Sabato 27 luglio

Settimana della 9° domenica dopo Pentecoste – sabato

La spiritualità di questa settimana

Concludiamo questa settimana così ricca di memorie di santi con queste letture che sono le letture di un dramma: la perdita della fede.

La Parola di questo giorno

LETTURA Nm 14, 26-35
Lettura del libro dei Numeri

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse: «Fino a quando sopporterò questa comunità malvagia che mormora contro di me? Ho udito le mormorazioni degli Israeliti contro di me. Riferisci loro: “Come è vero che io vivo, oracolo del Signore, così come avete parlato alle mie orecchie io farò a voi! I vostri cadaveri cadranno in questo deserto. Nessun censito tra voi, di quanti siete stati registrati dai venti anni in su e avete mormorato contro di me, potrà entrare nella terra nella quale ho giurato a mano alzata di farvi abitare, a eccezione di Caleb, figlio di Iefunnè, e di Giosuè, figlio di Nun. Proprio i vostri bambini, dei quali avete detto che sarebbero diventati una preda di guerra, quelli ve li farò entrare; essi conosceranno la terra che voi avete rifiutato. Quanto a voi, i vostri cadaveri cadranno in questo deserto. I vostri figli saranno nomadi nel deserto per quarant’anni e porteranno il peso delle vostre infedeltà, finché i vostri cadaveri siano tutti quanti nel deserto. Secondo il numero dei giorni che avete impiegato per esplorare la terra, quaranta giorni, per ogni giorno un anno, porterete le vostre colpe per quarant’anni e saprete che cosa comporta ribellarsi a me”. Io, il Signore, ho parlato. Così agirò con tutta questa comunità malvagia, con coloro che si sono coalizzati contro di me: in questo deserto saranno annientati e qui moriranno».

SALMO Sal 97 (98)

Acclamate al nostro re, il Signore.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore. R

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani. R

Esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA Eb 3, 12-19
Lettera agli Ebrei

Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda fino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall’inizio. Quando si dice: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione», chi furono quelli che, dopo aver udito la sua voce, si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall’Egitto sotto la guida di Mosè? E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant’anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto? E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non avevano creduto? E noi vediamo che non poterono entrarvi a causa della loro mancanza di fede.

VANGELO Mt 13, 54-58
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Venuto nella sua patria, il Signore Gesù insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Numeri

Mai ci fu e mai ci sarà un tempo nel quale sarà facile o è stato facile avere fede! Mai perché il cuore dell’uomo è sempre fragile, è sempre in bilico. Il cuore dell’uomo è un po’ sempre come quello di quegli Israeliti che hanno cercato di seguire il Signore ma sono sempre stati invasi dal dubbio, oppressi dalle difficoltà della vita, poco inclini alla preghiera. Il cuore dell’uomo è così e credo un po’ tutti, man mano che leggevamo la Scrittura, abbiamo pensato: si sta parlando di me. L’uomo con il cuore indurito sono proprio io! Si fa sempre fatica a credere e si fa sempre fatica a consegnarsi al Signore.

Vangelo

Lo sa anche Gesù, che, però, rimane stupito anche dal comportamento dei suoi concittadini, ovvero quelli che potrebbero conoscerlo meglio e, se vogliamo, quelli a cui ha dedicato un tempo maggiore. La vita condivisa nel piccolo villaggio di Nazareth ha certamente permesso una familiarità che, altrove, è stata sconosciuta. Eppure nemmeno questo è sufficiente a salvarli dal rischio di vedere la fede come qualcosa che è difficile. Anche tutti coloro che sono entrati in contatto fisico con il Signore non hanno visto risparmiata la fatica del credere. Questa fatica non può essere risparmiata a nessuno.

Ebrei

Anche l’autore della lettera agli Ebrei conosceva bene questa verità e sapeva bene che a nessuno può essere risparmiata la fatica del dubbio. Ecco perché, memore degli antichi eventi del popolo di Israele che i suoi uditori e lettori conoscevano bene, richiama a tutti il dovere di sapersi sempre interrogare sulle cose della fede, senza cedere alla potenza del dubbio, per non perdere la fede. La perdita della fede sarebbe, in fondo, l’unico vero dramma della vita.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Ma è davvero poi così? La perdita della fede è davvero un rischio drammatico? Io credo che, nel nostro tempo, moltissimi potrebbero non rispondere così, potrebbero non dire queste cose, potrebbero dire che, in fondo, la perdita della fede non è poi un rischio così grande. Conosco anche persone che, in fondo, ridono di questa perdita per non dire che qualcuno potrebbe anche considerarla un guadagno. Se è vero che il rischio dell’incredulità c’è sempre, è altrettanto vero che alcuni scelgono deliberatamente di rompere il proprio rapporto con Dio e di lasciare semplicemente che la fede in loro si spenga. Per non dire, poi, di chi gioisce per la rescissione di qualsiasi legame con Dio e insegna ad altri a fare altrettanto. Credo che sia bello, oggi, pregare anzitutto per noi, sapendo che il rischio di perdere anche noi la fede che siamo qui a coltivare, c’è. Nessuno è alieno, nessuno è al riparo.

Mi pare giusto, poi, con vera vicinanza spirituale, pregare anche per chi sta perdendo la fede, per chi l’ha già persa, per chi la deride, per chi insegna a stare lontani dal Signore. Credo che, in fondo, questo sia un atteggiamento che deve suscitare in tutti noi credenti, profonda compassione. Se è vero che siamo chiamati al rispetto, che nessuno mette in dubbio, è altrettanto vero che dovrebbe suscitare in noi un vero moto di compassione l’atteggiamento di chi chiude i ponti con Dio o insegna a fare altrettanto. Come può essere una vita senza Dio? Magari per qualcuno è anche più felice, e, tuttavia, una vita senza futuro eterno a cui guardare, una vita senza speranza, può ancora essere considerata appetibile? Io credo che una vita così sia una vita povera. Ecco perché occorre pregare con vivo senso di compassione, con vivo senso di vicinanza spirituale a chi si trova in questa condizione di dubbio, difficoltà, solitudine del credere. Chiediamo a Dio che il cuore di queste persone sappia aprirsi ai suoi richiami e che ciascuno possa ritrovare la via della fede sulla quale Dio chiama tutti non solo alla salvezza eterna, ma anche alla felicità.

Provocazioni dalla Parola

  • Guardo con compassione a chi vive senza fede?
  • Intercedo con liberalità e con gioia per chi è senza Dio?
2024-07-20T12:35:37+02:00