Giovedì 19 settembre

Settimana della 3 domenica dopo il martirio – giovedì 

Introduzione

Oggi non abbiamo santi particolari da ricordare anche se, nella Diocesi di Napoli, è la solennità di San Gennaro al quale alcuni di noi sono devoti. Ci aiuta anche in questo giorno la Parola di Dio che ci è stata rivolta e che rileggiamo nella fede.

La Parola di Dio 

LETTURA Gc 1, 19-27
Lettura della lettera di san Giacomo apostolo

Lo sapete, fratelli miei carissimi: ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira. Infatti l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Perciò liberatevi da ogni impurità e da ogni eccesso di malizia, accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla. Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

SALMO Sal 36 (37)

La verità del Signore sia guida al mio cammino.

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno. R

Sta’ in silenzio davanti al Signore e spera in lui.
Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: non ne verrebbe che male;
perché i malvagi saranno eliminati.
I poveri invece avranno in eredità la terra. R

Sono stato fanciullo e ora sono vecchio:
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane;
ogni giorno egli ha compassione e dà in prestito,
e la sua stirpe sarà benedetta. R

VANGELO Lc 18, 18-23
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Un notabile interrogò il Signore Gesù: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli rispose: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre”». Costui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla giovinezza». Udito ciò, Gesù gli disse: «Una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!». Ma quello, udite queste parole, divenne assai triste perché era molto ricco.

Vangelo

Anche oggi partiamo dal Vangelo. In sintesi direi che la predicazione di Gesù vuole metterci al riparo dal rischio di sentirci già buoni. È il caso di questo giovane che, in effetti, doveva essere buono. Come abbiamo sentito egli vive il rispetto dei comandamenti, quindi potremmo dire che la sua vita è davvero una vita spesa bene. Ovviamente è un giovane che si ritiene buono, perché è un uomo che vive un rispetto formale della legge di Mosè e questo era ciò che era richiesto dal suo tempo nella sua fede. Eppure anche questo ragazzo buono capisce che ci deve essere qualche cosa di più. Capisce che non può essere solo quel rispetto formale della legge ciò che salva l’anima. Ecco il motivo per cui egli si accosta con sincerità al Signore, per chiedere cosa deve fare di più. Il cammino di fede nasce qui. Nasce quando l’amore spinge oltre qualsiasi senso di conformità ad una legge. Il Signore lo sa bene ed è per questo che ha cercato anche con quel giovane, ma in verità in ogni suo incontro, di spingere ad una forma di amore che sapesse sempre superare la prescrizione della legge antica.

Giacomo

Non sappiamo se quel giorno Giacomo fu presente, non sappiamo se udì quelle parole, non sappiamo nemmeno se quell’incontro del Signore si scolpì nella sua memoria di uomo. Sappiamo però che anche Giacomo comprese molto bene la lezione del Signore. Egli capì che la vita deve andare oltre qualsiasi conformismo rituale. Capì che l’osservanza alla parola fatta in modo meccanico, non salva assolutamente l’anima. Fu per questo che egli visse prima e insegnò poi che la fede nasce da una misura di amore. L’amore di uomo che si specchia nell’amore di Dio e che spinge sempre ad andare oltre, giacché l’amore di Dio rimane come un mare terso, nel quale comprendere, in ogni momento della vita, ciò a cui si è chiamati per grazia.

Così anche come Giacomo comprende ed insegna che la fede spinge ad un controllo totale sulla lingua. Ciò che si dice, spesso, non solo è causa di qualche peccato, ma è ciò che rovina le relazioni tra gli uomini, andando così palesemente contro ciò che Dio insegna. Ecco il perché di questa raccomandazione fondamentale anche per noi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Mi pare che questa Parola di Dio sia proprio provocatoria anche per noi. Anche noi, in fondo, ci sentiamo non tanto malvagi. Anche noi – e qualcuno lo dice apertamente – viviamo un rispetto dei comandamenti che è anche formale, ma vero. Anche noi, almeno dei comandamenti che riteniamo principali – non uccidere, non rubare, non nominare invano il nome di Dio, ricordati di santificare le feste, onora il padre e la madre – spesso diciamo di non averli quasi mai infranti, almeno non volontariamente, o non da adulti, o non in modo tale da farci pensare che non rispettiamo la Parola di Dio. Insomma, molti di noi si sentono già abbastanza buoni, sufficientemente buoni. Ben venga che questa Parola ci spinga oltre, non ci faccia rimanere addormentati, ci stia dicendo che la fede è oltre tutto questo, non è mai un essere conformi, in modo banale, ad una legge. La fede è questione di amore. La fede deve sempre spingere oltre, in qualsiasi età della vita e non solo da giovani. Fino a quando ci chiederà di abbandonare le cose di questa vita per immergerci nel tranquillo mare dell’eternità.

Provocazioni dalla Parola

  • Verso quale meta mi sta spingendo la Parola di Dio?
  • Mi sento già abbastanza buono o so di avere ancora molta strada da fare prima di raggiungere la santità?
2024-09-14T13:49:25+02:00