Martedì 24 ottobre

Settimana della 1 domenica dopo la dedicazione – martedì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 5, 1-14
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi, nella mano destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra, era in grado di aprire il libro e di guardarlo. Io piangevo molto, perché non fu trovato nessuno degno di aprire il libro e di guardarlo. Uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli». Poi vidi, in mezzo al trono, circondato dai quattro esseri viventi e dagli anziani, un Agnello, in piedi, come immolato; aveva sette corna e sette occhi, i quali sono i sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. Giunse e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi, e cantavano un canto nuovo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio, con il tuo sangue, uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e hai fatto di loro, per il nostro Dio, un regno e sacerdoti, e regneranno sopra la terra». E vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce: «L’Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione». Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che dicevano: «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli». E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione.

SALMO Sal 97 (98)

Tutta la terra acclami il Signore.

Il Signore ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. R

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R

VANGELO Mc 10, 17-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Mentre il Signore Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Vangelo

Anche il Vangelo di oggi è molto noto: il giovane ricco. Parola di Dio che ci dà la possibilità di comprendere che tutti possiamo interpretare la vita come insieme di costrizioni, obblighi, norme da seguire o come un respiro di amore. Il giovane ricco interpreta la vita così, come una serie di norme e obblighi. Segue i comandamenti, non si lascia sfuggire nulla, crede che la perfezione della vita consista proprio in questo. Senza rendersi conto che, così facendo, perde la vita come libertà, come capacità di amare. Ed è proprio a questa visione di libertà che lo chiama il Signore. Dicendo di vendere tutto e di seguirlo, il Signore permette al ragazzo di immaginare un futuro diverso. Un futuro non fatto di norme, di leggi, di prescrizioni, di divieti, ma fatto solo di amore. Libero da ogni condizionamento, questo giovane potrà far fiorire la sua vita nell’amore. Non avverrà così! Nemmeno la chiamata alla libertà proposta dallo stesso Signore Gesù sarà sufficiente, per questo ragazzo, per lasciare i vincoli di una vita e per iniziare una esistenza nuova fatta solo di amore. Così è: la vocazione, per germogliare e crescere, non ha bisogno solo della Parola di Dio, ma di tutta la nostra libertà. Quando la libertà si chiude e si colloca in posti oppressi da norme, regole, comandi, nemmeno il Signore riesce a liberare l’uomo che si auto rinchiude in questa dimensione del vivere.

Apocalisse

Così possiamo comprendere bene anche la pagina dell’Apocalisse che ci mostra un segno molto noto, molto rappresentato nell’arte: il libro sigillato con l’agnello seduto sopra di esso. È un simbolo che, appunto, dice come l’amore di Cristo libera ogni vita, rompe qualsiasi sigillo di schiavitù, slega la vita dell’uomo perché essa possa fiorire in mille opere di amore. Non a caso, in questa visione, si vedono anche i volti dei santi, si odono le loro preghiere. Queste voci, questi volti, sono tutte quelle anime che hanno compreso che il Signore chiama a libertà, chiama a realizzarsi, chiama a fare in modo che la propria vita sia una fioritura di amore. Essi sono di fianco al trono dell’Agnello e continuano a ripetere la sua lode proprio per questo motivo: essi hanno compreso quale grande amore li aveva generati e sono stati capaci di riversare amore in quello che hanno fatto. Poiché l’amore non ha limiti, nemmeno la fantasia di Dio ha limiti! Così questi uomini, queste donne, hanno vissuto vocazioni differenti, singolari, uniche, che sono stati modi diversi per donare la propria vita nell’amore a Dio.

Provocazioni di fede per il cammino

Questa duplice visione della vita, questo duplice modo di interpretare la propria vocazione, in realtà, è sempre presente presso tutti gli uomini, anche presso di noi. Così ci sono molti di noi che hanno vissuto la propria vita nel segno della libertà e facendo dei propri giorni un atto di amore, e altri che hanno fatto della propria vita solamente un modo per conformarsi a norme, tradizioni, modi di dire, di fare, di vedere, di vivere… Non sono pochi anche i cristiani che ritengono che la fede, in qualche modo, sia una grande realtà che però chiede di imporsi alcuni vincoli, alcuni limiti, alcune norme che costringono, in un modo o nell’altro, la vita stessa dei credenti. Questa visione della fede sopravvive ad ogni cosa, anche se dovrebbe essere abbastanza chiaro che la fede cristiana è proprio liberante, è esattamente una chiamata a fare dell’amore la cifra sintetica dei propri giorni, senza porre alcun limite ad esso. Tutte le indicazioni, che possiamo anche chiamare “norme” nella fede, non sono per limitare qualche esperienza, per privarsi di qualcosa di bello di cui possono godere solo le persone che non hanno fede. La fede non è un carcere! Piuttosto queste indicazioni sono un chiaro modo di indicare dove sono i limiti per passare da una esistenza che fiorisce nel bene ad un’esistenza che si perde in cose della vita, magari anche piacevoli, ma che non realizzano appieno quella libertà per cui la vita di ogni uomo è stata creata. La provocazione è anche per noi, perché io credo che tutti, almeno qualche volta, abbiamo detto qualcosa del genere della nostra fede e della nostra vita, senza ricordare che, invece, la fede è libertà, chiamata a cose grandi, realizzazione di sé in modo da rendere perfetta l’esistenza. Preghiamo oggi perché possiamo sempre avere bene in mente questo e per fare in modo che la nostra vita non diventi mai un’obbedienza formale che costringe e limita.

Invito alla preghiera

  • Che idea ho della mia vita?
  • Mi sono sentito limitato o oppresso?
  • Cosa ho fatto e cosa faccio per fare della mia vita una donazione di amore?
2023-10-20T11:09:17+02:00