Lunedì 24 luglio

Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – lunedì 

La spiritualità di questo giorno

San Giacomo, i Santi Gioacchino ed Anna, i santi Marta, Maria e Lazzaro, sono, insieme ai Santi Nazaro e Celso, i grandi santi di questa settimana, ultima del mese di luglio. Come sempre cerchiamo nella Scrittura motivi di ringraziamento e motivi di richiesta da mettere davanti a Dio nella nostra preghiera.

La Parola di questo giorno

LETTURA 1Sam 1, 9-20
Lettura del primo libro di Samuele

In quei giorni. Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo». Mentre ella prolungava la preghiera davanti al Signore, Eli stava osservando la sua bocca. Anna pregava in cuor suo e si muovevano soltanto le labbra, ma la voce non si udiva; perciò Eli la ritenne ubriaca. Le disse Eli: «Fino a quando rimarrai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». Anna rispose: «No, mio signore; io sono una donna affranta e non ho bevuto né vino né altra bevanda inebriante, ma sto solo sfogando il mio cuore davanti al Signore. Non considerare la tua schiava una donna perversa, poiché finora mi ha fatto parlare l’eccesso del mio dolore e della mia angoscia». Allora Eli le rispose: «Va’ in pace e il Dio d’Israele ti conceda quello che gli hai chiesto». Ella replicò: «Possa la tua serva trovare grazia ai tuoi occhi». Poi la donna se ne andò per la sua via, mangiò e il suo volto non fu più come prima. Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi prostrati davanti al Signore, tornarono a casa a Rama. Elkanà si unì a sua moglie e il Signore si ricordò di lei. Così al finir dell’anno Anna concepì e partorì un figlio e lo chiamò Samuele, «perché – diceva – al Signore l’ho richiesto».

SALMO Sal 115 (116)

Accogli, Signore, il sacrificio della nostra lode.

Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore. R

Adempirò i miei voti al Signore davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme. R

VANGELO Lc 10, 8-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

La scrittura

La Scrittura di questo giorno ci fa riflettere sulla vicinanza di Dio.

  1. Il tema è affrontato, anzitutto, dalla lettura di Samuele che ci ha fatto rileggere la preghiera di Anna. Un brano bellissimo, psicologicamente e spiritualmente molto ricco. Psicologicamente perché ci chiede di metterci nei panni di Anna e di tutte le donne che vorrebbero avere un figlio ma che non riescono ad averlo. Una situazione molto difficile, molto drammatica. Anna interpreta bene il dolore di tutte le donne che non riescono a coronare il proprio desiderio di maternità. Tuttavia nel brano non c’è solo questa componente psicologica, ma anche una componente spirituale di non minore intensità. Anna è una donna di fede, una donna che va al tempio, una donna che prega. La sua preghiera è intensissima, quasi una lotta con Dio. Lo dice molto bene il nome del fanciullo che nascerà: Samuele. Anna dirà di lui: “l’ho richiesto al Signore”. Anna è una donna che crede nella vicinanza di Dio, è una donna che si lega a Dio con un voto, quindi con una forma di preghiera particolarmente intensa e, allo stesso tempo, particolarmente semplice. Il voto, infatti, è una forma di preghiera molto popolare. Molto spesso i voti sono nati da gente semplice che credeva, però, nella vicinanza e nella potenza di Dio. Anna ci invita a credere in questa vicinanza, che si esprime in diversi modi. Per Anna la vicinanza di Dio si è espressa con quella visita al santuario di Israele e con quella preghiera accorata che ha saputo rimettere nelle mani di Dio chiedendo un figlio e facendo un voto.
  2. La vicinanza di Dio è espressa anche nelle parole del Vangelo. I 72 che vanno in missione non vanno soli. È la preghiera di Gesù che li accompagna, è la sua benedizione che li sostiene. La presenza del Signore è, poi, una presenza di accoglienza, al ritorno dalla missione. Tutti i 72, infatti, hanno accoglienza e comprensione dal Signore, che chiede a loro di raccontare a tutti quello che è successo nella loro missione, nel concreto delle loro giornate. Gesù invita a vedere i piccoli ma efficaci segni della presenza di Dio in mezzo alle cose che capitano, anche quando devono capitare i momenti difficili dell’opposizione, della non accoglienza, del disprezzo. La vicinanza di Dio si mostra anche in questi momenti, anche nei momenti nei quali un discepolo non può fare altro che “scuotere la polvere dai calzari”, non piangendo sul rifiuto che si è sperimentato, ma riflettendo sul rifiuto di Dio che si è consumato. Realtà che deve straziare il cuore del discepolo. Il discepolo gioisce quando Dio è accolto, ma è nel dolore quando sente che Dio, nonostante il suo impegno, è stato rifiutato.

Un ringraziamento

Una prima preghiera che deve nascere in tutti noi oggi, dunque, è proprio quella del ringraziamento perché Dio ci è vicino e perché non mancano i segni della sua vicinanza. Io credo che tutti ne abbiamo. Sarà un luogo, come il santuario dove Anna va a pregare, sarà una preghiera intensa particolarmente efficace che abbiamo fatto, sarà in qualche altra forma possibile, ma io penso che Dio non manchi mai di dimostrare il suo affetto di padre e la sua vicinanza in molti modi e secondo molteplici forme. Potrebbe essere un utile esercizio di preghiera l’andare a cercare quali sono queste forme di vicinanza e come Dio si rende presente tra noi. Credo che ci farà molto bene fare questo genere di esercizio per tenere vivo anche il sentimento del ringraziamento con cui sempre ci dobbiamo rapportare a Dio.

Una richiesta

Per questo io credo che possiamo rimettere nelle mani di Dio qualsiasi richiesta. Magari è qualcosa di personale, come ci dicono molto bene le Scritture di oggi. Oppure è per tante persone, magari anche per una collettività, magari anche per la S. Chiesa, dal momento che molti di noi hanno impegni e servizi ecclesiali da rendere vivi, anzitutto, con la preghiera. La settimana inizia con questo giorno che ci chiede anche questo esercizio di preghiera: chiediamo a Dio le cose veramente importanti che sono al centro del nostro interesse e della nostra piccola missione ecclesiale. Senza dubitare, come ci diceva Anna, che Dio ci è vicino e ci ascolta

Invito alla preghiera

Vi invito oggi, possibilmente, a visitare la chiesa e a ripetere, davanti al tabernacolo, segno della presenza eucaristica di Cristo, che Dio ci è vicino e che non ci abbandona. È questo il modo migliore per vivere la sua vicinanza e prendere coscienza del suo amore.

2023-07-22T14:03:26+02:00