Sabato 21 febbraio

Settimana dell’ultima domenica dopo l’Epifania – Sabato

La spiritualità di questo giorno

Chiudiamo con questa celebrazione e con questa Parola di Dio, il tempo dopo l’Epifania, ma anche il ciclo legato al mistero dell’Incarnazione. Dalle Messe di stasera comincia la Quaresima e apriremo il grande libro del Mistero della Pasqua del Signore, dapprima nella sua preparazione, la Quaresima, e dopo in quello della Pasqua per approfondire la risurrezione di Cristo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 30, 34-38
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Procùrati balsami: storace, ònice, gàlbano e incenso puro: il tutto in parti uguali. Farai con essi un profumo da bruciare, una composizione aromatica secondo l’arte del profumiere, salata, pura e santa. Ne pesterai un poco riducendola in polvere minuta e ne metterai davanti alla Testimonianza, nella tenda del convegno, dove io ti darò convegno. Cosa santissima sarà da voi ritenuta. Non farete per vostro uso alcun profumo di composizione simile a quello che devi fare: lo riterrai una cosa santa in onore del Signore. Chi ne farà di simile, per sentirne il profumo, sia eliminato dal suo popolo».

SALMO Sal 96 (97)

Tu sei l’Altissimo su tutta la terra.

Si vergognino tutti gli adoratori di statue
e chi si vanta del nulla degli idoli.
A lui si prostrino tutti gli dèi!
Ascolti Sion e ne gioisca,
esultino i villaggi di Giuda
a causa dei tuoi giudizi, Signore. R

Perché tu, Signore,
sei l’Altissimo su tutta la terra,
eccelso su tutti gli dèi.
Odiate il male, voi che amate il Signore:
egli custodisce la vita dei suoi fedeli,
li libererà dalle mani dei malvagi. R

Una luce è spuntata per il giusto,
una gioia per i retti di cuore.
Gioite, giusti, nel Signore,
della sua santità celebrate il ricordo. R

EPISTOLA 2Cor 2, 14-16a
Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, siano rese grazie a Dio, il quale sempre ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde ovunque per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza! Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo per quelli che si salvano e per quelli che si perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita.

VANGELO Lc 1, 5-17
Lettura del Vangelo secondo Luca

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

Esodo

Il tema sarebbe quasi trascurabile, se non fosse per la rilettura che ne nasce in epoca cristiana. Infatti, come avete sentito, si parlava dei profumi che dovevano essere offerti a Dio. Certo capiamo subito il rito dell’incenso, molto caro ad Israele e per il quale occorreva una preparazione non di poco conto, tanto che esisteva proprio questa arte e che c’erano nel tempio persone che si dedicavano a questo. La cosa che metterei in luce è che per Dio si devono riservare fragranze che non sono utilizzate in nessun ambito di vita. Come dire: per Dio il meglio e solo per Lui deve essere riservato questo meglio.

Vangelo

A riprova di tutto questo, ecco il Vangelo, con Zaccaria che ci viene mostrato proprio mentre svolge questa funzione e mentre utilizza l’incenso odoroso come momento di preghiera. Quello del rito dell’incenso era un momento fondamentale del culto, un momento fondamentale della ritualità di Gerusalemme e c’erano sacerdoti riservati per questo, dedicati a questo, secondo una precisa turnazione e secondo un preciso rituale.

Corinzi

Queste cose, dicevo, potrebbero anche non interessarci se non fosse per la rilettura che San Paolo fa di questi testi. Ecco, allora, il tema fondamentale della lettera di Paolo che ci ricorda che il cristiano è chiamato a diffondere il buon profumo di Cristo nel mondo. Conta il segno: l’incenso è segno della preghiera che si innalza a Dio, ma conta maggiormente la realtà di vita del cristiano che è chiamato a dire, con il suo modo di operare, con quello che di bene sa fare, che c’è una chiamata verso Dio di cui occorre rendersi interpreti, facendo il bene che si può. È il bene che si fa nel nome di Dio, è lo spirito della fede celebrata con intensità ad essere buon profumo per il mondo, ad essere aroma che si spande e che genera interesse, vicinanza, attenzione. Il tema della ritualità di Israele lascia quindi spazio alla rilettura spirituale di un gesto caro alla liturgia, ma anche in grado di parlare all’uomo di tutti i tempi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Siamo, dunque, alle soglie dell’inizio della Quaresima. Credo che sia bello rileggere questo tema per noi personalmente, anzitutto per dare valore ai gesti della fede. Anche noi usiamo l’incenso, anche noi utilizziamo questo segno della preghiera per dire che eleviamo a Dio la nostra orazione, la nostra mente, in generale il nostro essere, per ottenere da lui illuminazione sulle cose della vita e, più ancora, per essere in comunione con Lui.

Direi che, poi, siamo chiamati anche a vivere bene la Quaresima che ci sta davanti, perché sia tutto un tempo che profuma di fede, un tempo che profuma di Cristo. Credo che, per chi ha fede, il tempo che ci sta davanti, sia il tempo fondamentale dell’anno liturgico. Ecco perché abbiamo bisogno di viverlo con intensità, con fortezza interiore, con spirito di decisione. Senza queste cose si rischia di vivere ogni tempo come se fosse uguale ad un altro, senza percepire la bellezza della spiritualità che ogni tempo porta con sé. Soprattutto, nel tempo di Quaresima che inizia, il nostro incenso odoroso deve essere quello della preghiera, la nostra offerta personale gradita a Dio deve essere quella della meditazione, il nostro coinvolgimento nelle cose della fede deve essere ciò che “commuove”, per così dire, anche Dio.

Lasciamoci attirare tutti in questo spirito di fede che si rinnova e chiediamo al Signore una grande forza per seguirlo nei giorni del silenzio, nei giorni della passione, per poi essere anche associati alla gloria della sua risurrezione.

Buona Quaresima!

2026-02-14T08:34:21+01:00