Mercoledì 29 maggio

Settimana della 1° domenica dopo Pentecoste – mercoledì

La spiritualità di questa settimana

L’esempio dei martiri della Val di Non è istruttivo anche per ciascuno di noi. Essi vennero mandati dal loro vescovo proprio per evangelizzare un territorio ancora pagano. Dopo i primi successi e dopo aver costruito la prima chiesa, essi vennero respinti, uccisi e i loro corpi dati alle fiamme proprio sulle travi della loro chiesa. Eppure la fede non si arrestò e il loro lavoro non andò perduto: ben presto tutta la valle aderì al cristianesimo. Per noi un esempio di come bisogna anche faticare per trasmettere la fede agli altri, non darsi mai per vinti, continuare a vivere nella piena luce dello Spirito di Dio che, a suo tempo, permette di compiere ogni lavoro.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 11, 1-9
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ancora una piaga manderò contro il faraone e l’Egitto; dopo di che egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza condizioni, anzi vi caccerà via di qui. Di’ dunque al popolo che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d’argento e oggetti d’oro». Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nella terra d’Egitto, agli occhi dei ministri del faraone e del popolo. Mosè annunciò: «Così dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l’Egitto: morirà ogni primogenito nella terra d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. Un grande grido si alzerà in tutta la terra d’Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane abbaierà, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l’Egitto e Israele. Tutti questi tuoi ministri scenderanno da me e si prostreranno davanti a me, dicendo: “Esci tu e tutto il popolo che ti segue!”. Dopo, io uscirò!». Mosè, pieno d’ira, si allontanò dal faraone. Il Signore aveva appunto detto a Mosè: «Il faraone non vi darà ascolto, perché si moltiplichino i miei prodigi nella terra d’Egitto».

SALMO Sal 77 (78)

Il Signore guida come gregge il suo popolo.

Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. R

Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R

Colpì ogni primogenito in Egitto,
nelle tende di Cam la primizia del loro vigore.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R

VANGELO Lc 4, 38-41
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Uscito dalla sinagoga, il Signore Gesù entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.

Vangelo

Le due Scritture sono in fortissima contrapposizione tra loro, eppure hanno un tema comune: la visita. La visita di Dio al suo popolo che si compie nel Signore Gesù, nei gesti di vicinanza e di misericordia che egli compie, come pure nelle sue parole di accoglienza e di benevolenza. Lo vediamo, per l’appunto, nella casa di Cafarnao, dove Gesù entra, invitato proprio perché la suocera di Simone sta male. Ed ecco il suo andare, il suo lasciarsi coinvolgere nelle storie degli uomini, il suo mettersi a parlare con chi è nel bisogno, sostenendo, con la sua grazia e con la sua misericordia, tutti coloro che ne hanno bisogno. I prodigi di grazia travalicano la casa di Simone; in quello stesso giorno, molti che hanno problemi di salute vedono la misericordia di Dio in atto su di loro. Una lettura molto dolce che, appunto, stride con quella dell’Esodo.

Esodo

Eppure, sempre di visita si tratta. Dio visita la condizione del suo popolo anche attraverso l’opera di Mosè. Dio visita il suo popolo nella sua afflizione, Dio visita il suo popolo curando anche la sua liberazione, anche se essa avviene con questo segno terribile della strage della notte dei primogeniti. Un racconto volto a dire che tutto è nelle mani di Dio, anche le cose che gli uomini sbagliano, anche la loro durezza di cuore, anche le cose che, apparentemente, non c’entrano nulla. La vita di tutti gli uomini ma anche quella di tutto il bestiame è nelle mani di Dio. Il libro dell’Esodo ci sta dunque dicendo che Dio ha assistito il suo popolo con quei segni e con quei prodigi in un momento particolarissimo della storia dell’uomo e della storia stessa del suo popolo, ma continua a visitarlo, con altri segni che, nei diversi tempi della storia dell’uomo, mutano forma. Ecco perché la visita che si compie in Gesù ha tutt’altro sapore e tutt’altro spessore sia umano che spirituale.

A Maria

Parleremo e mediteremo sulla capacità di Maria di visitare Elisabetta venerdì, concludendo la settimana ma anche concludendo il mese di maggio. Non è poi solo questo l’episodio evangelico che ci dice come Maria seppe rendersi presente nella vita di molte persone a partire, appunto, da quella della cugina. Maria si è sempre resa presente accanto a tutti coloro che necessitavano di un aiuto, di un conforto, di una presenza. Anche nella stessa vita degli apostoli fu così. Come fece con loro, Maria continua a visitare ciascuno di noi. La fede mariana che viviamo è la risposta alla sua visita nel segreto del cuore di chi la ama, la invoca, segue con fede il suo esempio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che le letture abbiano messo bene in luce come Dio parli all’uomo in base a quello che l’uomo sta vivendo e in base a quello che ogni uomo può capire. Così è utile ricordare che Dio parla sempre la lingua degli uomini, parla sempre partendo dal contesto storico che essi vivono e dal contesto spirituale nel quale essi abitano. Non ci deve sorprendere, quindi, che alcune parole di Dio e alcuni interventi del Primo Testamento ci sembrino non solo così difficili da capire, ma anche così lontani dal nostro modo di pensare, di vivere, di amare, di pensare lo stesso mistero di Dio. Essi, appunto, vennero scritti dentro un contesto culturale, sociale diverso dal nostro. A noi è chiesta la fatica dell’interpretazione per coglierne tutto lo spessore e tutto il senso spirituale che essi hanno anche per noi. Dunque impariamo, nel cammino della vita Dio si rende sempre presente accanto a coloro che lo amano.

Provocazioni dalla Parola

  • Come rileggo il Primo Testamento?
  • Come credo che Dio parli all’uomo di oggi? Con quali segni?
2024-06-15T22:25:30+02:00