Settimana della prima domenica di Quaresima – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Come ho già più volte spiegato, il sabato della Quaresima ambrosiana ha un valore spiccatamente battesimale. È per questo che si segue un altro lezionario rispetto agli altri giorni della settimana. Credo che anche nei sabati di Quaresima, proprio volendo recuperare il valore del Battesimo, faremo comunque bene a non tralasciare la riflessione sui testi sacri sempre illuminata dal tema delle relazioni.
La Parola di questo giorno
LETTURA Os 6, 4-6
Lettura del profeta Osea
Così dice il Signore Dio: «Che dovrò fare per te, Èfraim, che dovrò fare per te, Giuda? Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce. Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti».
SALMO Sal 111 (112)
Beato l’uomo che teme il Signore.
Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Prosperità e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre. R
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R
Sicuro è il suo cuore, non teme.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R
EPISTOLA Rm 13, 9b-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, qualsiasi altro comandamento si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità. E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.
VANGELO Mt 12, 1-8
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
La Scrittura
Voglio l’amore e non il sacrificio…
Indossiamo le armi della luce…
Il Figlio dell’uomo è Signore anche del sabato…
Che cosa è il Battesimo? Il Battesimo è il primo sacramento della vita cristiana ed è la porta che ci apre alla nostra personale relazione con Dio. Ecco il senso e il richiamo della prima lettura. Che cosa vuole il Signore dall’uomo? In che cosa consiste principalmente e primariamente il cammino della fede? Ecco il richiamo del profeta Osea: la fede è un rapporto interpersonale con Dio. Certo all’uomo antico questa indicazione suonava del tutto nuova. Gli idoli, gli dei delle nazioni, chiedevano all’uomo “cose”, sacrifici, offerte, attenzione, soldi… ogni culto di Dio aveva un richiamo concreto, un richiamo pratico, un versante di doveri da mettere in atto. Con grandissima sorpresa il Dio di Israele non chiede cose, non chiede offerte, non chiede sacrifici, non chiede nulla di quanto l’uomo può dare. Piuttosto chiede il cuore. Realtà molto più impegnativa! È più facile cavarsela con un’offerta che non vigilare sul cuore. È più semplice fare qualcosa che occupa una parte del proprio tempo o della propria attenzione che non vigilare su se stessi ed imparare a lodare il nome di Dio perché egli si rivela come mistero di amore che chiede amore! Israele ci insegna questo: Dio va cercato non perché occorre fare per lui qualcosa, ma perché lui ha qualcosa da dare a noi! Questa ricerca del cuore è la cosa più impegnativa nella vita ma, alla fine, anche quella che dà più soddisfazioni.
Vivere questa realtà, come diceva San Paolo, è davvero aprirsi ad un insieme di opere nuove, diverse, rese tali dall’amore che Dio riversa sull’umanità. È l’amore di Dio che è sempre prima di ogni altra cosa, che abilita, poi, a rispondere con altrettanto amore. È l’amore di Dio che si riceve che abilita, poi, a rispondere con altrettanto amore in tutte le forme possibili e immaginabili. È l’amore di Dio che si rivela che viene a chiedere forme con le quali, all’uomo, sia concesso rispondere con le forze che ha e come può. Il Battesimo è però questo: un richiamo a vivere il bene, senza mai escludere nulla.
Come del resto aveva già insegnato Gesù nel Vangelo. La fede, che pure ha le sue norme e le sue regole, non si riduce mai ad esse. Le regole e le norme, che sono fatte dagli uomini e che possono quindi essere sempre cambiate, hanno la loro utilità se servono a rapportarsi a Dio e a sostenere il bene, altrimenti non hanno alcun senso di essere. Se, da un lato, è vero che le regole sono necessarie, soprattutto per la vita comunitaria, è altrettanto vero che non ci si deve affidare solo ad esse. Le regole non vengono prima del cuore ma, al contrario, l’amore che proviene dal cuore permette anche di accettare le regole della fede, capendone il senso. Non è il caso di opporre le due cose: la sintesi è data proprio dal Signore. Chi ama accetta anche la regola. Chi non ama, difficilmente accetterà anche le regole. Chi non pensa, poi, vive di regole, perché sono più facili da vivere. Ma i figli di Dio non sono automi che compiono quanto è stato prescritto, ma uomini che amano. Amano e, quindi, sbagliano. Eppure la loro coscienza è sempre pronta a rinnovarsi. Perché Dio, che è amore, parla con amore all’intimo di ogni coscienza, in qualsiasi momento di vita, in qualsiasi luogo della terra.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Cosa significa recuperare il valore del nostro Battesimo? Cosa è recuperare la memoria del Battesimo, per noi tutti che viviamo già un itinerario battesimale nella nostra vita? Io credo sia proprio il richiamo a recuperare una forza di amore straordinaria. Dovrebbe essere propriamente quell’amore che viene a noi dalla S. Eucarestia. È in questo contatto con Dio che noi impariamo ad amare. È lasciando entrare Cristo nella nostra anima che noi tutti possiamo capire a cosa siamo stati chiamati e cosa dobbiamo realizzare in tutti gli anni della nostra vita. Ben venga allora la Quaresima, che ci richiama, con amore, a quello che dobbiamo essere più che a quello che dobbiamo fare!
Concludendo la prima settimana di Quaresima credo che tutti abbiamo avuto la possibilità di riflettere ulteriormente sul tema delle relazioni, accedendo, anche attraverso il fascino dei racconti biblici, a qualche richiamo che vale per la vita di oggi. Entriamo così nella seconda domenica e nella seconda settimana di Quaresima, ovvero con l’animo di chi si vuole disporre ad amare entrando in una relazione sempre più forte e sempre più fervente con il mistero di Dio.
Quel mistero che dà senso ai giorni e che ci apre all’eternità.
Perché la Parola rimanga in noi
- Come vivo la memoria del mio Battesimo?
- Cosa significa per me imparare ad amare relazionandomi sempre più con la sorgente dell’amore e della vita?