Settimana della 3 domenica di Pasqua – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Le due paure dei discepoli.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 9, 1-9
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato, uomini e donne, appartenenti a questa Via. E avvenne che, mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! Ma tu àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo nessuno. Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. Per tre giorni rimase cieco e non prese né cibo né bevanda.
SALMO Sal 26 (27)
Tu sei la mia luce e la mia salvezza, Signore.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R
Quando mi assalgono i malvagi
per divorarmi la carne,
sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere. R
E ora rialzo la testa
sui nemici che mi circondano.
Immolerò nella sua tenda sacrifici di vittoria,
inni di gioia canterò al Signore. R
VANGELO Gv 6, 16-21
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Venuta la sera, i suoi discepoli scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao. Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento. Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!». Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.
Vangelo
La prima paura è quella dei discepoli sul lago. Essi hanno appena ricevuto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Potremmo dire che dovrebbero essere tutti in una situazione di relativa tranquillità. Gesù è stato con loro, ha parlato loro, si è mostrato benevolo con quel miracolo che ha sfamato tante persone. Cosa c’è da temere? Eppure ecco che il Vangelo registra una paura proprio nel vederlo. Certamente, vedendolo camminare sulle acque, si saranno chiesti come fosse possibile anche quel prodigio. Certamente si saranno domandati cosa sarebbe potuto succedere, ormai con il buio che avanzava, a loro in navigazione sul lago. Gesù interviene proprio per tranquillizzarli. Dice semplicemente: “Sono io”. Possiamo immaginare che abbia detto queste parole con quel tono di tranquillità e di familiarità che i discepoli conoscevano bene. È a questo punto che i discepoli si tranquillizzano, tanto che “vollero prenderlo sulla barca”, cioè desiderano che Gesù stia con loro. La sua presenza fisica, la sua presenza sulla barca diventa, per tutti, occasione di gioia, di pace, di tranquillità. La paura passa, cessa proprio per la presenza del Signore.
Atti
Di tutt’altra paura ci parla la pagina degli Atti degli Apostoli. Anzi, propriamente le paure sono due. C’è la prima paura, che è quella che incute San Paolo. Si sa chi è, si sa come agisce, cosa fa. Ad avere paura sono i primissimi membri della comunità cristiana, coloro che temono la sua venuta dal momento che non sanno bene come potrà andare a finire la sua presenza. Tutti si aspettano il peggio: l’arresto, forse la tortura, forse la morte. C’è tensione grande perché la voce del suo imminente arrivo a Damasco si sta diffondendo.
Poi c’è l’altra paura, quella che prova Paolo. Paolo che si trova a terra, Paolo che si trova disarcionato dal suo cavallo. Il fiero persecutore, l’uomo sempre sicuro di sé che, invece, si trova solo, abbandonato, cieco, non più padrone della situazione. È proprio questo che lo spaventa. Un uomo che era sempre capace di padroneggiare le situazioni, si trova d’improvviso a subire una situazione di cui non capisce nulla. Anzi, la cecità che lo colpisce lo rende ancora più pauroso. Ma è soprattutto il nome che gli viene rivelato a terrorizzarlo. “Quel Gesù che tu perseguiti!”. C’è da immaginare che il tono del Signore non sia stato tanto quello del rimprovero, ma quello di chi intende riavvicinare un figlio. Non il tono di chi intende mettere paura, ma la voce di chi intende rivelarsi anche a chi, fino a ora, lo ha combattuto.
Paolo dev’essere stato terrorizzato, però, da tutto quell’evento, tanto da farne più volte memoria nelle sue predicazioni e nei suoi scritti, anche se lo ricorderà poi come l’evento di grazia che ha salvato e cambiato del tutto la sua vita.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Quante volte anche noi abbiamo paura di Dio! Quante volte anche noi non percepiamo la bontà del suo sguardo, la dolcezza della sua voce, la nobiltà della sua presenza, la dolcezza dei suoi richiami. Quante volte anche noi ci immaginiamo un Dio che minaccia, che interviene con voce grossa, che castiga, che rimprovera, che allontana. Quante volte anche noi abbiamo paura di Dio! Certo credo che se anche noi potessimo fare fisicamente l’esperienza che hanno fatto i discepoli, ne usciremmo del tutto terrorizzati! Se anche noi vedessimo il Signore in persona venire verso di noi, non credo che ci disporremmo all’abbraccio di accoglienza, ma, piuttosto, credo che ci invaderebbe la paura. Certo è una cosa umana! Eppure, noi siamo destinati a questo! Siamo destinati ad un incontro reale con Gesù e, in Lui, con il Padre. Noi siamo destinati a vedere il volto di Dio, noi siamo chiamati a vedere Gesù Cristo, noi siamo in cammino verso questa speranza beata. Ecco perché deve continuare, ora, il cammino della ricerca. Ecco perché deve continuare, ora, il desiderio di vedere il suo volto, che è il desiderio di tutti gli oranti della Bibbia, come tanti salmi ci dicono e ci ricordano.
Chiediamo, oggi, questo dono e questa grazia, per essere davvero, un giorno, destinati a quella visione di gloria e di pace che sarà il centro e il cuore della vita eterna.