Settimana della 12 domenica dopo Pentecoste – sabato
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 4, 32-40
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo? O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi? Tu sei stato fatto spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui. Dal cielo ti ha fatto udire la sua voce per educarti; sulla terra ti ha mostrato il suo grande fuoco e tu hai udito le sue parole che venivano dal fuoco. Poiché ha amato i tuoi padri, ha scelto la loro discendenza dopo di loro e ti ha fatto uscire dall’Egitto con la sua presenza e con la sua grande potenza, scacciando dinanzi a te nazioni più grandi e più potenti di te, facendoti entrare nella loro terra e dandotene il possesso, com’è oggi. Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro. Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».
SALMO Sal 94 (95)
Venite, acclamiamo al Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
EPISTOLA Eb 12, 25-29
Lettera agli Ebrei
Fratelli, guardatevi bene dal rifiutare Colui che parla, perché, se quelli non trovarono scampo per aver rifiutato colui che proferiva oracoli sulla terra, a maggior ragione non troveremo scampo noi, se volteremo le spalle a Colui che parla dai cieli. La sua voce un giorno scosse la terra; adesso invece ha fatto questa promessa: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo». Quando dice «ancora una volta», vuole indicare che le cose scosse, in quanto create, sono destinate a passare, mentre rimarranno intatte quelle che non subiscono scosse. Perciò noi, che possediamo un regno incrollabile, conserviamo questa grazia, mediante la quale rendiamo culto in maniera gradita a Dio con riverenza e timore; perché il nostro Dio è un fuoco divorante.
VANGELO Mt 7, 21-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù diceva alle folle: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.
LETTURA Dt 5, 23-33
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Quando udiste la voce in mezzo alle tenebre, mentre il monte era tutto in fiamme, i vostri capitribù e i vostri anziani si avvicinarono tutti a me e dissero: “Ecco, il Signore, nostro Dio, ci ha mostrato la sua gloria e la sua grandezza, e noi abbiamo udito la sua voce dal fuoco; oggi abbiamo visto che Dio può parlare con l’uomo e l’uomo restare vivo. Ma ora, perché dovremmo morire? Questo grande fuoco infatti ci consumerà. Se continuiamo a udire ancora la voce del Signore, nostro Dio, moriremo. Chi, infatti, tra tutti i mortali ha udito come noi la voce del Dio vivente parlare dal fuoco ed è rimasto vivo? Accòstati tu e ascolta tutto ciò che il Signore, nostro Dio, dirà. Tu ci riferirai tutto ciò che il Signore, nostro Dio, ti avrà detto: noi lo ascolteremo e lo faremo”. Il Signore udì il suono delle vostre parole, mentre mi parlavate, e mi disse: “Ho udito le parole che questo popolo ti ha rivolto. Tutto ciò che hanno detto va bene. Oh, se avessero sempre un tal cuore, da temermi e da osservare tutti i miei comandi, per essere felici loro e i loro figli per sempre! Va’ e di’ loro: Tornate alle vostre tende. Ma tu resta qui con me e io ti detterò tutti i comandi, tutte le leggi e le norme che dovrai insegnare loro, perché le mettano in pratica nella terra che io sto per dare loro in possesso”. Abbiate cura perciò di fare come il Signore, vostro Dio, vi ha comandato. Non deviate né a destra né a sinistra; camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore, vostro Dio, vi ha prescritto, perché viviate e siate felici e rimaniate a lungo nella terra di cui avrete il possesso».
SALMO Sal 95 (96)
Cantate al Signore e annunciate la sua salvezza.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi. R
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario. R
EPISTOLA Eb 12, 12-15a
Lettera agli Ebrei
Fratelli, rinfrancate le mani inerti e le ginocchia fiacche e camminate diritti con i vostri piedi, perché il piede che zoppica non abbia a storpiarsi, ma piuttosto a guarire. Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà mai il Signore; vigilate perché nessuno si privi della grazia di Dio.
VANGELO Gv 12, 44-50
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».
La scrittura
Ascoltare la voce di Dio è il tema su cui la Scrittura ci ha fatto riflettere anche settimana scorsa. La meditazione continua in questo sabato.
Anzitutto con la proposta spirituale della pagina del Deuteronomio, che ci ha ricordato che, per Israele, ascoltare la voce di Dio corrispondeva a qualcosa di “terribile” e, al tempo stesso, di “affascinante”. Era Mosè l’uomo che ascoltava direttamente la voce di Dio. Quella voce che terrificava il popolo al solo pensarci, era ciò che Mosè, invece, ascoltava con pazienza e amore e che, poi, fedelmente trasmetteva al popolo santo.
Questa voce non è più terrificante con la venuta del Signore Gesù. Gesù apertamente dice che la sua voce è anche la voce del Padre, la voce della benevolenza, la voce della misericordia, la voce del perdono, la voce di chi sa che tutto proviene dal Padre e tutto al Padre ritorna. La voce di Gesù è la voce che porta il “comandamento del Padre”, ovvero la vita eterna. Ciò che il Padre desidera più di tutto è che ciascuno giunga alla vita eterna. Giunge a questa meta chi segue la voce di Cristo.
Così come ci diceva la riflessione apostolica della lettera agli Ebrei. I frutti del cammino di fede di chi ascolta la Parola senza sottrarsi ad essa sono due: la pace e la santificazione. La pace come tentativo di sperimentare la vita della stessa dimensione di Dio. La santificazione perché chi ascolta la Parola del Signore vuole giungere a quella meta di grazia che è la condivisione dell’eternità beata.
Come si vede le tre Scritture sono in progressione e ci indicano proprio l’evoluzione del cammino di fede. Quella voce che terrorizzava il popolo di Israele, è la voce umile di Gesù, è la voce della misericordia del Padre che invita alla santificazione del proprio tempo e della propria vita come metodo per avvicinarsi alla vita eterna.
Un ringraziamento
Credo che tutti dobbiamo respirare questa spiritualità e penso che oggi sia molto bello, per tutti noi, cercare di vedere nella progressione della rivelazione che ci è stata mostrata, quella infinita pazienza di Dio che si rivela pian piano e secondo quello che il cuore di ogni uomo può comprendere. Ringraziamo Dio Padre perché si mette sui passi dell’uomo, perché rende l’uomo partecipe della sua rivelazione di gloria semplicemente in base a quello che ogni uomo può capire, può comprendere, può trattenere. Credo che dobbiamo sentire Dio vicino a ciascuno di noi, presente sul nostro cammino. Questo è il cuore di tutta la rivelazione. Dio non lascia indietro nessuno e rivela a ciascuno ciò che, in un determinato momento, un’anima può comprendere.
Una richiesta
La richiesta da mettere nelle mani di Dio è proprio questa: Signore non abbandonarci! Signore continua a rivelare quelle cose che noi possiamo comprendere, Signore donaci quel tanto di grazia che ci basta per non vagare nel buio, fino a quando saremo nella tua luce. Credo sia davvero utile, bello, chiedere al Signore non doni particolari, non grazie infinite, ma quel tanto che basta per giungere alla meta. Solo quel tanto che basta, perché il resto viene proprio dalla sua misericordia.
Invito alla preghiera
Siamo in quello che, molti, percepiscono un po’ come l’ultimo momento del tempo estivo, l’ultima domenica di vacanza, l’ultima tappa dell’estate. Mentre ringraziamo ancora il Signore per quello che ci viene dato di vivere, cerchiamo di trovare qualche momento di preghiera o vediamo di riservare l’intenzione della Messa domenicale proprio a chiedere quel tanto di grazia che basta al cammino, così da poterlo riprendere sempre sostenuti da quella Parola che non ci abbandona mai e che, se noi lo vogliamo, può diventare luce per il piccolo tratto di strada da fare ogni giorno.