Settimana della dedicazione – Mercoledì
La spiritualità di questo giorno
La grande figura di San Giovanni Paolo II è di richiamo per tutti. Noi tutti lo ricordiamo, lo abbiamo visto, lo abbiamo sentito. Per questo la sua testimonianza è più che mai iscritta nei nostri cuori e nelle nostre menti. È per questo che oggi vogliamo rileggere questa Parola di Dio che si addice perfettamente alla sua figura e diventa per noi tutti motivo per ripensare alla sua opera.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 1, 10; 2, 12-17
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Nel giorno del Signore udii una voce potente che diceva: «All’angelo della Chiesa che è a Pèrgamo scrivi: “Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli. So che abiti dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa, il mio fedele testimone, fu messo a morte nella vostra città, dimora di Satana. Ma ho da rimproverarti alcune cose: presso di te hai seguaci della dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d’Israele, spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla prostituzione. Così pure, tu hai di quelli che seguono la dottrina dei nicolaìti. Convèrtiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi lo riceve”».
SALMO Sal 16 (17)
Signore, veri e giusti sono i tuoi giudizi.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno. R
Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia. R
Seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno. R
VANGELO Mc 6, 7-13
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Il Signore Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
Vangelo
La missione dei dodici è un punto di riferimento per qualsiasi missione ecclesiale. Noi leggiamo questo Vangelo non solo per capire cosa avvenne agli inizi. Non è gusto storico quello che ci guida. Il Vangelo ci sta dicendo come deve essere ogni missione, in qualsiasi tempo, in qualsiasi luogo. Credo che questo Vangelo ci ricordi che la Chiesa non guarda mai ai suoi mezzi: accetta la povertà come forma della sua missione. La Chiesa non si ferma mai alla considerazione di quanti la compongono: sa che c’è una sproporzione fondamentale tra il numero dei suoi membri e la missione di evangelizzare tutto il mondo. La Chiesa sa una cosa sola: c’è uno stile missionario, c’è uno stile di condivisione che, sempre, in ogni tempo, deve coinvolgere tutti. Quello che si riesce a fare dipende più da ciò che Dio permette che accada che dalle grandi risorse o dai grandi numeri che la Chiesa può vantare. La Chiesa è opera di Dio, ci sta dicendo il Vangelo. Tutto il resto, tutto quello che l’uomo può fare è importante, perché Dio si serve degli uomini per rivelarsi, ma viene dopo.
Apocalisse
Realtà che ritroviamo nella Chiesa di Pergamo. Una piccola Chiesa, una minoranza, se vogliamo. Eppure questo insieme di credenti ha avuto una forza straordinaria. Forza grande nel sostenere la persecuzione, forza grande nel sostenere la lotta di chi ha difeso la vera fede contro coloro che vorrebbero adeguare la dottrina al proprio modo di vivere. Una Chiesa che non ha temuto di essere messa alla prova e che, solo, deve ritrovare continuamente la forza di sostenere una missione che certamente è spropositata. Ma, appunto, la sua forza non sta nella grandezza dei suoi membri, nel loro numero, nella singolarità di quello che sanno fare. La forza di questa Chiesa deve stare solo in Dio, che deve essere amato e cercato da tutti. Solo così si renderà più forte la testimonianza del tempo presente e solo così si potrà capire che si è tutti chiamati ad una vita nuova in Cristo che vigila sul cammino di tutti.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Che cosa era la Polonia del secolo scorso? Su quali mezzi poteva contare la Chiesa? Certo, era un popolo molto numeroso, non si può dire di no! Ma un popolo anche poco formato, un popolo che doveva spesso nascondersi nel professare la sua fede. Un popolo isolato. Giovanni Paolo II matura la sua vocazione e fa nascere la sua missione in questo contesto. È in una Chiesa povera di mezzi ma ricca di fede, povera di strategie ma ricca di opere buone che matura l’idea di essere alla sequela di Cristo, di mettersi al suo servizio, di mettersi alla sequela della Parola e dell’esempio dei santi. Così che poi, un giorno, quando toccherà lui fare da guida alla Chiesa universale, potrà dire ed insegnare che conta solo la fede genuina per Dio, solo l’affetto appassionato e semplice per Maria, la fiducia nella Divina Provvidenza… sono gli insegnamenti che tutti ricordiamo, che tutti abbiamo sentito e che sono stati un modo per tradurre nel tempo presente quello che il Vangelo dice per ogni tempo e per ogni epoca. Giovanni Paolo II ha vissuto sulla sua pelle la persecuzione, l’esser messo ai margini ed ha stretto legami di solidarietà con quella parte di Chiesa che, nel corso del suo pontificato, è stata messa alla prova. La “mappa” dei suoi martiri, la volontà espressa nell’indicare alcune vie di santificazione, ha fatto ampiamente percepire a tutti che solo passando da questa via si arriva a Dio. Noi abbiamo visto quest’uomo sempre e costantemente rivolto a Dio. Non mancavano le cose da fare, a cui il Papa non si è sottratto. Eppure la sua mente e soprattutto il suo cuore erano fissi in Dio. Potremmo dire che Giovanni Paolo II ha avuto lo sguardo di un contemplativo, di un mistico e la forza di un missionario.
Tocca noi imparare da questa lezione. Tocca noi avere non solo il ricordo di un uomo certamente straordinario, ma cercare di attuare, per quello che ci è possibile, quello che lui stesso ha fatto.
Come la Chiesa di Pergamo, chiediamo al Signore la forza di una testimonianza che sappia sempre rinnovarsi. Chiediamo la forza di un amore inesauribile che ci renda, davvero e sempre più, testimoni del suo amore in mezzo a tutti gli uomini.