Settimana della 3 domenica dopo il martirio – Giovedì
La spiritualità di questo giorno
Sant’Eustorgio I è il santo di cui facciamo memoria. Giustamente diciamo “Primo”, dal momento che sono due i vescovi santi che hanno questo nome. Il che ci mette ancora in comunione con la diffusa santità dei vescovi ambrosiani. Vorrei che oggi iniziassimo la nostra preghiera consapevoli di essere parte di una Chiesa che ha espresso, in tutti i modi possibili e a tutti i livelli possibili, un gusto per la santità non comune. Credo che sapere che siamo anche noi parte di una Chiesa santa, sproni il cammino di ciascuno per vivere qualcosa di questa santità. Noi siamo chiamati alla medesima santità di vita nei nostri giorni e nella nostra società.
La Parola di questo giorno
LETTURA 3Gv 1-8. 13-15
Lettura della terza lettera di san Giovanni apostolo
Io, il Presbìtero, al carissimo Gaio, che amo nella verità. Carissimo, mi auguro che in tutto tu stia bene e sia in buona salute, come sta bene la tua anima. Mi sono molto rallegrato, infatti, quando sono giunti alcuni fratelli e hanno testimoniato che tu, dal modo in cui cammini nella verità, sei veritiero. Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità. Carissimo, tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, benché stranieri. Essi hanno dato testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa; tu farai bene a provvedere loro il necessario per il viaggio in modo degno di Dio. Per il suo nome, infatti, essi sono partiti senza accettare nulla dai pagani. Noi perciò dobbiamo accogliere tali persone per diventare collaboratori della verità. Molte cose avrei da scriverti, ma non voglio farlo con inchiostro e penna. Spero però di vederti presto e parleremo a viva voce. La pace sia con te. Gli amici ti salutano. Saluta gli amici a uno a uno.
SALMO Sal 36 (37)
La verità del Signore sia guida al mio cammino.
Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno. R
Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui.
Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: non ne verrebbe che male;
perché i malvagi saranno eliminati.
I poveri invece avranno in eredità la terra. R
Sono stato fanciullo e ora sono vecchio:
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane;
ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito,
e la sua stirpe sarà benedetta. R
VANGELO Lc 18, 18-23
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.
3 Giovanni
Una lettera che esprime gioia e fiducia. È molto breve la terza lettera di San Giovanni ma densa di contenuti. Anzitutto la gioia per sapere che i fedeli continuano a “camminare nella verità”. In un momento di persecuzione della Chiesa, non è per niente scontato che i fedeli continuino a camminare con perseveranza nella ricerca della Verità di Dio. Giovanni scopre che quello che molti stanno facendo è proprio segno della sua grazia e dono al mondo intero oltre che alla Chiesa tutta. Un invito a partecipare a questa gioia ma anche un invito fatto a tutti perché tutti possano esprimere questo desiderio di cammino in perseveranza e in santità.
Un secondo tema: l’unione, la comunione tra i fedeli che si sostengono in tutto e per tutto, differenziandosi dal mondo pagano. È il tema della carità cristiana, della prossimità cristiana che diventa edificazione di tutta la Chiesa. Nella Chiesa si diffonde uno stile di vita vero e fraterno che diventa, per tutti, occasione di riflessione ma anche di decisione: il comportamento di questi fedeli uniti e concordi viene proposto a tutti come ideale da seguire, come modello da imitare.
Vangelo
Il Vangelo ci mostra l’esatto contrario. L’esempio del giovane ricco è l’esempio di un giovane pur buono, perché ha un suo cammino di fede che lo porta a seguire i comandamenti. Però è anche l’esempio di un ragazzo che non sa aprirsi agli altri, rimane chiuso in sé stesso, non vive la comunione e nemmeno la carità. È un giovane che sta bene nel suo mondo, soprattutto con le sue cose, che non vuole condividere con nessuno. L’esito del suo incontro con il Signore è la tristezza. Per usare i termini della prima lettura potremmo dire che questo giovane non vive l’amore per la Verità di Dio perché, pur avendola incontrata, non si rimette in discussione interiormente. Non solo. Potremmo anche dire che non c’è desiderio di perseveranza. Questo giovane lascia tutto perché teme che gli venga chiesto troppo, considera le esigenze della vocazione cristiana troppo alte rispetto al suo modo di intendere la vita e la fede.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il richiamo è forte anche per noi.
Credo che un po’ tutti assomigliamo a questo giovane ricco. In fondo tutti noi stiamo bene nelle nostre vite, con le nostre cose, con i nostri punti di riferimento e facciamo molta fatica a staccarci da essi. Facciamo tutti molta fatica a condividere le cose che abbiamo e a farle diventare strumento di carità e di comunione. Per contro è vero che offriamo una perseveranza: la nostra stessa presenza e la nostra preghiera ricordano, dicono che noi stiamo vivendo una perseveranza nel cammino cristiano. Siamo un po’ in bilico! In bilico tra qualcosa che ci attira ma che non ci convince fino in fondo! In bilico tra un modo di intendere la fede personale e un richiamo comunitario! Cosa dobbiamo fare? Anzitutto prendiamo coscienza delle esigenze della vocazione cristiana, una coscienza che deve essere forte, perché non è facile vivere la vocazione cristiana nella sua verità. Dunque scontriamoci anche un poco con il nostro modo imperfetto di intendere la chiamata alla perfezione evangelica. Ogni vocazione cristiana è vocazione alla perfezione, perché è vocazione alla santità. In secondo luogo prendiamo coscienza dei richiami che riceviamo, per quanto attiene alla comunione, alla condivisione, alla carità. Non sono pochi i momenti in cui la liturgia ci richiama alla condivisione. Credo che anche in questo inizio di anno pastorale un richiamo alla comunione, anche già in vista della festa patronale della nostra città e della nostra comunità ci faccia bene. Lasciamo che questo richiamo entri in noi e chiediamoci: voglio fare come il giovane ricco e scacciare questo invito alla comunione e alla condivisione, oppure darò consolazione alla Chiesa stessa con il mio modo di vivere la vocazione cristiana e la responsabilità che richiede?