Martedì 20 agosto

Settimana della 13° domenica dopo Pentecoste – martedì 

La spiritualità di questa settimana

Anche oggi possiamo rileggere le due Scritture, apparentemente così diverse, cercando una lettura comune a partire dal Vangelo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ne 10, 29 – 11, 2
Lettura del libro di Neemia

In quei giorni. Il resto del popolo, i sacerdoti, i leviti, i portieri, i cantori, gli oblati e quanti si erano separati dai popoli di terre straniere per aderire alla legge di Dio, le loro mogli, i loro figli e le loro figlie, quanti potevano intendere, si unirono ai loro fratelli più ragguardevoli e fecero un patto e un giuramento di camminare nella legge di Dio, data per mezzo di Mosè, servo di Dio, promettendo di osservare e mettere in pratica tutti i comandi del Signore, il Signore nostro, le sue norme e le sue leggi. E così non daremo le nostre figlie ai popoli della regione e non prenderemo le loro figlie per i nostri figli. [ Dai popoli della regione, che portano le mercanzie e ogni genere di grano in giorno di sabato per venderli, non faremo acquisti di sabato o in un giorno santo. Lasceremo in riposo la terra ogni settimo anno e condoneremo ogni debito. Ci siamo imposti per legge di dare ogni anno il terzo di un siclo per il servizio del tempio del nostro Dio: per i pani dell’offerta, per l’oblazione perenne, per l’olocausto perenne, nei sabati, nei noviluni, nelle feste, per le cose sacre, per i sacrifici per il peccato in vista dell’espiazione in favore d’Israele, e per ogni attività del tempio del nostro Dio. Sacerdoti, leviti e popolo, abbiamo tirato a sorte per l’offerta della legna da portare al tempio del nostro Dio, secondo i nostri casati, a tempi fissi, anno per anno, per bruciarla sull’altare del Signore, nostro Dio, come sta scritto nella legge, e per portare ogni anno al tempio del Signore le primizie del nostro suolo e le primizie di ogni frutto di qualunque pianta, come anche i primogeniti dei nostri figli e del nostro bestiame, secondo quanto sta scritto nella legge, e i primi parti del nostro bestiame grosso e minuto, per portarli al tempio del nostro Dio e ai sacerdoti che prestano servizio nel tempio del nostro Dio. Porteremo ai sacerdoti nelle stanze del tempio del nostro Dio le primizie della nostra farina, le nostre offerte, i frutti di qualunque albero, il vino e l’olio, e porteremo la decima del nostro suolo ai leviti. I leviti stessi preleveranno le decime in tutte le città del nostro lavoro. Un sacerdote, figlio di Aronne, sarà con i leviti quando i leviti preleveranno le decime e i leviti porteranno la decima della decima al tempio del nostro Dio nelle stanze del tesoro, perché in quelle stanze i figli d’Israele e i figli di Levi devono portare l’offerta prelevata sul frumento, sul vino e sull’olio; in quel luogo stanno gli utensili del santuario, i sacerdoti che prestano il servizio, i portieri e i cantori. Non trascureremo il tempio del nostro Dio.] I capi del popolo si stabilirono a Gerusalemme; il resto del popolo tirò a sorte per far venire uno su dieci ad abitare a Gerusalemme, la città santa, e nove nelle altre città. Il popolo benedisse quanti si erano offerti spontaneamente per abitare a Gerusalemme.

SALMO Sal 101 (102)

Un popolo nuovo darà lode al Signore.

Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido di aiuto.
Non nascondermi il tuo volto
nel giorno in cui sono nell’angoscia.
Tendi verso di me l’orecchio,
quando t’invoco, presto, rispondimi! R

Ti alzerai e avrai compassione di Sion:
è tempo di averne pietà, l’ora è venuta!
Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua polvere. R

Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
perché si proclami in Sion il nome del Signore
e la sua lode in Gerusalemme. R

VANGELO Lc 13, 18-21
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Vangelo

Il Vangelo ci ha descritto la fede, ovvero il rapporto con Dio, come qualcosa che deve crescere, deve aumentare. Così è la dinamica di crescita di un seme: dapprima germoglia, poi si irrobustisce fino a diventare anche una pianta di dimensioni considerevoli, capace di donare ristoro e rinfresco a molti altri animali. Oppure, come sa bene ogni massaia, quando si mette il lievito nella pasta, dopo averla lavorata si attende che essa aumenti il suo volume, si accresca, prima di portare a compimento l’opera di preparazione che si sta eseguendo. Piccoli paragoni, piccoli modi di dire, per far capire che il rapporto con Dio è chiamato a crescere. Dovrebbe essere cura dell’uomo far crescere la propria fede. La cura per Dio e per le cose di Dio è il miglior tempo dell’uomo.

Neemia

Lo diceva molto bene la prima lettura. Ieri abbiamo detto che, spesso, il popolo di Israele appare ripiegato su sé stesso. La lettura di oggi ci dice che, in molti momenti della sua storia, il popolo di Dio ha saputo guardare oltre, ha saputo aprirsi alla presenza di Dio, ha saputo alzare lo sguardo. Quando questo è accaduto è nato un nuovo rapporto con Dio, più forte, più costante, più intenso. Ecco perché, come ci ricordava Neemia, il tempo che visse fu il tempo di un ritorno a Dio scegliendo nuovamente la pratica religiosa, la pratica liturgica. La cura per le feste, la cura per i riti, la cura per le date del calendario come giorni di Dio, sono state l’occasione per rileggere anche il proprio rapporto filiale. Neemia mette una cura straordinaria perché le leggi dei padri siano messe in piena attuazione. Non è solo rigore, non è solo precisione maniacale, è un modo per attestare che la fede è realmente una dimensione di vita che è ritenuta fondamentale. La cura per le cose di Dio, infatti, può nascere solo quando uno le ritiene fondamentali per il proprio percorso.

Per noi e per il nostro cammino di fede

L’immagine evangelica provoca anche noi, non meno della prima lettura. L’invito è per tutti noi, perché ciascuno di noi diventi capace di curare la sua fede. L’invito è per ciascuno di noi, perché tutti diventiamo quasi “gelosi” delle cose di Dio, cioè attenti a viverle bene, attenti a curarle bene. In effetti credo che non tutti noi viviamo questa parola. Far crescere la fede, approfondirne i contenuti, essere appassionati per la liturgia o per qualche altra espressione di fede, dovrebbe essere, invece, il primo interesse di ciascuno di noi. Consapevoli che, quando non la coltiviamo, la fede si affievolisce e, al limite, si spegne, tutti noi dovremmo mettere cura, attenzione, rispetto per tutte le cose della fede, evitando di prendere sottogamba quelle realtà che, magari consideriamo anche minime, e che, tuttavia, dicono molto di noi e del nostro modo di viverla.

Arrivati quasi alla fine dell’estate, che, per definizione, è un po’ il momento dell’anno nel quale facciamo meno fatica per qualsiasi cosa e ci dedichiamo molti momenti di stacco e di riposo, chiediamoci cosa abbiamo fatto per vivere bene la fede. Chiediamoci, magari anche mentre ci siamo presi cura del corpo, del riposo, dei ritmi più normali della vita, cosa abbiamo fatto per il nostro spirito, giungendo a vedere se il tempo estivo è, per noi tutti, tempo utile per ricostruire un poco la storia della nostra anima, alla quale dedichiamo sempre così poco tempo!

Oggi, poi, vogliamo celebrare la memoria di San Bernardo. Lo faremo anche con la festa che è trasportata all’inizio di settembre, proprio a motivo di chi è via dalla città. San Bernardo ha insegnato a prendersi cura dei tempi dell’anima, dei diversi momenti che la storia di un’anima ci fa vivere. Chiediamo a lui illuminazione interiore e consiglio, perché sappiamo imparare a donare attenzione alla realtà più importante della nostra vita.

Qualche provocazione

  • Quale tempo ho dedicato al mio spirito in questa estate?
  • Penso di vivere responsabilmente la cura della mia anima?
2024-08-17T12:03:51+02:00