Settimana della 2° domenica dopo il martirio – sabato
Introduzione
Concludiamo la ricchissima settimana che abbiamo vissuto dal punto di vista spirituale con questi testi biblici che potremmo considerare il giusto coronamento della spiritualità di questi giorni perché tutti e tre i testi contengono un richiamo all’elemosina come forma di carità.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 12, 13-19
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Guàrdati bene dall’offrire i tuoi olocausti in qualunque luogo avrai visto. Offrirai, invece, i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà scelto in una delle tue tribù: là farai quanto ti comando. Ogni volta, però, che ne sentirai desiderio, potrai uccidere animali e mangiarne la carne in tutte le tue città, secondo la benedizione che il Signore ti avrà elargito. Ne potranno mangiare sia l’impuro che il puro, come si fa della carne di gazzella e di cervo. Non ne mangerete, però, il sangue: lo spargerai per terra come acqua. Non potrai mangiare entro le tue città le decime del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, né i primogeniti del tuo bestiame grosso e minuto, né ciò che avrai consacrato per voto, né le tue offerte spontanee, né quello che le tue mani avranno prelevato. Davanti al Signore, tuo Dio, nel luogo che il Signore, tuo Dio, avrà scelto, mangerai tali cose tu, il tuo figlio, la tua figlia, il tuo schiavo, la tua schiava e il levita che abiterà le tue città; gioirai davanti al Signore, tuo Dio, di ogni cosa a cui avrai messo mano. Guàrdati bene, finché vivrai nel tuo paese, dall’abbandonare il levita».
SALMO Sal 95 (96)
Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi. R
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R
EPISTOLA 1Cor 16, 1-4
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, riguardo alla colletta in favore dei santi, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia. Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da parte ciò che è riuscito a risparmiare, perché le collette non si facciano quando verrò. Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme. E se converrà che vada anch’io, essi verranno con me.
VANGELO Lc 12, 32-34
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore».
Deuteronomio
Il primo testo conteneva il richiamo a quella forma di elemosina e di offerta che erano del tutto particolari ma anche fondamentali per il Primo Testamento e, poi, per moltissimi secoli anche nella vita di fede del popolo cristiano, ovvero il riferimento alla decima. La “decima parte” di ogni cosa, ma soprattutto del raccolto come del bestiame, doveva essere data in offerta a Dio, offerta che era anche per il bisogno della comunità. Nel Primo Testamento questa tradizione veniva trasformata in vera e propria legge, con il tentativo di educare a non trattenere tutto per sé, ad essere generosi, a donare agli altri con tutto sé stessi e con grandissimo slancio. Sentendosi benedetto da Dio per quello che la terra produce o per quello che il bestiame dona, l’uomo non trattiene tutto per sé, ma mette a disposizione degli altri almeno la “decima parte” di ogni cosa.
Vangelo
Questa è anche l’educazione ricevuta da Gesù, è il criterio di solidarietà insegnato da ogni pio ebreo alla generazione successiva. Questa è stata la logica che hanno vissuto Maria e Giuseppe e che certamente hanno trasmesso al Signore Gesù. È per questo che Gesù, nel Vangelo, riprende questa tradizione ed aiuta a capire che il cristiano è generoso per natura. È iscritto nel suo dna di credente l’essere capace di interrogarsi e di sovvenire ai bisogni degli altri. Quella che Gesù propone non è più una legge scritta a cui obbedire, ma un desiderio dell’anima. Chi segue il Signore, chi vuole servire la sua Parola, necessariamente deve essere generoso. Senza la generosità che traduce in pratica quel comandamento di solidarietà che è la sintesi della legge antica, non si ha nemmeno la figura del credente. Il cristiano non vive isolato e non vive una fede disincarnata. È per questo che non solo dona, ma dona con gioia.
Corinzi
Ancora più esplicito e ancora più pratico è il consiglio di San Paolo che sembra quasi il consiglio di un buon padre di famiglia o di una massaia. Paolo invita a mettere da parte settimana dopo settimana quello che rimane in sovrappiù per donare agli altri quello che si può onestamente condividere. Con Paolo inizia anche un discorso di comunione tra chiese che non è più solo locale. Il cristiano si fa attento ai bisogni che ci sono nel mondo intero. Vero discepolo del Signore che ha realizzato una fraternità universale, il cristiano si fa attento ai bisogni di qualsiasi chiesa, dal momento che riconosce che tutte le chiese locali sono unite da un vincolo di carità universale che occorre vivere e onorare.
Provocazioni per proseguire il cammino
Siamo così liberi e saggi nel vivere una carità universale?
Forse nel mondo di oggi e nella Chiesa di oggi siamo un po’ più possessivi. Forse stiamo più attenti all’uso del denaro. Forse siamo più “tirchi”. Forse siamo più capaci di mettere il nostro bisogno davanti a quello degli altri… Saranno un po’ tutte queste cose messe insieme, ma a me pare vero il dire che spesso pensiamo più a noi che agli altri. Alla fine dell’estate, quando ormai siamo rientrati nelle occupazioni ordinarie, quando ormai abbiamo esaurito tutto ciò che ci eravamo proposti di fare, non rimane davvero qualcosa per aiutare chi è nella difficoltà? Non rimane nulla da condividere con i bisogni di una comunità? Proviamo a pensarci, per non lasciare che l’esercizio della carità sia solo quello che facciamo in occasione di alcune opere che sono decisamente straordinarie.
Invito alla preghiera
Vi invito a pregare perché ogni cristiano sappia lasciarsi sempre interpellare dai bisogni fattivi della comunità in cui vive e, in generale, dai bisogni degli altri.