Martedì 28 ottobre

Settimana della 1 domenica dopo la dedicazione – Martedì – SS. Simone e Giuda

La spiritualità di questo giorno

I Santi Simone e Giuda ci tengono compagnia e avvalorano la nostra preghiera in questo giorno che dedichiamo a loro, non tanto per il loro ricordo ma per ricorrere alla loro preziosa intercessione.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 1, 12-14
Lettura degli Atti degli Apostoli

Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui.

SALMO Sal 18 (19)

Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R

EPISTOLA Ef 2, 19-22
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

VANGELO Gv 14, 19-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Vangelo

Il Vangelo ci riporta all’unica parola che abbiamo su San Giuda. Detto anche Taddeo, per distinguerlo dall’Iscariota, Giuda era parente stretto del Signore. Era un figlio di quella Maria di Cleofa, ovvero moglie di Cleopa che è poi uno dei due discepoli di Emmaus. Non solo, è anche il fratello di Giacomo. È lui, dunque, che pone al Signore questa domanda: “Come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. La parola chiave è proprio “manifestazione”. Giuda, come gli altri discepoli, è molto attento a questo tema, perché il Signore ha insistito molto su questo concetto, insegnando che la manifestazione che egli stava portando avanti era in primis per loro, per i 12 e poi, attraverso di loro, per tutti. Lo sappiamo bene che il Signore costituisce i suoi discepoli prima perché stiano con Lui e poi perché diventino missionari del suo amore. C’è però anche una tradizione che ci aiuta a capire meglio questo concetto. Secondo una tradizione, lo sposo delle nozze di Cana, la prima vera manifestazione del Signore, è proprio lui, Giuda, questo parente stretto del Signore, questo “fratello”, cioè “cugino”. Se rammentate, in quell’occasione viene esplicitamente detto che quella fu la prima manifestazione del Signore. È probabile che nella mente di Giuda quell’episodio si sia scolpito con una forza indelebile e che, mentre procedeva il ministero di Gesù, Giuda si sia interrogato molto su quello che gli era capitato e sul senso di quella manifestazione straordinaria che aveva accolto lui e la sua famiglia. Giuda capisce, dalla risposta del Signore, che quelle manifestazioni uniche e singolari a cui assiste il discepolo sono perché tutti conoscano, tutti vedano, tutti comprendano. Ciascuno, però, nel suo tempo e secondo le sue possibilità. La manifestazione del Signore non folgora nessuno. A ciascuno è data nel tempo in cui la può comprendere e seguire.

Simone era detto anche cananeo o zelota. Gli zeloti, come sappiamo, erano un partito politico che voleva la liberazione della Palestina, l’autonomia della Giudea, il ritorno alla perfezione delle pratiche dell’ebraismo. Anche il percorso di San Simone è stato complesso e lo ha portato a comprendere che non era attraverso la lotta che si sarebbe avuta la liberazione dell’uomo da qualsiasi forma di sudditanza, ma solo nello scoprire la bellezza della figliolanza divina. Non sappiamo molto su di lui. Una tradizione lo vorrebbe vescovo di Gerusalemme dopo San Giacomo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che sia bello ed anche opportuno che, oggi, ci soffermiamo sul concetto di manifestazione. Cosa è per noi una manifestazione del Signore? Come vorremmo che fosse? Io credo che tutti vorremmo una manifestazione chiara, palese, indubitabile, che faccia percepire che noi eravamo quelli che avevano ragione da sempre! Una manifestazione che sia di grande conforto ai credenti e sostegno alla loro fede e chiara ed inequivocabile per i non credenti che, finalmente, scoprirebbero dove sta la verità. Questo concetto di manifestazione non appartiene al mondo biblico, per il quale la manifestazione è sempre ed essenzialmente ricerca. Si ricerca come Dio si manifesta, si è attenti a cogliere i segni della sua manifestazione. Manifestazione che non è mai evidente ed inequivocabile. La fatica della lotta, la fatica della ricerca sono sempre una costante richiesta ad ogni uomo. Così come è stato chiesto anche a Giacomo, pur essendo parente del Signore, così come è stato chiesto anche a San Simone. Ecco la bellezza di questo Vangelo e della storia di questi apostoli, che prima di noi e, in un certo senso anche per noi, hanno vissuto la loro ricerca di fede. Per noi, per esserci di esempio; per noi, per farci capire come seguire il Signore. Questo mi sembra bellissimo anche rispetto alla nostra storia. Noi abbiamo bisogno di appassionarci alle cose della fede, noi abbiamo bisogno di approfondire con gusto la ricerca del mistero di Dio, altrimenti la fede si ferma, non porta da nessuna parte, si arena e ci fa chiudere in noi stessi. Chiediamo al Signore, attraverso i suoi santi apostoli, di essere più attenti a questo cammino di manifestazione, per cogliere i segni della presenza del Signore lì dove si donano a noi.

2025-10-24T14:19:13+02:00