Settimana della 3° domenica dopo il martirio – venerdì – San Maurizio, patrono della comunità pastorale e della città di Cassano Magnago
La Parola di questo giorno
LETTURA 2Pt 1, 1-11
Lettura della seconda lettera di san Pietro apostolo
Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro ai quali il nostro Dio e salvatore Gesù Cristo, nella sua giustizia, ha dato il medesimo e prezioso dono della fede: grazia e pace siano concesse a voi in abbondanza mediante la conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro. La sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie alla conoscenza di colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria. Con questo egli ci ha donato i beni grandissimi e preziosi a noi promessi, affinché per loro mezzo diventiate partecipi della natura divina, sfuggendo alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza. Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità. Questi doni, presenti in voi e fatti crescere, non vi lasceranno inoperosi e senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. Chi invece non li possiede è cieco, incapace di vedere e di ricordare che è stato purificato dai suoi antichi peccati. Quindi, fratelli, cercate di rendere sempre più salda la vostra chiamata e la scelta che Dio ha fatto di voi. Se farete questo non cadrete mai. Così infatti vi sarà ampiamente aperto l’ingresso nel regno eterno del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo.
SALMO Sal 62 (63)
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode. R
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R
Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R
VANGELO Lc 18, 24-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Quando il Signore Gesù vide il notabile ricco così triste, disse: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. È più facile infatti per un cammello passare per la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio!». Quelli che ascoltavano dissero: «E chi può essere salvato?». Rispose: «Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio».
Vangelo
Per questa festa di San Maurizio il Vangelo ci fa leggere la seconda parte del brano del giovane ricco. Non abbiamo letto la prima perché la festa di San Matteo ci ha fatto leggere il brano della sua vocazione. Tutti conosciamo però la storia di questo giovane che va dal Signore per chiedergli, in fondo, di discernere con lui sulla sua vocazione, salvo poi ritirarsi a motivo dei suoi beni. Cosa che fa dire a Pietro che, forse, è “impossibile per chi ha molti beni” seguirlo. Ovviamente il riferimento non è solo ai beni temporali, ma anche a tutta quelle serie di cose alle quali uno può essere molto attaccato. Gesù risponde, ricordando a ciascuno che la vocazione, così come il discernimento e l’attuazione della volontà di Dio, non sono mai, per nessuno, né un mistero né una impossibilità.
2 Petri
Così come possiamo ricavare anche dalla seconda lettera di Pietro che abbiamo letto come lettura. Diceva San Pietro: “Pietro a coloro ai quali il nostro Dio e salvatore Gesù Cristo, nella sua giustizia, ha dato il medesimo e prezioso dono della fede”. San Pietro ha la consapevolezza di scrivere ad un gruppo di fedeli che condivide con lui il dono preziosissimo della fede. Questo non solo gli basta, ma lo dispone già a vivere con loro una vera comunione: la comunione che nasce dalla consapevolezza che ciascuno ha il suo posto nella mente di Dio e nel piano della storia della salvezza.
“La conoscenza di Dio ci ha dato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente”. San Pietro si rivolge poi così ai suoi uditori, che oggi siamo noi. Noi possediamo già tutto quello che ci è necessario per fare della nostra vita un vero cammino di santità. Mi pare che questa espressione sia bellissima e molto utile per tutti noi. Noi sappiamo bene che Dio, nel suo amore, ci vuole santi. Nel sapere questo, dobbiamo anche ricordare che Dio ci dona tutto quello che è necessario per raggiungere questa santità di vita. La santità della vita comincia proprio dalla coscienza che noi abbiamo di Dio, ovvero da quel dono della fede che Dio stesso ha acceso nei cuori grazie alla testimonianza che ci è stata data da tutti coloro che ci sono stati vicini e che Dio ha reso, per noi, compagni di viaggio. “Per questo mettete ogni impegno per la via delle virtù”. Se la coscienza del mistero che ci ha chiamato è necessaria e sufficiente per farci iniziare il cammino della santificazione, è però anche vero che noi non potremo portare avanti questo cammino se non attraverso tutte quelle virtù che ci sono necessarie per vivere bene il cammino di fede. Queste virtù sono le solite: la prudenza, la costanza, la temperanza, la carità… è attraverso queste virtù che ci si allena per vivere bene quel cammino di fede che diventa, per tutti noi, occasione di santificazione costante.
Provocazioni di fede per il cammino
Vorrei che tutti guardassimo insieme al cammino di San Maurizio. Forse anch’egli avrebbe potuto dire che sarebbe stato impossibile per lui diventare santo, essere guida di un gruppo di santi, diventare, addirittura, patrono di gruppi di fedeli che, nel corso della storia, si sarebbero richiamati al suo esempio e alla sua costanza. Eppure San Maurizio ce l’ha fatta! Come è diventato Santo San Maurizio? Discernendo sulla volontà di Dio che, ogni giorno, ha cercato con pazienza e con amore.
Rinunciando ai suoi beni, anzitutto ad una vita “sua”. Maurizio ha fatto della sua vita un dono, anche nel suo modo di vivere la carriera militare, nella costante donazione e nell’interesse per i suoi uomini, divenuti fratelli anche nella fede. San Maurizio non ha esitato, nel momento supremo della sua vita, a non temere nemmeno il martirio e a farsi portavoce di tutto quel gruppo numeroso di uomini che lo hanno seguito per testimoniare la fede. In questo noi vediamo il segno di una vita perfettamente riuscita, una vita perfettamente conforme a quella del Maestro che lo aveva chiamato alla sequela.
San Maurizio ha reso santo il suo cammino perché è stato capace di pensare a quelli che Dio aveva chiamato al medesimo cammino, a tutti coloro che erano divenuti cristiani anche grazie al suo esempio e alla sua parola. San Maurizio, come Pietro, ha pensato che i suoi compagni erano uomini graziati, uomini ai quali Dio aveva rivelato qualcosa del suo mistero, uomini per i quali valeva la pena dare la vita, perché anche altri uomini, quelli che sarebbero stati confortati dal suo esempio, potessero crescere nella grazia della medesima fede.
San Maurizio è diventato santo perché si è impegnato nella via di quelle virtù che, da sempre, sono il cuore della vita cristiana e il cuore del cammino di chi vuole rendersi discepolo fedele di Cristo. Così San Maurizio ha preteso anche dai suoi uomini e compagni d’armi. Ha chiesto loro di non essere solo soldati valorosi, ma cristiani ferventi. Uomini che, insieme con il loro primo maestro e testimone, hanno accettato di vivere la vita con amore e per il bene di tutti.
Invito alla preghiera
Vi invito allora a pregare il Santo patrono, perché noi tutti, anche come città, anche come cristiani di una comunità unita e che si appresta a festeggiare il suo 15° anno di vita, sappiamo costantemente fare discernimento della volontà di Dio. Credo che questa sia la verità più bella che possiamo mettere al centro della nostra preghiera. Noi compiamo 15 anni di vita e ci dobbiamo continuamente chiedere cosa adesso il Signore chieda a noi. Chiediamo al Santo che ci è stato dato come patrono di saper fare quei passi che sono voluti da Dio per vivere bene questa novità di vita e questa realtà della fede.
Chiediamo al nostro patrono di saperci tutti incamminare sulla via delle virtù, anche per fare in modo che ci sia davvero attenzione a quel cammino comune che deve diventare, per tutti, occasione di cammino alla luce di quel bene che sappiamo fare.
Chiediamo al Signore di non pensare mai che sia impossibile tutto ciò che la fede ci suggerisce. Chiediamo di non temere le asperità del cammino, perché sappiamo che, in esse, ci sosterrà il Signore.
Chiediamo anche di essere coerenti con la nostra vita così che, se anche ci dovesse essere chiesto il martirio, possiamo accoglierlo come una grazia, come una benedizione di Dio, come un’occasione per rendere la nostra vita coerente con quella di chi, nella storia, ha sostenuto il medesimo passo di vita che, cristianamente, è un successo.
San Maurizio, che veglia sul cammino della nostra comunità, interceda per noi e ci doni di ottenere questi beni spirituali.