Lunedì 24 aprile

Settimana della 3 domenica di Pasqua- lunedì 

La spiritualità di questo giorno

Credere nella risurrezione.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 5, 27-33
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Il comandante con gli inservienti condussero gli apostoli e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo». Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono». All’udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.

SALMO Sal 33 (34)

Sei tu, Signore, la forza dei deboli.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce. R

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore. R

VANGELO Gv 5, 19-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù riprese a parlare e disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

Vangelo

Credere nella risurrezione è difficile. Lo sappiamo tutti. Gesù ha predicato più volte su questo tema, ritornando più o meno sugli stessi concetti che possono aiutare l’uomo a riflettere in modo personale e vero sulla fine della vita, sulla morte, sulla risurrezione della carne, verità che noi professiamo nel Credo. Cosa dice Gesù?

Anzitutto il punto di partenza del Signore è sempre il Padre, che è l’origine della vita e che dona la vita ad ogni cosa. Gesù sa guardare con uno sguardo di vera contemplazione al Padre che è il creatore di tutto e sa ringraziare il Padre per il dono della vita impresso in ogni cosa.

Questo sguardo di contemplazione è lo sguardo con cui Gesù guarda a sé stesso e al suo ministero. Gesù ringrazia il Padre per il dono della sua incarnazione e per la rivelazione della verità di Dio agli uomini.

Poiché Dio è il Dio della vita, è il Dio che ama, è il Dio che dona la vita agli uomini, Gesù invita ciascuno a guardare alla propria vita come ad un dono. Un dono che ha una duplice dimensione. Quella del tempo, quella che sperimentiamo, che è quella più facile da capire! È la vita alla quale tutti siamo affezionati e per la quale noi credenti ringraziamo Dio, autore di ogni vita, compresa la nostra. C’è però anche l’altra dimensione, quella della vita eterna, che è partecipazione della vita di Dio. Gesù presenta così la risurrezione, con questi termini semplici, in questo modo semplice. La vita eterna altro non è che la partecipazione alla vita in Dio attraverso di Lui. È così che Gesù ci educa a non fermarci a questo orizzonte terreno, all’orizzonte del visibile, come orizzonte unico. Gesù ci invita ad andare oltre, fidandoci di Lui, della sua Parola, della sua Risurrezione. Esattamente come stiamo facendo in questo tempo liturgico che ci fa mettere al centro di tutto la risurrezione del Signore.

Atti

Così possiamo capire da un lato la franchezza di Pietro, di cui si parlava nella prima lettura, ma anche l’ostilità dei sacerdoti e, in genere, dei grandi del tempio. Da dove deriva questa ostilità? Da dove arrivano queste parole dure rivolte ai discepoli e, in generale, a chi vive già nella fede cristiana? Derivano proprio dal non credere alla prospettiva della risurrezione, anzi, dal negarla. È per questo che Pietro viene osteggiato, insieme con gli altri discepoli, mentre cercano di portare avanti una prima serie di predicazioni sulla risurrezione del Signore. Argomento che la gente ascolta volentieri, perché apre ad una speranza di vita oltre la morte che nessuna religione sa dare, se non in modo superficiale, confuso, limitato. Il credente, invece, sa che la risurrezione della carne è l’evento grazie al quale egli sarà immerso nella vita in Cristo, sostegno della vita nella fede dei giorni mortali.

Il nostro cammino di fede

Credo che anche noi, su questo tema, abbiamo le nostre perplessità. A volte ci pensiamo, altre volte non ci pensiamo. Alcuni di noi si sanno preparare alla morte e alla vita in Cristo, altri non sembrano preoccupati di questo e lasciano che le cose vadano come devono andare. Dipende dalla fede! Dipende da quanta fede abbiamo nella vita eterna, nella risurrezione della carne, nella speranza cristiana. Se noi abbiamo speranza nella vita eterna, se noi abbiamo speranza in Cristo, allora tutto acquista un orizzonte nuovo. L’orizzonte che si dischiude davanti a noi grazie alla risurrezione di Cristo che è sempre al centro delle nostre celebrazioni, ma in particolare in questo tempo di gioia, in questo tempo di Pasqua.

Intenzioni di preghiera

Oggi, allora, all’inizio di una settimana nella quale avremo numerose memorie di santi e sante della Chiesa, chiediamo al Signore questa grazia: la grazia di saperci confrontare con il pensiero della morte, della risurrezione, della vita eterna. Non basta dire a parole che crediamo nella risurrezione della carne; non basta nemmeno pensare a questi concetti per dire di crederci. Noi potremo fare questa affermazione se poi sapremo vivere con fede le cose ordinarie della vita quotidiana. Esattamente come Cristo insegna. La speranza cristiana si inserisce nelle vie di bene, nelle vie di pace, nelle vie di altruismo, solidarietà e in ogni espressione della bontà presenti nella vita di ogni uomo. Sta poi a ciascuno permettere a queste riflessioni di prendere corpo grazie alla fede, grazie al Vangelo, ricevuto come dono, e grazie a quelle azioni sacramentali che ci parlano proprio della presenza del Signore risorto in mezzo a noi. Oggi lasciamoci conquistare dal Vangelo e, in mezzo alle cose buone della nostra giornata, cominciamo a pensare alla vita eterna. Sarà questo il modo per anticipare e per far crescere il Vangelo della speranza in noi.

2023-04-14T14:49:30+02:00