Settimana della quarta domenica di Quaresima – venerdì
Introduzione
Anche questa settimana, per la quarta volta, ci accingiamo a commentare le letture difficili ma piene di significato del Vespero quaresimale del venerdì. Cerchiamo di attingerne l’efficacia profonda mentre diamo una lettura di insieme ai testi sacri che abbiamo ascoltato.
La Parola di Dio
La parola è disponibile nel libretto del vespero
La Parola di Dio
Guardare a Gerusalemme.
Tutte le Scritture di oggi, con toni diversi e in modi differenti, si riferiscono a Gerusalemme. Gerusalemme la città di Dio. Gerusalemme la città del re. Gerusalemme la città della pace. Sono tante le radici delle parole ebraiche che si possono ritrovare nel nome di Gerusalemme. Questa città della pace che non conosce pace. Questa città di Dio che sembra essere sempre lontano da Dio, tanto è martoriata, tanto è attaccata, tanto è al centro di dinamiche che la portano ad essere un luogo della terra dove emerge di tutto, ma dove spesso non è facile trovare la presenza di Dio. Eppure i testi sacri hanno parlato con chiarezza. Israele è invitato a celebrare la Pasqua a Gerusalemme perché è il luogo che Dio stesso si è scelto per celebrare la Pasqua. Il riferimento, come ascoltiamo nelle Scritture del Primo Testamento, è ovviamente al tempio, il luogo per eccellenza dove celebrare la Pasqua ebraica. Sappiamo tutti bene che, nel tempo antico, non esistevano altri luoghi per compiere il sacrificio se non il tempio di Gerusalemme. Ecco perché il sogno di ogni pio ebreo era quello di giungere pellegrino a Gerusalemme. Ecco perché il desiderio più profondo dell’anima era quello di passare il tempo della Pasqua in questa città santa, benedetta da Dio e dagli uomini.
La convinzione principale è quella che ci è stata ricordata dalla seconda lettura: “Dio è misericordioso e pietoso”. Il Dio misericordioso e pietoso si incontra, appunto, in Gerusalemme, perché è il luogo dove si compiono i sacrifici di espiazione, è il luogo dove si chiede e si ottiene il perdono per i propri peccati e per le proprie mancanze. Il sacrificio degli agnelli immolati, che nella Pasqua era esso stesso uno spettacolo da vedere, garantiva a tutti il perdono per qualsiasi colpa commessa nella vita.
O, ancora, ci aiutano le parole della quarta lettura, nella quale il profeta ha ricordato che in Gerusalemme viene effuso uno “spirito di grazia e di consolazione” che è per tutti e al quale si possono abbeverare tutti.
Noi rileggiamo queste Scritture alla luce del senso cristiano della Pasqua e alla luce del compimento che tutte le Scritture hanno in Cristo. È in questa ottica che possiamo rileggerle e che possiamo riviverle. Noi vediamo che Dio sceglie Gerusalemme per vivere la Pasqua del Figlio. Noi sappiamo che è nel sacrificio della Croce che si vive in Gerusalemme che viene ogni bene e ogni benedizione per l’umanità tutta. È dalla Croce che viene il perdono di quei peccati che lava l’uomo da ogni macchia. Soprattutto è alla luce della risurrezione di Cristo, che avviene sempre in Gerusalemme, che noi possiamo dire che la grazia, la pace e la benedizione, giungono a tutti in Cristo Signore. Ecco perché siamo davvero convinti che Gerusalemme è anche per noi città della pace, città abitata da Dio, città dell’incontro tra Dio e gli uomini. Ed è da Gerusalemme che si riversa su di noi benedizione sopra benedizione.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Come guardo a Gerusalemme?
- Come intrecciamo la nostra esperienza di fede con quella che ci viene descritta dai testi biblici?
- Come rileggiamo queste Scritture?
Qualche volta ho l’impressione che non capiamo bene tutto quello che ci viene descritto nei testi biblici. Qualche volta ho l’impressione che leggiamo molti brani della Parola di Dio, ma poi lasciamo che tutto scivoli un poco sopra di noi e non plasmi, invece, il nostro modo di sentire, di vedere, di interpretare le cose. Così non vorrei che Gerusalemme fosse poco più che un simbolo, poco più che un nome, poco più che un modo di dire…
Impariamo ad amare Gerusalemme, città dove si cela e dove si rivela la presenza di Dio. Il fatto che Gerusalemme sia la città sacra dei tre grandi monoteismi della storia, ci dice che davvero lì c’è una presenza di Dio che altrove non c’è.
Impariamo a capire che in essa la presenza di Cristo è stata centrale e dominante. Impariamo a capire i fatti della vita di Cristo che si sono svolti in essa e capiremo anche perché lo stesso Signore Gesù l’ha amata così tanto, l’ha sentita così tanto la “sua” città.
Avvicinandosi la Pasqua, impariamo anche a capire che la remissione dei peccati, la consolazione, la pace vengono a noi proprio dagli eventi che si realizzarono in quella città. Il Signore ci colmi della sua pace, il Signore ci doni la sua presenza, il Signore ci attiri verso la Gerusalemme celeste dove ha fissato la nostra pace, la nostra benedizione, la nostra consolazione.
Perchè la Parola dimori in noi
- Come guardo a Gerusalemme?
- Cosa rappresenta per me la città del gran re?