatario di una rivelazione così profonda e immensa. Egli è mandato dai suoi fratelli, deportati come lui, privi di ogni bene come lui e che, soprattutto, hanno perso la fede. Il profeta deve stare in mezzo a loro ma ben consapevole della sua identità di uomo che attende la manifestazione di Dio e per far nascere in tutti questo atteggiamento spirituale. “Ascoltino o non ascoltino…” questo deve essere il suo compito. Ci saranno senz’altro uomini che ascoltano, dice la visione. Questi sono coloro che risveglieranno il proprio senso di fede e che inizieranno a vivere come uomini che attendono la piena rivelazione del volto di Dio. Ci saranno anche uomini che non ascolteranno. Di questo il profeta non si deve preoccupare. La sua unica preoccupazione deve essere quella di svolgere bene il suo compito, perché tutti siano chiamati. Ciò che farà la libertà di ogni singolo non lo deve riguardare. Il profeta e tutti coloro che hanno già riscoperto questa identità del credente, devono sempre proporsi come uomini che attendono per risvegliare negli altri il senso dell’attesa. Forte il senso della domanda sottesa alla lettura: come potranno gli uomini tornare a sperare nell’incontro con Dio se nessuno risveglia in loro il senso dell’attesa?
Gioele
La profezia di Gioele ci ha detto, nei giorni scorsi, che il giorno del Signore è certo ed è gioia per i credenti ma anche che sarà giorno di caligine, di buio, di dolore per i non credenti. Il profeta aggiunge oggi un altro pezzo alla sua rivelazione. Il giorno del Signore deve essere preparato con un grande moto di “ritorno”. Il credente che risveglia il senso dell’attesa in lui, torna al Signore. Il verbo che utilizza il profeta è quello che noi traduciamo con la parola conversione. Il richiamo che i credenti che attendono il Signore portano a tutti, è finalizzato a far nascere un vero senso di conversione in tutti coloro che ascolteranno la loro testimonianza e diverranno partecipi della medesima fede. Il richiamo è per tutti, con un fortissimo invito all’intercessione rivolto a chi già crede animato dalla speranza. Sono i sacerdoti che devono piangere tra il vestibolo e l’altare, ovvero, fuori dall’immagine, che devono offrire la loro preghiera per tutti, anche per chi non prega mai, anche per chi non crede più. Questo è anche il senso della nostra preghiera liturgica di cristiani. Il breviario del sacerdote ha sempre questa intenzione! Questo compito non è solo sacerdotale, è per tutti coloro che vogliono vivere quel senso di comunione di cui abbiamo parlato e che vogliono trasformarlo in motivo di fede. Chi si sente in comunione con gli uomini, anche con chi ha perso la fede, offre la propria preghiera e la propria penitenza per coloro che vivono senza Dio. È così che il giorno del Signore diventa sempre più luminoso per chi lo attende.
Vangelo
L’attesa del giorno del Signore è esplicitata dal Signore Gesù in tutto il suo Vangelo e soprattutto negli incontri di misericordia come è quello della vocazione di Matteo. Il Signore viene a rivelare il volto del Padre ed insegna che tutti sono chiamati a questa illuminazione. Essa passa per la misericordia. Sono i peccatori, sono coloro che hanno perso il senso della presenza di Dio che hanno più bisogno di riscoprirlo. Ecco perché la pazienza del Signore è soprattutto per tutti coloro che devono riscoprire il suo volto. Matteo, i pubblicani, i grandi peccatori di cui si parla nel Vangelo, hanno fatto esperienza di questa misericordia e la raccontano perché gli uomini di tutti i tempi possano avere un incontro di misericordia con il Padre. Secondo quanto è permesso dalla vita, nei tempi che ciascuno riesce a vivere, ma sempre e tutti uniti dalla medesima attrazione verso Dio che è perdono infinito e misericordia perfino sprecata!
Marana Thà, Vieni Signore Gesù!
Così anche noi possiamo dire:
Marana Tha, vieni Signore Gesù ed insegnaci il valore della misericordia. La tua misericordia, alla quale tutti dobbiamo sempre ricorrere con fiducia grande. La nostra misericordia, quella che tutti dobbiamo imparare ad usare se vogliamo che non ci sia nessuno che rimane indietro rispetto alla rivelazione del tuo amore.
Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci che la gioia del ritorno, la gioia della conversione, non è solo per i giorni della Quaresima, perché ogni giorno è dato perché tutti possiamo tornare a te.
Marana Tha, vieni Signore Gesù e insegnaci ad essere sentinelle. Se noi non vivremo la nostra identità di persone che attendono, nemmeno altre potranno capire il senso di questa attesa alla quale tutti siamo chiamati. Ricordaci, Signore, il dovere che la nostra testimonianza sempre assume.
Marana Tha, vieni Signore Gesù!
Provocazioni dalla Parola
- Come intendo essere sentinella per gli altri?
- Quale gesto di conversione posso attuare?
- Quale misericordia chiedo per la mia vita e quale misericordia esprimo per gli altri?