Settimana della domenica che precede il martirio – giovedì – Martirio di San Giovanni Battista
Introduzione
Il giorno che celebriamo è centrale nell’estate e nel calendario. Da sempre tutto il popolo cristiano ha avuto grandissima devozione per San Giovanni Battista ed ha venerato il giorno del suo martirio, come il giorno di un martire, il giorno di un testimone assolutamente singolare del Signore.
La Parola di Dio
LETTURA Is 48, 22 – 49, 6
Lettura del profeta Isaia
In quei giorni, Isaia disse: «Non c’è pace per i malvagi. Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome. Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: “Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria”. Io ho risposto: “Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio”. Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza – e ha detto: “È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”».
SALMO Sal 70 (71)
Sei tu, Signore, la difesa del giusto.
Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R
Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno. R
La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie. R
EPISTOLA Gal 4, 13-17
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, sapete che durante una malattia del corpo vi annunciai il Vangelo la prima volta; quella che, nella mia carne, era per voi una prova, non l’avete disprezzata né respinta, ma mi avete accolto come un angelo di Dio, come Cristo Gesù. Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia? Vi do testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati anche gli occhi per darli a me. Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità? Costoro sono premurosi verso di voi, ma non onestamente; vogliono invece tagliarvi fuori, perché vi interessiate di loro.
VANGELO Mc 6, 17-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Marco
In quel tempo. Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Vangelo
La tentazione di eliminare il nemico è sempre fortissima. Quel giorno fu solo l’occasione propizia, ma la moglie di Erode, Erodiade, da tempo coltivava astio e rancore contro Giovanni. Il motivo è facile da capire. Giovanni continuava a predicare, nella sua integrità morale, che il matrimonio che la teneva legata ad Erode non era valido. In fondo lei era stata la cognata di Erode, prima di diventare sua moglie. Se vogliamo è la solita storia di intrighi di corte e di intrecci amorosi. Giovanni prende parola proprio contro tutte queste cose. Non si ferma, non fa passare la cosa inosservata, non si limita a disapprovare. Giovanni dice una parola chiara, netta, tagliente, precisa. È per questo che si trova in carcere. Questa donna, ovviamente da tempo covava rancore verso di lui e aspettava solo quel momento: il momento propizio per togliere di mezzo il nemico. Così, quando nella festa di compleanno di Erode, il re si lascia andare alla promessa di concedere qualsiasi cosa alla figlia di lei, danzatrice a quel banchetto, la donna non si lascia sfuggire l’occasione. Erode, come abbiamo sentito, è assolutamente succube di questa donna e non vuole prendere posizione contro di lei. Piuttosto che venire meno alla parola data, preferisce uccidere un uomo giusto e santo come Giovanni. Ed è proprio per questo, per un giuramento, per una parola data, che Giovanni muore. Muore come testimone. Muore come martire, muore come l’amico dello sposo che ha speso tutta la vita per lo sposo. Muore in assoluta coerenza di vita con tutta la sua esistenza.
Eliminare i nemici
La tentazione di questa donna non è certo singolare, è molto comune. Possono cambiare le fattispecie, ma, in fondo, credo che ogni uomo abbia qualcuno che vorrebbe davvero eliminare. Nella Scrittura ci sono molte prove di questo. Anche i discepoli, un giorno, chiesero al Signore di eliminare un intero villaggio, colpevole di non averlo accolto! O anche altri grandi del Primo Testamento si sono lasciati andare a preghiere di questo genere, o anche hanno preso parte a qualche evento fisico per eliminare qualcun altro. Perché, in fondo, è sempre così: quando l’uomo si trova di fronte qualcuno che viene percepito, o forse opera come nemico, la prima tentazione è sempre quella di volerlo eliminare.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Così è anche per noi. Credo che tutti noi abbiamo provato questa tentazione o, forse, l’abbiamo anche seguita e messa in opera! Dal momento che non c’è solo l’eliminazione fisica con la morte, ma molte altre forme di eliminazione di una persona. Il non rivolgere un saluto, il chiudere i rapporti. Il negare una risposta, il non volere più avere nulla a che fare, il tagliare tutti i rapporti virtuali… Sono davvero molte le forme che abbiamo a disposizione per togliere di mezzo il nemico! La Parola di Dio di oggi ci aiuta a prendere coscienza di questa tentazione, ma ci chiede anche di fare qualcosa di più e di diverso dal semplice assecondarla! E se abbiamo a cuore questa festa, se la figura di Giovanni il Battista è davvero un punto di riferimento anche per noi, allora dovremmo tutti capire che non è assolutamente possibile pregare in questo giorno senza poi mettere mano ad una nostra conversione. Così credo che tutti siamo invitati a mettere in pratica il Vangelo del Discorso della montagna, che ci chiede di amare i nemici e di pregare per i persecutori. Realtà durissime da vivere! Eppure oggi potremmo proprio fare questo! Potremmo almeno pregare per coloro che percepiamo come nemici, per coloro con i quali facciamo fatica a confrontarci. Credo che tutti siamo invitati a fare questo passo, mettendo il nostro cuore proprio nel cuore di Cristo e chiedendo al Signore di aiutarci a vivere così come lui ci chiede. Non è facile, però la custodia della preghiera per i nemici è il primo passo che possiamo compiere per imparare ad essere al centro di una dinamica di spiritualità che ci permette di respirare con cuore credente.
Per questo suggerisco oggi di chiederci chi siano i nostri nemici, quali le persone di cui vorremmo sbarazzarci o quelle con le quali, magari anche molto tempo fa, abbiamo già chiuso ogni rapporto. Potrebbero anche essere persone della famiglia, persone molto vicine a noi, per le quali, forse, toccherebbe proprio a noi fare il primo passo.
Rimettiamo anche la fatica che possiamo fare nelle mani del Signore. Solo questo ci aiuterà a superare ogni difficoltà dell’anima e del cuore.
Provocazioni della Parola
- Chi sono i miei nemici?
- Di chi vorrei “sbarazzarmi”?