Feria prenatalizia 7
La spiritualità di questo giorno
Come ripeto sempre questo giorno non è una feria prenatalizia ma un giorno di vigilia. Di per sé questa Messa non dovrebbe nemmeno essere celebrata, ma, anche per via delle applicazioni richieste, nella nostra comunità continuiamo a celebrarla come prescritto dalle norme liturgiche. Oggi possiamo riflettere su questo tema: “Dio è grande nelle relazioni”.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA Eb 10, 37-39
Lettera agli Ebrei
Fratelli, ancora un poco, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto per fede vivrà; ma se cede, non porrò in lui il mio amore. Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.
SALMO Sal 88 (89)
Canterò in eterno l’amore del Signore.
«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono». R
«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele». R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R
VANGELO Mt 1, 18-25
Lettura del Vangelo secondo Matteo
Così fu generato il Signore Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
La Scrittura
Emmanuele, Dio con noi…
Per quale motivo il Signore si incarna? Per quale motivo viene tra noi? Certo, con una risposta da catechismo, potremmo dire: per la nostra redenzione, per togliere il peccato del mondo, per riscattare l’umanità perduta… tutte risposte formalmente corrette.
Però credo che il Vangelo ci stia portando in un’altra dimensione. Il Vangelo ci ricorda chi è l’Emmanuele, il Dio con noi. L’Emmanuele è colui che vuole entrare in relazione con gli uomini, è colui che desidera donarsi all’umanità, è colui che vuole stabilire un legame perfetto passando dalla via umana delle relazioni. Se provate a pensarci vedrete che tutti gli episodi del Vangelo ci parlano, in effetti, di una relazione. La nostra Quaresima ambrosiana, solo per fare un esempio, è un capolavoro da questo punto di vista, perché ci ricorda come Gesù, relazionandosi con la samaritana, con i figli di Abramo, con il cieco nato, con Lazzaro e con tutti gli altri grandi interpreti del Vangelo, demonio compreso, dice la sua volontà di salvezza passando proprio attraverso le relazioni.
Così è poi in molti altri insegnamenti e miracoli che il Signore ha compiuto. Ecco perché anche noi, oggi, concludendo questo percorso delle ferie prenatalizie, possiamo dire: Dio è grande nelle relazioni. L’Emmanuele viene per rendere grandi le relazioni tra gli uomini.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Vorrei che davvero tutti potessimo vivere questo Natale ripensando alle nostre relazioni. Vorrei che tutti potessimo interrogarci bene su questo tema. Così come lo abbiamo declinato: in famiglia, nella preghiera, nel lavoro, nella ricerca della verità dei nostri giorni, nella cura del nascondimento necessario alla bellezza delle relazioni, nella ricerca di gioia.
Vorrei che ci interrogassimo su queste dimensioni per dare un senso al nostro tempo. Viviamo in un tempo in cui le relazioni non sono state troppo curate. Viviamo in un tempo che ci ha fatto mettere da parte molte relazioni. Viviamo in un tempo in cui qualcuno si è illuso che gli strumenti della tecnica potessero quasi sostituire la bellezza della relazione umana “de visu”. Viviamo in un tempo in cui, soprattutto i nostri giovani, vivono le relazioni in modo superficiale, formale, distaccato.
Se questa è la nostra società non possiamo dimenticare che questa è anche la nostra Chiesa. La Chiesa, infatti, vive sempre incarnata nel suo tempo, vive in mezzo agli uomini, respira l’odore degli uomini, rimane anche invischiata nelle cose che non vanno degli uomini. Ecco perché trovo molto utile che il nostro Vescovo ci abbia chiesto, quest’anno, questa attenzione e questo impegno.
Ora, però, tocca noi. Non solo dal punto di vista umano, non solo dal punto di vista personale, non solo dal punto di vista sociologico o da altri punti di vista umani.
Noi abbiamo bisogno di pensare o di ri-pensare alle relazioni partendo dalla fede, partendo dal rapporto con Dio, partendo dall’Emmanuele che è il Dio che si incarna, viene a condividere la nostra storia, vuole mostrarci come vivere le relazioni, perché possano esprimere tutta la loro ricchezza e tutta la loro forza.
La preghiera che direi di custodire in questi giorni sia proprio questa: una preghiera che, immettendo nella relazione con Dio, ci permette di curare bene la relazione con gli altri. Una preghiera che, proprio perchè ci immette nella relazione con Dio, ci fa curare quegli aspetti della relazione umana che diventano fondamentali per la nostra esistenza.
Alla fine del Giubileo, come credo che potremo riprendere nei prossimi giorni, riflettiamo bene su cosa significa essere cristiani, su cosa significa avere fede nel mondo di oggi, su cosa significa mettere noi stessi a servizio di Dio e della sua presenza tra gli uomini.
Renderemo più bella, forte e stabile la relazione con Lui.
Renderemo più bella, forte e stabile la relazione con gli altri.
Perchè la Parola dimori in noi
- Come vivrò questo Natale dal punto di vista delle relazioni?
- Cosa mi ha dato questo ultimo percorso?
- Che relazione vivrò, a partire da questa notte, con Colui che è grande nelle relazioni?